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Il futuro dell'umanità sono due donne incinte (Lc 1, 39-48) SERIE: Dio non ci ab...

Maria ed Elisabetta: due donne incinte, due donne chiamate da Dio Padre ad un contributo insostituibile all'umanità, due donne che nel loro incontro ci fanno assistere alla grandezza e creatività di Dio...


Il futuro dell’umanità sono due donne incinte (Lc 1, 39-48) SERIE: Dio non ci abbandona mai

da L'autore

del 04 gennaio 2007

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Due donne incinte cambiano la storia. Nella nostra cultura si pensa spesso che quando una donna rimane incinta ha finito di vivere, deve abbandonare tutto, non può più essere indipendente, la sua vita si decentra verso il nascituro, deve preoccuparsi di lui, lo stesso suo corpo si organizza in modo che ora sia il bambino che si prende il meglio della stessa corporeità. Deve fare attenzione al bambino che quasi la espropria di sé.

C’è stato un tempo in cui questo è stato visto come una maledizione e ancora oggi la maternità non è valorizzata nella mentalità comune, sia nel mondo superficiale leggero delle immagini, sia nella vita sociale. Invece il vangelo mette al centro queste due donne meravigliose: Maria ed Elisabetta. Due donne incinte, due donne chiamate da Dio Padre ad un contributo insostituibile all’umanità, due donne che nel loro incontro ci fanno assistere alla grandezza e creatività di Dio: una donna anziana, carica di attese e di delusioni, di frustrazioni e di tentativi, di umiliazioni e di adattamenti e dall’altra un ragazza piena di vita, reduce da un dialogo con Dio, serrato, esigente, colmo di futuro e di trepidazione, ma alla fine accolto con gioia e con entusiasmo.

Due donne che possono essere il segno di una epoca che si conclude, Elisabetta, discendente di Aronne, legata al mondo cultuale passato, anche se importante e determinante la storia del suo popolo e una donna giovane, senza particolari posizioni sociali, ma pulita, bella, immacolata, nuova fin dalla nascita e portatrice del centro dell’universo: il Signore Gesù. E quando si vedono escono in canti e lodi a Dio, alla vita, alla nuova storia. Non si rendono conto di essere al centro del mondo, ma sono sicure di essere portate nel cuore di Dio, e per questo lo lodano e cantano; con loro finisce l’attesa di secoli, con loro la sete dell’uomo trova la sorgente.

Avranno sempre una vita in salita. Benedetta tu fra le donne, è una lode a Dio e una promessa di forza per affrontare tutto il coinvolgimento che lascia tutti quelli che si donano a Dio senza fiato. La vita austera di Giovanni e la vita donata fino all’ultima goccia di sangue di Gesù trovano in queste due donne il loro inizio e queste due donne incinte di oggi sono la certezza di un futuro diverso, donato da Dio che non ci abbandona mai.

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