Gesù tra la folla

Con Dio, in mezzo alla vita

Anna Shvets Anna Shvets

Ci sono giorni in cui le persone sembrano arrivare tutte insieme. Un amico vuole parlarti, qualcuno ti chiede una mano, in famiglia c’è bisogno di te. Anche in oratorio può succedere: avevi previsto di fare una cosa e la giornata prende tutt’altra direzione. Come si fa a restare presenti, senza essere trascinati da ogni richiesta?

Per capire che cosa intenda don Egidio Viganò quando parla di contemplazione nell’azione, possiamo guardare a Gesù. Nel Vangelo di Marco, Gesù invita i discepoli a riposare, perché tanta gente va e viene e non hanno neppure il tempo di mangiare. Quando però raggiungono il luogo in cui speravano di stare soli, trovano una folla ad aspettarli. Gesù la vede e ne ha compassione (Mc 6,30-34).

Il Vangelo non racconta un Gesù indifferente alla stanchezza dei suoi amici. Ci dice anche che, davanti alle persone, sa guardare oltre la richiesta immediata: vede il loro bisogno di una guida e si mette a insegnare. Più tardi, dopo aver congedato la folla, sale sul monte a pregare (Mc 6,46). L’incontro con gli altri e il tempo con il Padre appartengono entrambi alla sua giornata.

Viganò scrive che Gesù è la fonte della carità pastorale. È da lui che don Bosco ha imparato a stare in mezzo ai giovani con un cuore capace di cercare il loro bene. Perciò essere contemplativi nell’azione non significa trovare un pensiero religioso da aggiungere mentre si fa altro. Significa lasciarsi formare da Gesù, fino a imparare il suo modo di guardare e di agire.

Un animatore può accorgersene in una situazione molto semplice. Durante un gioco, un ragazzo si allontana dal gruppo. La prima reazione potrebbe essere richiamarlo perché l’attività continui come previsto. Forse è ciò che serve. Ma uno sguardo più attento può far nascere un’altra domanda: che cosa gli sta succedendo? Fermarsi ad ascoltarlo richiede di modificare il programma. È una scelta che nasce dall’attenzione alla persona.

Non sempre, però, potrai fermarti con tutti. Gesù stesso cerca tempi di riposo e di preghiera. La sua vita aiuta anche a riconoscere i propri limiti, a chiedere collaborazione, a non promettere una presenza che non si riesce a offrire. Chi vuole bene ha bisogno di ascoltare le persone e di tornare al Padre con ciò che ha vissuto.

Puoi provare, oggi, a leggere Mc 6,30-46 e a osservare Gesù: che cosa vede? Quando si ferma? Quando si ritira a pregare? Poi pensa a una persona che incontrerai. Chiedi al Signore di aiutarti a guardarla con più attenzione, e trova un momento per raccontargli, nella preghiera, com’è andata.

È da Gesù che impariamo a stare tra le persone con un cuore capace di ascoltare Dio.
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Testo di riferimento: Egidio Viganò, L’interiorità apostolica, introduzione e §§ 1.4–1.6, nell’edizione Elledici, 2020. Per l’episodio evangelico: Mc 6,30-46.

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