Spiritualità e quotidiano

Geometria dell'amicizia

Quale può essere la figura geometrica corretta


del 01 aprile 2014

 

Quando si cerca di definire uno stato, il più delle volte cerchiamo delle metafore, perché ciò che sentiamo non è sempre oggettivamente spiegabile. Già la parola "spiegare" ha la necessità di rifarsi a una vela come metafora. Questo per comprendere che la parola "spiegare" non ti dà una verità certa e assoluta ma soltanto un dispiegamento di qualcosa che potrebbe essere molto complicato, se non disteso da qualcun altro.

 

L'amicizia è così. Per "spiegarla" o "distenderla" dobbiamo per forza rimetterci nelle mani delle metafore. Ho scelto una metafora che utilizza normalmente delle definizioni chiamate assiomi (assioma[as-siò-ma] s.m. (pl. -mi):Proposizione, posta a base di un ragionamento, che non ha bisogno di dimostrazione perché evidente di per sé) per rendere evidente ciò che ogni giorno proviamo a vivere con dimostrazioni pratiche.

 

Mi avvalgo della geometria e della sua ovvietà per dispiegare meglio le pieghe delle nostre relazioni (non è un assioma, e può essere messo in discussione, oggi questa la chiamano architettura partecipativa nel web).

 

Ho scelto tre figure geometriche per evidenziare cosa NON è amicizia e in coda provo a proporne una nuova che non possiede ancora un assioma (se qualcuno trova l'assioma giusto per la figura pensata lo scriva su FB oppure a lorenzo@yodel.it)

 

L'amicizia Circonferenziale

Questo l'assioma per la circonferenza: Scelti un punto A del piano ed un numero reale positivo r, si definisce circonferenza di centro A e raggio r il luogo geometrico dei punti del piano aventi distanza da A uguale a r.

Oppure: Curva formata dai punti del piano equidistanti da un punto fisso detto centro. 

Questo tipo di amicizia si rifà a due capisaldi: l'equidistanza e il punto di centro.

 

Nell'amicizia il centro dovrebbe raffigurare la leadership che non può essere sempre equidistante perché questo significherebbe un "non incontro", quindi una non relazione. Chi ottiene la leadership in un gruppo non può essere un capo che da distante osserva e gestisce. Chi gestisce un'amicizia non la rende libera, ma così facendo la personalizza a suo gradimento creando una copia della propria personalità. L'equidistanza non tiene conto delle esigenze di tutti che sono costantemente in evoluzione e hanno bisogno di distanze diverse.

 

Inoltre un'amicizia circonferenziale non tiene mai conto dell'apertura perché la circonferenza è chiusa per definizione ma l'apertura verso l'esterno è il primo sintomo che permette a un'amicizia di crescere. Altrimenti il risultato è nel lungo termine: l'implosione del gruppo. Pensa a quando guardi un'opera d'arte; non la si guarda mai da vicino ma si fanno due passi indietro per guardarla nella sua completezza da fuori non certo da dentro.

 

 L'amicizia quadratica

Guarda per il quadrato quante definizione azzeccate si possono trovare…

 1 geom. Figura piana quadrangolare con quattro lati e quattro angoli uguali

 3 mat. Numero che si ottiene moltiplicando un numero per se stesso

 4 mil. Antica disposizione di soldati schierati per attaccare o per difendersi, a forma di quadrato || fare q., assumere una disposizione difensiva: fare q. contro la cavalleria nemica ~fig. organizzare una difesa, un'opposizione compatta: la maggioranza ha fatto q. e ha respinto ogni emendamento.

L'amicizia non è difesa ma non è nemmeno attacco, è costante ricerca di un equilibrio che sempre richiede una spesa di energie e un costante restyling della propria umiltà per andare incontro all'altro. Questo, l'amicizia quadratica non lo fa, perché prevede quattro lati e quattro angoli uguali, come ad omologare i suoi confini, cosa che nell'amicizia non è possibile. L'omologarsi con il gruppo può portare al rischio del conformismo che porta al "branco" (parola insopportabile vicino alla parola amicizia). Inoltre la comparsa della parola spigoli denuncia un'amicizia che non cerca l'ascolto attivo ma impone la sua idea nelle piccole e nelle grandi scelte. La seconda definizione (quella matematica) da un'altra visione negativa di questo tipo di amicizia; numero che si ottiene moltiplicando un numero per se stesso, altrimenti detto egocentrismo. L'amicizia si moltiplica e non si divide, ma non per se stessi. L'amicizia è la moltiplicazione di noi stessi per gli altri.

E come è riportato dalla definizione militare sicuramente l'amicizia non ha forma difensiva altrimenti anche questo risulterebbe un gruppo chiuso.

 

L'amicizia triangolare

Figura piana limitata da tre segmenti di retta che congiungono tre punti non allineati, giacenti sullo stesso piano: t. equilatero, isoscele.

Partiamo male. Comincia con il dire che questa tipologia di amicizia è limitata. Impossibile, la figura dell'amicizia corretta deve accogliere e non limitare. Con la parola accogliere non si pensa solo ad altre persone. L'amicizia deve accogliere gli errori, i pensieri senza censura, ma sinceramente commentando dal vivo quando si ritiene che uno abbia sbagliato e questo commento (anche chiamato correzione fraterna) porta alla crescita. Accogliendo l'idea che siamo persone e inclini all'errore l'amicizia deve possedere la parola perdono senza la quale l'amicizia difficilmente potrà esistere. Sicuramente il commento deve essere dal vivo a quattro occhi che vedono molte più cose di due, e non deve essere alle spalle, dietro uno dei tre spigoli proposti dal triangolo che nasconde gli altri lati. Inoltre l'amicizia triangolare parla di tre punti non allineati; e come fa un'amicizia a non avere dei pensieri comuni, degli obiettivi da raggiungere insieme?

Ma allora quale può essere la figura geometrica corretta per raffigurare l'amicizia?

 

La spirale di Fibonacci.

Un'amicizia non chiusa ma aperta all'esterno e all'interno per ascoltare e accogliere ciò che viene da oltre il gruppo ma per ascoltare anche ciò che sta dentro il gruppo, non equidistante ma costantemente in evoluzione verso l'esterno e verso l'interno dove la leadership passa di persona in persona in base alla situazione come nei balli. Inoltre l'amicizia a spirale tende alla crescita e a non rimanere mai ferma, e pensa che lo stare bene dipenda dal raggiungimento condiviso degli obiettivi di tutti. Non ho scelto una spirale a caso, ma quella di Fibonacci (andate a leggere la sua storia) dove la crescita della spirale è legata ai rapporti interni (guarda caso la stessa parola che lega le persone: rapporti) che sono equilibrati, talmente equilibrati che sono l'esatto funzionamento di ciò che accade alla natura. La spirale di Fibonacci è presente in natura in un milione di oggetti dall'apertura della rosa, alle conchiglia, alla disposizione dei pistilli dei girasoli…

Questa è la geometria dell'amicizia quelle che prevede lo stare insieme con la voglia di crescere insieme.

Lascio a voi la composizione dell'assioma che indichi questa amicizia.

 


Di Lorenzo Tiengo

Tratto da: http://www.elledicieducare.it

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