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Energie rinnovabili? Un motore a... pipì

Quattro adolescenti nigeriane hanno inventato un originale motore a urina. Il funzionamento di questa macchina sembra semplice: le urine vengono messe in una sorta di elettrolisi che aiuta a isolare l'azoto, l'acqua e l'idrogeno contenuto nell'urea. L'idrogeno risultante viene quindi filtrato e catturato in una bomboletta di gas che poi alimenta il generatore.


Energie rinnovabili? Un motore a... pipì

 

del 25 gennaio 2013

 

 

          Le "dame-pipi" - come vengono chiamate poco elegantemente nel mondo francofono le signore delle toilette pubbliche - rischiano di rimanere disoccupate. Il loro lavoro, infatti, potrebbe non servire più a molto. Il colpevole: un innovativo generatore di energia elettrica che funziona... a pipì! Questo prototipo di dispositivo "rivoluzionario" è stato presentato all'inizio del mese di novembre alla Fiera degli inventori di Lagos (Maker Faire Africa 2012), dalle quattro ragazze che lo hanno sviluppato.Tre di loro hanno solo 14 anni: Duro-Aina Adebola, Akindele Abiola, Faleke Oluwatoyin, mentre la più "anziana", Bello Eniola, ne ha 15. Sono tutte studentesse della Doregos Private Academy School, supportate da uno dei loro insegnanti, Lawal Olaide.

          Il funzionamento di questa macchina sembra semplice: le urine vengono messe in una sorta di elettrolisi che aiuta a isolare l'azoto, l'acqua e l'idrogeno contenuto nell'urea. L'idrogeno risultante viene quindi filtrato e catturato in una bomboletta di gas che poi alimenta il generatore. Durante la Fiera, gli osservatori sono stati in grado di calcolare che, con un litro urina, questo motore è stato in grado di funzionare per sei ore.

          Il pubblico e le autorità nigeriane sono rimaste molto colpite da questa invenzione, non tanto perché è perfetta nel suo funzionamento, ma sopratutto perché in un'epoca in cui si stanno cercando fonti energetiche alternative e rinnovabili in sostituzione ai combustibili fossili, quattro ricercatrici in erba hanno riflettuto su questa questione e ha proposto una soluzione originale.

          Certo, non sono mancati i commenti ironici sulla natura dello "speciale" combustibile individuato per questa particolare invenzione. Alcuni ridendo sotto i baffi, sono arrivati ad affermare che i bar, dove colano litri di birra, potrebbero presto trasformarsi in stazioni di servizio, dove gli automobilisti potrebbero andare a rifornirsi direttamente, grazie ai bisogni pressanti dei clienti. Resta il fatto che, prima di un'eventuale commercializzazione, questo generatore dovrebbe ancora essere migliorato, in particolare a livello di sicurezza (il serbatoio di idrogeno infatti potrebbe esplodere se lasciato troppo a lungo in situazioni di calore) e naturalmente per quanto riguarda l'urina, il suo odore e le difficoltà di conservazione. Non sarà dunque in tempi brevi che si potrà viluppare un grande commercio globale e organizzato di urina.

          Ma per il momento, l'immagine di queste quattro adolescenti nigeriane e del loro strano aggeggio ha fatto il giro del mondo. Molti media planetari, compresi i più "seriosi", hanno dato, seppur brevemente, uno spazio a questa notizia.

          Per inciso, il loro College ne ha ricavato una grande pubblicità a buon mercato. E forse era proprio questo lo scopo dei responsabili che hanno presentato le quattro ragazze alla Fiera di Lagos. In questo caso, un successo assoluto.

 

 

Eyoum Ngangué

 

http://www.missionline.org

 

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