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Colori in movimento

La Danza viene definita la madre delle arti. Mentre la musica e la poesia si determinano nel tempo, le arti figurative e l'architettura nello spazio: la danza vive ugualmente nel tempo e nello spazio...


Colori in movimento

da Feste dei Giovani

del 02 febbraio 2007

Danza e Pittura: due forme d'arte che danno voce alle sensazioni ed emozioni del mio animo…

La ricerca di una sintesi, tra Danza e Pittura, tra gli elementi che non sono altro che il risultato espressivo del mio essere…e' sempre stato il centro della mia creazione artistica.

La Danza viene definita la madre delle arti. Mentre la musica e la poesia si determinano nel tempo, le arti figurative e l'architettura nello spazio: la danza vive ugualmente nel tempo e nello spazio.

La Danza è l'unione tra corpo e anima, tra espressione libera dei sentimenti e finalità utilitarie, tra socialità e individualismo, tra gioco, culto, lotta e rappresentazione scenica, dove anche i sottili confini vengono alla fine annullati…

In essa creatore e creazione, opera e artista, fanno un tutt'uno.

La danza è movimento ritmico in una successione spazio-.temporale , senso plastico dello spazio, viva rappresentazione di una realtà visiva e fantastica. Danzando, l'uomo ricrea queste cose con il suo stesso corpo, ancora prima di affidare alla materia, alla parola, il risultato della sua esperienza…

Tutto è presente nella danza:

il corpo, che nell'estasi del movimento viene trasceso e dimenticato per diventare ricettacolo della sovraumana potenza dell'anima;

l'anima, che trae una felicità e una gioia divina dal movimento del proprio corpo che viene liberato da ogni peso,

il bisogno e il desiderio di danzare, perché nasce e cresce una prorompente gioia di vivere e perché chi danza acquista un potere magico che scaturisce nel libero manifestarsi della proprio individualità.

La danza e' un attimo, un prolungato attimo in cui si raggiunge il culmine di una completezza e un unione ultima….ma l'emozione dura il tempo dello spettacolo, poi cosa rimane? forse delle immagini nella mente, colori e forme che ti ricordano le sensazioni meravigliose che i movimenti sono riusciti a regalarti. Forse un attimo troppo breve, troppo fugace perché la memoria riesca a creare dentro di se un immagine nitida.

Ma come fare a fermare quell' attimo, quei movimenti creatori di tanta bellezza e magia? Quelle sensazioni capaci di creare sussulti all'animo, dove forze represse erompono alla ricerca di una libera espressione ?

Ed è qui che nasce dentro di me la necessità di trasformare emozioni così forti e prorompenti in colori, in linee che sinuose cercano disperatamente di riprodurre la sensazione provata dal proprio corpo che si muove nel tempo e nello spazio….dove il tempo e lo spazio si uniscono con un duplice legame di movimento e immagine. Dove l'unione di spazio e tempo non è imposta solo dalla danza, ma anche da quell'arte figurativa, che per definizione, si determina solo nello spazio, perché il tempo nella pittura è canonicamente eterno ma immutato.

Ma questa definizione non può andare a genio per chi come me ama creare emozione col movimento, per chi come me desidera trasformare questi movimenti in colori, sfumature delicate di piccole vibrazioni del proprio corpo.

'intrappolata' in una tela…

Ed è così che nasce il forte desiderio di rendere la pittura il mio tramite, quel ponte artistico che mi permette di tradurre le emozioni scaturite da un io che danza e un io che lascia che siano i colori e le linee di un immagine a parlare di se…

La storia dell'arte ci insegna che spesso queste due arti, così diverse in apparenza, ma così simili come finalità, hanno spesso trovato forti punti di contatto.

Le prime danze di forma compiuta che risalgono al Paleolitico come anche le prime danza orientali erano danze tematiche, in quanto legate, da un lato, ai temi della fertilità, della vita e della morte, dall'altro, ai misteri astrali. La testimonianza di queste danze ci è data dalle pitture rupestri rinvenute nelle regioni francese e spagnola, la cui interpretazione non è sempre univoca e sicura.

Le danze cambogiane e javanesi si distinguono per la loro eleganza architettonica e la loro regolarità matematica. Sono lenti bassorilievi in marcia.

Le danze arabe e persiane sono invece lascive: impercettibili fremiti delle anche accompagnati da un battito monotono di mani o di tamburo; sussulti spasmodici e convulsioni isteriche della danza del ventre; enormi balzi furenti di danze sudanesi.

 

La danza del ventre è la prima forma di danza spettacolo e rappresenta l'inizio di una nuova civiltà che si basa sui concetti di professionismo e di esibizioni a pagamento. Ne deriva che la danza si arricchisce, a poco a poco e fino in fondo, di quei valori estetici e culturali che la trasformeranno in arte sublime.

La danza è stata vissuta dal popolo egiziano in una forma molto partecipativa: essa è stata usata sia per i funerali che per le feste, oltre che nelle cerimonie pubbliche. Accompagnava il culto, senza tuttavia annullarsi in esso: ne era un elemento decorativo. L'arte figurativa egizia ci ha tramandato i cori femminili che usavano i battiti delle mani per segnare il ritmo delle danze. Sulla base dei ritmi scanditi in tal modo, si componevano figure di danza che coinvolgevano danzatori e danzatrici in un disegno unitario di dinamiche armonie.

Durante il Medioevo la danza ebbe vita difficile, in quanto, a parte poche eccezioni, fu avversata dalla Chiesa che vi ravvisava occasioni di peccato e di immoralità. In verità nella Chiesa, durante il primo millennio, si è anche danzato. Se ne ha una documentazione indiretta ma continua attraverso le riprovazioni e i divieti.

Durante il Rinascimento la voglia di rinascita esplose anche nella danza, dove per troppo tempo si era registrata una stasi sostanziale in questo senso: le masse si dedicavano agli antichi balli senza rinnovarli; i regnanti condannavano il fenomeno coreico in generale, in linea con le posizioni della Chiesa ufficiale; lo stile gotico imperante aveva imbalsamato con le sue rigide austerità ogni movimento del corpo e della mente.

Con l'avvento dell'Umanesimo la danza venne rivalutata al punto da essere paragonata ad una forma di arte.

Morto e sepolto il glorioso balletto italiano, incominciarono in Europa stilizzazioni di danze selvagge, elegantizzazioni di danze esotiche e modernizzazioni di danze antiche.

Prima della guerra a Parigi si raffinavano le danze sud-americane: tango argentino spasmodico furente

Molto interessante artisticamente il balletto russo organizzato dal Diaghilew, che modernizza i balli popolari russi con una meravigliosa fusione di musica e danza, penetrate l'una nell'altra, e dà allo spettatore un'espressione perfetta e originale della forza essenziale della razza.

 

Col Nijnsky appare per la prima volta la geometria pura della danza liberata dalla mimica e senza l'eccitazione sessuale. Abbiamo la divinità della muscolatura.

 

Isadora Duncan crea la danza libera, senza preparazione mimica, trascurando la muscolatura e l'euritmia, per concedere tutto all'espressione passionale, all'ardore aereo dei passi. Ma essa in fondo non si propone che di intensificare, arricchire, modulare in mille modi diversi il ritmo di un corpo di donna che languidamente rifiuta, languidamente invoca, languidamente accetta e languidamente rimpiange il maschio donatore di felicità erotiche.

Isadora Duncan, che io ebbi molte volte il piacere di ammirare nelle sue libere improvvisazioni fra i tendaggi di fumo madreperlaceo del suo atelier, quando danzava in libertà, spensieratamente, come si parla, si desidera, si ama, si piange, su una arietta qualsiasi, anche volgare, come quella di Mariette, ma petite Mariette strimpellata su un pianoforte, non riesciva a dare che emozioni complicatissime di nostalgia disperata, di voluttà spasmodica e di giocondità, infantilmente femminile.

Vi sono molti punti di contatto tra l'arte di Isadora Duncan e l'impressionismo pittorico, come pure tra l'arte del Nijnsky e le costruzioni di forme e di volumi di Cézanne.

Cosí, naturalmente, sotto l'influenza delle ricerche cubiste e in particolar modo di Picasso, si creò una danza di volumi geometrizzati e indipendenti quasi dalla musica. La danza diventò un'arte autonoma, equivalente della musica. La danza non subiva piú la musica, la rimpiazzava.

 

Tutto nasce dal corpo

Quei colori e forme che si creano con un movimento del proprio corpo ?

La pittura e' il mio mezzo per riuscire a fermare quegli attimi fatti di emozioni così forti che nella mia mente hanno la capacità in un certo senso di concretizzarsi e creare delle vere e proprie forme composte da linee e colori. Nella mia immaginazione il movimento di danza ha dei colori, delle sfumature, dove l'unione di due corpi che si muovono nello spazio creano dell'altro spazio, delle vere e proprie forme che potrebbero sembrare astratte, ma che possono in realtà essere la rappresentazione pittorica di cio' che il danzatore e' in grado di creare con il suo movimento.

Simona Atzori

http://www.simonarte.com

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