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Ciò che è bene per la famiglia è bene per il Paese!

Non è contro i DICO, non è contro i pacs, NON è contro le unioni tra persone dello stesso sesso, NON è contro le coppie di fatto.E' una manifestazione A FAVORE della famiglia...


Ciò che è bene per la famiglia è bene per il Paese!

da Attualità

del 29 marzo 2007

La manifestazione del 12 maggio, NON è una manifestazione contro.

Non è contro i DICO, non è contro i pacs, NON è contro le unioni tra persone dello stesso sesso, NON è contro le coppie di fatto.

E’ una manifestazione A FAVORE della famiglia.

E’ un’iniziativa che interessa tutti i cittadini italiani, credenti e non, che credono nella famiglia, così come delineata nella Costituzione.

Nel manifesto dell’iniziativa, sottoscritto da 20 tra associazioni e movimenti, non compare la parola Dico. “E’ così perché non è una manifestazione che nasce contro il disegno governativo ma è una iniziativa per proporre al Parlamento l’adozione di politiche per la famiglia cosi come delineata dalla nostra Carta. Va da sé però - spiega Giovanni Giacobbe, (presidente del Forum delle associazioni familiari, l’organismo che raggruppa 40 organizzazioni ed è tra i principali promotori della manifestazione) - che critichiamo qualsiasi disegno di famiglia parallela o alternativa a quella descritta dalla Costituzione”.

Anche Carlo Casini, uno dei promotori nonché presidente del Movimento per la vita, ci tiene a sottolineare che “non sarà una manifestazione di partito, ma una manifestazione di popolo, di una maggioranza trasversale che invoca ‘più’ famiglia’, con tutti i corollari che ne discendono”.

“La parola Dico non compare nel nostro manifesto ma - taglia corto Casini - che il disegno governativo non ci piaccia è chiaro”.

«La manifestazione a favore della famiglia è una iniziativa che è nata dal cuore dei laici, delle aggregazioni laicali. Ha naturalmente tutto l’appoggio ed il consenso da parte dei vescovi e dei pastori. Quindi credo che sia sufficiente questo per non dare adito ad altre interpretazioni inutili». Così monsignor Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, si è espresso in merito al “Family day” del 12 maggio. Monsignor Bagnasco ha aggiunto che la manifestazione di piazza San Giovanni: «È una grande festa per la famiglia, della famiglia, come è già stato fatto anche in altri Paesi europei. Sarà quindi una manifestazione festosa, di grande valore, che fa parte non solo della tradizione cristiana ma della tradizione universale che certamente è il nucleo fondante della società».

 

 

Manifesto

 

Più famiglia. Ciò che è bene per la famiglia

è bene per il Paese

 

La famiglia è un bene umano fondamentale dal quale dipendono l’identità e il futuro delle persone e della comunità sociale. Solo nella famiglia fondata sull’unione stabile di un uomo e una donna, e aperta a un’ordinata generazione naturale, i figli nascono e crescono in una comunità d’amore e di vita, dalla quale possono attendersi un’educazione civile, morale e religiosa. La famiglia ha meritato e tuttora esige tutela giuridica pubblica, proprio in quanto cellula naturale della società e nucleo originario che custodisce le radici più profonde della nostra comune umanità e forma alla responsabilità sociale. Non a caso i più importanti documenti sui diritti umani qualificano la famiglia come “nucleo fondamentale della società e dello Stato”. Anche in Italia la famiglia risente della crisi dell’Occidente - diminuzione dei matrimoni e declino demografico - e le sue difficoltà incidono sul benessere della società, ma allo stesso tempo essa resta la principale risorsa per il futuro e verso di essa si rivolge il legittimo desiderio di felicità dei più giovani. Nel loro disagio leggiamo una forte nostalgia di famiglia. Senza un legame stabile di un padre e di una madre, senza un’esperienza di rapporti fraterni, crescono le difficoltà di elaborare un’identità personale e maturare un progetto di vita aperto alla solidarietà e all’attenzione verso i più deboli e gli anziani. Aiutiamo i giovani a fare famiglia. A partire da queste premesse antropologiche, siamo certi che la difesa della famiglia fondata sul matrimonio sia compito primario per la politica e per i legislatori, come previsto dagli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione. Chiediamo al Parlamento di attivare - da subito - un progetto organico e incisivo di politiche sociali in favore della famiglia: per rispetto dei principi costituzionali, per prevenire e contrastare dinamiche di disgregazione sociale, per porre la convivenza civile sotto il segno del bene comune. L’emergere di nuovi bisogni merita di essere attentamente considerato, ma auspichiamo che il legislatore non confonda le istanze delle persone conviventi con le esigenze specifiche della famiglia fondata sul matrimonio e dei suoi membri. Le esperienze di convivenza, che si collocano in un sistema di assoluta libertà già garantito dalla legislazione vigente, hanno un profilo essenzialmente privato e non necessitano di un riconoscimento pubblico che porterebbe inevitabilmente a istituzionalizzare diversi e inaccettabili modelli di famiglia, in aperto contrasto con il dettato costituzionale. Poiché ogni legge ha anche una funzione pedagogica, crea costume e mentalità, siamo convinti che siano sufficienti la libertà contrattuale ed eventuali interventi sul codice civile per dare una risposta esauriente alle domande poste dalle convivenze non matrimoniali. Come cittadini di questo Paese avvertiamo il dovere irrinunciabile di spenderci per la tutela e la promozione della famiglia, che costituisce un bene umano fondamentale. Come cattolici confermiamo la volontà di essere al servizio del Paese, impegnandoci sempre più, sul piano culturale e formativo, in favore della famiglia. Come cittadini e come cattolici affermiamo che ciò che è bene per la famiglia è bene per il Paese. Perciò la difenderemo con le modalità più opportune da ogni tentativo di indebolirla sul piano sociale, culturale o legislativo. E chiederemo politiche sociali audaci e impegnative. Il nostro è un grande sì alla famiglia che, siamo certi, incontra la ragione e il cuore degli italiani.

 

Roma, 19 marzo 2007

 

 

Hanno sottoscritto il Manifesto :

 

Forum delle associazioni Familiari Giovanni Giacobbe Presidente

ACI Luigi Alici Presidente

ACLI Andrea Olivero Presidente

Cammino Neocatecumenale Chico Arguello Fondatore

Centro Sportivo Italiano Edio Costantini Presidente

CIF Anna Maria Pastorino Presidente

CNAL - Consulta Nazionale Aggregazioni Laicali Gino Doveri Segretario Generale

Co.Per.Com. Franco Mugerli Presidente

Coldiretti Sergio Marini Presidente

Comunione e Liberazione Giancarlo Cesana Responsabile Nazionale

Comunità di Sant’Egidio Mario Marazziti Portavoce

Famiglie Nuove Alberto Friso Presidente

MCL Carlo Costalli Presidente

Misericordie Gianfranco Gambelli Presidente

MpV Carlo Casini Presidente

Retinopera Paola Bignardi Presidente

RnS Salvatore Martinez Presidente

Associazione Guide Scouts d’Europa cattolici Solideo Saracco Presidente

Unione Giuristi Cattolici Italiani Francesco D’Agostino Presidente

Associazione Medici Cattolici Italiani Vincenzo Saraceni Presidente

Unitalsi Antonio Diella Presidente

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