Chi tiene insieme la mia vita?

Con Dio, in mezzo alla vita

Leon Bredella Leon Bredella

Se hai letto il primo articolo, forse hai provato a fermarti alla fine di una giornata e a guardare tutto quello che avevi vissuto. Le cose da fare erano tante. Alcune ti hanno dato gioia, altre ti hanno lasciato stanco o con la sensazione di non aver avuto abbastanza tempo per qualcuno.

A questo punto la domanda cambia: che cosa può tenere insieme tutto?

Don Egidio Viganò dà una risposta che vale la pena ascoltare con calma. Parlando dell’interiorità apostolica, scrive:

«In Dio l’amore è la forza suprema che fonde in unità i distinti».

Viganò parte da Dio. La fede cristiana ci dice che Dio è Padre, Figlio e Spirito Santo: tre Persone unite nell’amore. Per questo, quando cerchiamo un centro per la nostra vita, non dobbiamo anzitutto trovare un’idea capace di spiegare ogni cosa. Possiamo entrare in una relazione. Possiamo lasciarci amare da Dio e imparare, da lui, ad amare.

Viganò chiama grazia di unità il dono che permette ai salesiani di vivere l’unione con Dio e il servizio ai giovani in un unico movimento di amore. Sono parole scritte per la loro vocazione, ma possono illuminare anche le nostre giornate. Pensa a quando devi scegliere se ascoltare un amico che sta attraversando un momento difficile. Vorresti essergli vicino, ma hai anche un esame da preparare, sei stanco e non sai bene che cosa dirgli. La fede non ti consegna una soluzione pronta. Può però aiutarti a chiedere: come posso volergli bene davvero, oggi, con il tempo e le forze che ho?

Forse gli dedicherai una serata. Forse gli dirai sinceramente che oggi non riesci, ma che domani lo chiami, e manterrai la parola. L’amore prende forma nelle scelte concrete, anche quando sono piccole e imperfette.

Questo legame tra Dio e gli altri è decisivo nel testo di Viganò. L’amore di Dio ci spinge verso le persone; l’incontro con le persone ci chiede di tornare a lui, per imparare ad amarle meglio. Don Bosco ha vissuto così: la sua unione con Dio prendeva corpo nel tempo dato ai ragazzi, nell’educazione, nella fatica di cercare per loro una strada buona.

La grazia di unità non significa che ogni cosa diventi semplice o che non sentirai più tensione tra gli impegni. Significa poter tornare a una sorgente. Prima di una scelta, durante un servizio o alla fine di una giornata, puoi dire al Signore: «Aiutami a capire come amare queste persone». Poi puoi ascoltare, decidere e agire.

La tua vita contiene molte cose diverse. A tenerle insieme può essere l’amore che ricevi da Dio e che, un giorno dopo l’altro, impari a donare.

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Testo di riferimento: Egidio Viganò, L’interiorità apostolica, §§ 1.3–1.6, «Dove cercare la sorgente dell’unità», «Il segreto della sintesi vitale», «Cristo forma il cuore dei pastori» e «Carità pastorale di Don Bosco», nell’edizione Elledici, 2020.

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