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CARI SACERDOTI

Attraverso la bellezza si raggiunge Dio, anzi non c'è strada più privilegiata, non c'è asfalto più liscio sul quale si possa correre per incontrare il Signore.


CARI SACERDOTI

da L'autore

del 01 gennaio 2002

Testo trascritto da una registrazione del 19 febbraio 1993 fatta pervenire ai sacerdoti riuniti per il ritiro mensile. (La trascrizione, inedita, è stata rivista da Mons. Bello).

Cari sacerdoti,

voglio stare in mezzo a voi con la mia parola. Non sono presente col corpo perché mi trovo a letto, ho la febbre e mi sento così debole che non sono in grado di mantenermi in piedi. Però il fatto stesso che possiate almeno ascoltarmi mi rende tanto felice.

Vi voglio porgere il mio saluto affettuoso, cordiale, fraterno: prima di tutto perché siete raccolti attorno alla Parola del Signore che oggi si esprimerà attraverso le voci della bellezza e dell' arte. Inoltre vi voglio salutare e ringraziare perché so (me ne accorgo anche da lontano) che state costruendo una comunità diocesana e sacerdotale che è molto bella e autentica. lo di questo sono felice.

Sono tornato perché mi sembra giusto stare tra voi, in mezzo al popolo di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi, non soltanto quando si sta bene ma anche quando non si sta bene. E quel poco di scompenso in termini di fastidio che posso produrre, cercherò di compensarlo in tanti modi.

Spero di sentirmi meglio. Ieri, vi dico anche una cosa molto bella, mi hanno condotto a Bari dove mi hanno fatto un intervento sui centri del dolore per cui me li hanno bloccati, nella speranza che non ritorni, perché c'è anche questa eventualità. I dolori che soffrivo fino all' altro ieri erano veramente indicibili ed insopportabili. Ma, grazie a Dio, speriamo che possa andare tutto bene e spero in un effettivo sollievo.

Vi faccio tanti auguri. Tanti auguri perché il ritiro di oggi rappresenti una tappa fondamentale per la vostra vita spirituale.

Sono contentissimo che don Pietro Amato sia venuto in mezzo a noi e gli sono grato che abbia accolto il mio invito. Questo accoglimento vuole essere, io immagino, l'omaggio di un figlio di questa terra, di un fratello del nostro presbiterio a tutti i confratelli. Ma poi è anche un dono della sua eccezionale cultura che egli vuol fare oggi a tutti noi confratelli.

Attraverso la bellezza si raggiunge Dio, anzi non c'è strada più privilegiata, non c'è asfalto più liscio sul quale si possa correre per incontrare il Signore.

Tanti tanti auguri.

A tutti voi, carissimi confratelli, un abbraccio forte, più forte di quello che me lo permettono le energie fisiche.

don Tonino Bello

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