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Capitolo 7

Letture Cattoliche - Sacra novena di apparecchio al SS. Natale, composta dal Beato Sebastiano Valfrè - Avvisi importanti sul modo di celebrare con frutto questa novena - Circolari in favore delle Letture Cattoliche del Vescovo di Saluzzo e dell'Arcivescovo di Vercelli - L'apparizione di Maria SS. a Lourdes - La novena dell'Immacolata nell'Oratorio.


Capitolo 7

da Memorie Biografiche

del 29 novembre 2006

Sul principio del mese di dicembre Buzzetti Giuseppe, con l'almanacco Il Galantuomo, distribuiva l'ultimo fascicolo delle Letture Cattoliche di quell'anno: Sacra Novena in apparecchio al SS. Natale, composta dal Beato Sebastiano Valfrè della Congregazione dell'Oratorio di Torino (Paravia).

Questa novena, seguita da altre considerazioni per ogni giorno dell'ottava, è piena di quella devota unzione, la quale solleva l'anima a Dio e la conforta colle più dolci speranze. Terminavano il fascicolo le profezie, l'inno, le antifone maggiori, i salmi, come nel Giovane Provveduto, con l'aggiunta di alcune laudi sacre a Gesù Bambino.

D. Bosco vi faceva apporre un avviso importante.

Affinchè la novena si faccia con gusto e gradimento di Dio e profitto di chi la fa, bisogna incominciarla in grazia di nostro Signore: e sarebbe a proposito il premettere la sacramentale Confessione, o almeno far un atto di Contrizione, con proponimento di confessarsi quanto prima.

Sarà bene recitare ogni giorno nove volte il Pater e l'Ave, il Gloria Patri e l'Angele Dei, sì in memoria de' nove mesi che la santissima Vergine portò nel suo sacratissimo seno il dolcissimo ed amabilissimo Gesù; sì per invitare i nove Cori degli Angioli in aiuto, per riverire un tanto mistero; e si per rinnovare tutti quegli atti divoti ed infuocati sospiri, che, per tante centinaia d'anni, inviarono al Cielo tanti Patriarchi e Padri antichi, per desiderio di vedere nato Gesù; supplicando la santissima Vergine d'unire i nostri poveri cuori col suo sì ricco del divino amore, acciò la nostra novena riesca più grata a Gesù .......

L'aggiungere ogni giorno tre atti di pentimento d'aver offeso Iddio, tre atti d'amor di Dio, tre atti di offerta di sè a Dio, per potersi uno rendere più disposto ad entrare nella stalla di Betlemme, sarà un’aggiunta, che renderà più accettabile la novena. E chi s'impegnerà in moltiplicare tra i cristiani i detti atti ed altri simili, farà meglio avvertendo tutti di disporre in maniera le loro divozioni ed apparecchi, che si confacciano con lo stato e vocazione in cui Iddio li ha posti.

Chi poi si prefiggesse la pratica quotidiana di qualche virtù in particolare e la fuga di qualche vizio parimenti in particolare, oltre il general desiderio d'acquistare le virtù tutte e di fuggire tutti i vizi, potrebbe sperare dal Cielo l'acquisto di molti favori. E però, per facilitarne la pratica, si metterà ogni giorno la virtù, che si potrà praticare ed il vizio, che si dovrà fuggire.

Ed acciocchè la novena con sì buon principio abbia un ottimo fine, si ricorda ad ognuno la divozione e la modestia con la quale si dee stare in chiesa, massimamente in tempo dei divini uffici, e del tremendo ed adorabilissimo Sacrificio dell'altare. E chi veglierà nella notte del santissimo Natale per prepararsi alla solennità del mistero sì tenero, sì sacro, sì santo, s'astenga dalle facezie, da' bagordi, da' giuochi, in una parola dai peccati; e si occupi in letture di libri spirituali, in recitar lodi divine, in dire orazioni .......

E chi non si sentirà la divozione di vegliare nella notte del santissimo Natale, o avendo voglia di vegliare non gli sarà concesso, o non potrà per qualche impedimento, sia almeno diligente nel levarsi alla mattina del giorno solenne, per fare meglio che saprà tutti quegli apparecchi, che gli detterà la divozione del cuore .......

Il voler poi tutti aspettare il santissimo giorno del Natale per confessarsi e comunicarsi, non è praticabile, e però prenda ognuno le sue misure per sè, e dia la comodità a' domestici di poter anch'essi aver parte nella novena.......

In questo libretto si mettono nove esempi divoti per affezionare ognuno all'amore dell'amabilissimo Gesù, e se ne potrà leggere uno ogni giorno. E con una pia orazione posta nel fine si chiuderà la presente novena, durante la quale sono tutti pregati di raccomandare a Dio molti importanti affari concernenti l'onore di Dio, il pubblico bene ed il vantaggio delle anime.

A questo fascicolo eransi unite due circolari vescovili pubblicate nel mese di ottobre in favore delle Letture Cattoliche. Primieramente veniva un estratto di Lettera Pastorale di Mons. Giovanni Antonio Gianotti Arcivescovo e Vescovo di Saluzzo ai venerandi parroci della sua diocesi.

…Prima di chiudere questa nostra lettera non possiamo a meno di eccitare il vostro zelo per la propagazione di un libretto periodico, la cui lettura, attese le circostanze dei tempi, crediamo sommamente utile alle famiglie cristiane.

Voi lo sapete, Ven. Fr., che alcuni anni sono, con apposita Lettera pastorale diretta ai fedeli di nostra diocesi, abbiamo dimostrato i gravissimi danni che cagionano alla fede ed al buon costume tanti libri e fogli empi e licenziosi, di cui sono inondate le nostre contrade. Ora, vedendo che questi danni si hanno pur troppo tuttavia a deplorare, vi suggeriamo di voler unire la vostra alla nostra sollecitudine e vegliare non solo per impedire, che il nemico delle anime semini di nascosto la zizzania nel campo evangelico, ma adoperarvi colla più industriosa carità per ispargere dovunque la buona semenza della parola di Dio e delle cattoliche dottrine. La qual cosa si potrà da voi eseguire non solo colle apposite istruzioni, che farete in chiesa, ma ancora col disseminare nelle famiglie l'accennato libretto intitolato Letture Cattoliche, che già altre volte vi abbiamo raccomandato. Sia per la scelta degli argomenti, sia per la chiarezza dell'esposizione e dello stile, sia finalmente per la modicità della spesa, ci parve il più adattato all'intelligenza, come ai bisogni del popolo. E tanto più caldamente potrete raccomandarne la lettura, in quanto che il medesimo supremo Gerarca della Chiesa, Pio IX, degnavasi d'incoraggiare i collaboratori della pia impresa a continuarvi, e di più, per mezzo di circolare di S. Em. il Cardinale Vicario, eccitava tutti gli Arcivescovi e Vescovi dello Stato Pontificio a diffondere il più che fosse possibile queste Letture Cattoliche per tutte le città e castelli soggetti alla spirituale loro giurisdizione.

Preghiamo, Ven. Fr., il Dio delle misericordie, affinchè riguardi con occhio pietoso le afflizioni della sua Chiesa, e faccia risplendere sopra la nostra cara patria giorni più sereni e tranquilli per la nostra santa cattolica religione, e che intanto ci accordi la pazienza, il coraggio e lo zelo di cui, come suoi fedeli ministri, abbisogniamo per combattere le sue guerre, trionfare de' suoi nemici, e condurre le anime, affidate alla nostra cura spirituale, al sospirato porto della beata eternità.

Saluzzo, il 9 ottobre 1858.

GIOVANNI Arciv. Vescovo.

G. GARNERI Segretario.

 

Il Can. arciprete della Nostra Cattedrale s'incarica dell'associazione e della distribuzione mensile dei fascicoli.

Altra lettera circolare era pure indirizzata da Sua Eccellenza Reverendissima l'Arcivescovo di Vercelli ai Molto Reverendi parroci della sua diocesi.

 

Molto Ill.re e Rev.do Signore,

 

Egli è fuor d'ogni dubbio che, allorquando l'empietà fa tutti gli sforzi per diffondere i perniciosi suoi scritti, non vi è, nè vi può essere opera più santa e più salutare di quella, per cui altri sì studii di apprestar buoni libri, i quali mirino a conservar nell'animo dei Cattolici la integrità della fede e la santità del costume.

E ciò tanto più qualor si tratti di allontanare dal pericolo della seduzione quella porzione eletta del cristianesimo la quale, se per la semplicità della sua fede e de' suoi costumi è a Dio più cara, è però più esposta al rischio di restare imbevuta di quei falsi principii, che la irreligione ed il libertinaggio vanno continuamente disseminando.

Ond'è che sarà sempre meritevole degli elogi di quanti sono veri amici del popolo colui, il quale al veleno, che per mezzo di empie scritture vien propinato, oppone l'efficace antidoto di libri, i quali, e per la facilità del dettato, e per l'amenità del racconto, e per la tenuità del prezzo, possono facilmente giungere alle mani delle classi anche meno istrutte e facoltose, ed essere letti con grande spirituale profitto.

Or il bisogno di porre un argine alla inondante colluvie di libercoli contrarii alla santa nostra fede ed ai buoni costumi dei nostri popoli, fu vivamente sentito da un pio, dotto e zelante sacerdote, il quale per ciò appunto inaugurava in Torino, sei anni or sono, la tanto utile associazione a quelle Letture, le quali pel fine che si propongono di raffermare gli spiriti ed i cuori nella vera fede e nella sana morale, sono veramente degne del glorioso titolo di Cattoliche, che portano in fronte.

Nè i fascicoli mensili fin qui pubblicati falliscono allo scopo che la Direzione si proponeva, che anzi felicemente lo raggiungono. Osserviam di fatto lo stile pianissimo in cui sono dettati, la varietà ed amenità dei temi che trattano, la forma d'ordinario dialogistica con cui li espongono, le vite dei Santi che vengonsi mano mano alternando con materie istruttive e talor apologetiche i racconti che servono mirabilmente ad inspirare l'amore ad una virtù o l'orrore ad un vizio, il prezzo finalmente dell'annuale associazione non maggiore di L. 1, 80, e dovremo conchiudere che, se nulla poteva essere più opportuno ai tempi che corrono e più vantaggioso ai fedeli, nulla eziandio poteva meglio desiderarsi, perchè le Letture Cattoliche fossero alla portata di tutti, ed a tutti di facile acquisto.

Di questa così commendabile Associazione io feci parola a V. S. Molto Ill.re e Rev.da nell'anno scorso, coll'occasione che diramava una Pastorale sulla Fede Cattolica nel Divin Sacramento e Le raccomandai di promuoverla fra i suoi parrocchiani. Ora però che ben veggo come gli sforzi dell'empietà non cessano, ma si fanno ognor più audaci ed aprono l'adito a libri ed a giornali pessimi fin anco nei piccoli paesi, io crederei di venir meno ad un sacro mio dovere, se non Le rinnovassi l'invito a raccomandarle con tutto lo zelo al suo gregge; persuaso che sempre, ma specialmente nella invernale stagione cui andiamo incontro ed in cui i lavori della campagna o cessano o scemano, si potranno cogliere in abbondanza da cotali Letture quei frutti preziosi, che son nate fatte a produrre nel cuore di chi si faccia a percorrerle.

E questo invito io glielo rinnovo tanto più volentieri, avendo testè veduto nel fascicolo VII delle Letture Cattoliche di quest'anno, che l'Eminentissimo Cardinal Vicario per ordine del Regnante Sommo Pontefice ha diramato nel p. p. maggio una circolare in cui si leggono queste parole che le trascrivo: “ La Santità di nostro Signore sempre intenta al vero bene di tutti ed informata appieno del vantaggio riportato da queste Letture Cattoliche nei luoghi ove sono state attivate, ha approvato e lodato il pio divisamento d'introdurle anche nello Stato Pontificio, ed a tal fine mi ha autorizzato ad invitare gli Arcivescovi e Vescovi dello Stato medesimo, per l'aiuto e sostentamento di sì bella impresa, diffondendola il più possibile nelle città e castelli soggetti alla spirituale loro giurisdizione ”.

Dopo le quali parole che ben dimostrano quanto il Sommo Pontefice apprezzi le Letture Cattoliche e quanto gliene stia a cuore la maggior possibile diffusione, certo io crederei di fare opera inutile se Le volessi aggiungere nuovi motivi per muoverla a raccomandare caldissimamente la sullodata Associazione.

Ma se questa stima specialissima che il Santo Padre tiene delle Letture Cattoliche basta e soprabasta, perchè io sia certo ch'esse, per opera di V. S., verranno più largamente diffuse in cotesta sua Parrocchia, non posso però, nè debbo lasciar d'invitarla a vegliare con ogni maggior sollecitudine, perchè non s'introducano fra il suo popolo gli scritti d'irreligione e del libertinaggio, ed insieme a far pregare continuamente e fervorosamente per la estirpazione delle eresie e per la propagazione della cattolica fede.

Nella ferma fiducia pertanto che, per di Lei cura, le Letture Cattoliche troveranno fra i suoi parrocchiani gran numero di associati, passo all'onore di raffermarmi con ben distinta stima Di V. S. M. Ill.re e Rev.da

 

Vercelli, 18 ottobre 1858

Dev.mo aff. Servo

ALESSANDRO Arc.

D. MOMO Segr.

 

Lieto D. Bosco di tali incoraggiamenti celebrava la festa dell'Immacolata Concezione di Maria SS. Tanto più che in quest'anno un portentoso avvenimento aveva in tutto il mondo fatto risuonare la gloria e la bontà della celeste Madre e D. Bosco l'aveva narrato più volte ai suoi giovani e più tardi ne consegnava alle stampe la relazione. L'11 Febbraio 1858 l'innocente pastorella di 14 anni Bernardetta Soubirons usciva da Lourdes piccola città ai piedi dei Pirenei per andare alla campagna e raccogliere un po' di legna per la cucina di sua famiglia. Non sapeva nè leggere, nè scrivere: tutta la sua istruzione si riduceva al Pater, Ave, Gloria, Credo. Non aveva ancor fatta la sua prima comunione. Giunta in falda ad una grotta detta di Massabielle, mentre voleva passare il canale quasi asciutto di un molino, ecco un rumore, un soffio, come di vento gagliardo, si fa sentire rimanendo immobili tutti i rami delle piante. Meravigliata Bernardetta volge il guardo verso la grotta e tutta tremante si getta ginocchioni a terra. Al disopra di questa, in una nicchia rustica, alla quale giungevano i lunghi rami di un rosaio selvatico, tra lo splendore di una luce magnifica, stava ritta, librata in aria una Signora graziosissima sopra ogni concetto, meravigliosamente luminosa e bella.

Di statura mezzana, volto ovale, perfettamente regolare, occhi azzurri, soavi e dolci oltre ogni dire, aveva l'aspetto di una giovane sui vent'anni. Dal viso suo splendeva una bellezza, una grazia, una maestà ed una gravità, una sapienza, una virtù superiore ad ogni immaginazione. Le sue vesti candide come la neve: portava cinta ai fianchi una fascia di color celeste azzurro, la quale, annodata sul davanti, pendeva fino ai piedi duplicata. Avvolgevale il capo un bianco velo, il quale svolto copriva le spalle, e scendeva giù lungo tutta la persona. I suoi piedi posavano leggermente sui rami del rosaio senza farli piegare, e sopra ciascuno dei due piedi eravi una rosa fiorita. Le sue mani, divotamente giunte, tenevano un rosario, i cui grani bianchi parevano infilzati in un cordone di oro. E sembrava recitasse questa preghiera, poichè vedevansi i grani scorrere tra le sue dita, ma le sue labbra non si movevano, e gli occhi teneva rivolti su Bernardetta.

Bernardetta sulle prime atterrita trasse fuori il suo rosario, ma non le bastarono le forze per farsi il segno della croce: la Signora segnossi quasi per incoraggiarla.

La fanciulla sentì allora svanire ogni sua paura e con una viva gioia incominciò a recitare il rosario. Come l'ebbe terminato la visione disparve. Diciotto furono le apparizioni dall'11 febbraio al 16 luglio sempre alla sola Bernardetta e nello stesso luogo. Il 18 febbraio quella Signora le aveva per la prima volta fatto udire il suono della sua voce:

 - Fammi il piacere di venir qua per quindici giorni di seguito. - Delle poche parole che Ella pronunciò con volto ora sorridente ed ora mesto, memorabili sono queste: - Io non ti prometto di farti felice in questo mondo, ma nell'altro. - Desidero che qui venga gente. - Pregate per i peccatori Penitenza, penitenza, penitenza. - Figliuola, da parte mia fa sapere ai sacerdoti che desidero, mi venga eretta qui una cappella! - Il 25 febbraio Bernardetta per suo comando, in un canto arido, oscuro della grotta, colle mani faceva un piccolo scavo nel terreno ed ecco zampillare una fontana di acqua perenne che dà ancora oggigiorno circa cinquemila litri di acqua all'ora. Il 25 marzo richiesta per tre volte del suo nome con infinita dolcezza rispondeva: - Io sono l'Immacolata Concezione. -

Fin dalla prima apparizione, la gente avutane notizia correva a quella grotta a decine e decine di migliaia, l'acqua della fontana operava miracoli senza numero e più luminosi del sole e non bastavano i confessori a contentare i fedeli, che desideravano riconciliarsi con Dio. E così incominciò quella serie di meraviglie, che resero il santuario di Lourdes una testimonianza continua della potenza di Maria.

I giovani dell'Oratorio, sempre più accesi da questi racconti di amore per la Madonna, avevano fatto quella novena e quella festa con particolare fervore, e molti si erano scritti gli atti di pietà, che si proponevano di praticare in quei giorni. Era stato questo un consiglio di D. Bosco. Magone scrisse pure i suoi proponimenti ed erano di questo tenore:

“ Io Magone Michele voglio far bene questa novena e prometto di:

1. Staccare il mio cuore da tutte le cose del mondo per darlo tutto a Maria.

2. Fare la mia confessione generale per avere poi la coscienza tranquilla in punto di morte.

3. Ogni giorno lasciare la colazione in penitenza de' miei peccati, o recitare le sette allegrezze di Maria a fine di meritarmi la sua assistenza nelle ultime ore di mia agonia.

4. Col consiglio del confessore fare ogni giorno la santa Comunione.

5. Ogni giorno raccontare un esempio a' miei compagni in onore di Maria.

6. Porterò questo biglietto ai piedi dell'immagine di Maria e con questo atto intendo di consacrarmi tutto a Lei, e per l'avvenire voglio essere tutto suo sino agli ultimi istanti della mia vita. ”

Le pratiche suddette gli furono concesse da D. Bosco ad eccezione della confessione generale, che aveva fatto non molto tempo prima; e il lasciare la colazione commutatagli nel recitare ogni giorno un De profundis in suffragio delle anime del Purgatorio.

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