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Capitolo 26

Lotteria 1862 - Note e Documenti.Terza ripresa della Lotteria - Domanda al Prefetto di Torino per una seconda proroga dell'estrazione della Lotteria e per un aumento di biglietti - Decreto favorevole del Ministero delle Finanze e della Prefettura - L'Armonia: Una visita all'esposizione de' Premii - L'Opera pia di S. Paolo e il Municipio di Torino non possono accettare biglietti di Lotteria - Contribuzione del Vescovo di Guastalla - Graziosa lettera di D. Bosco ad un Signore al quale erano stati mandati per la seconda volta molti biglietti di Lotteria - Generosità dell'Arcivescovo di Firenze - È raccomandata la Lotteria ai Ministri delle Corti straniere presso il Re d'Italia. SUL principio di settembre doveva porsi termine alla lotteria, ma Don Bosco volendo approfittarsi quanto maggiormente poteva delle favorevoli circostanze che secondavano i suoi disegni, d'accordo coi Sindaco Presidente, fece scrivere al Prefetto della Provincia la seguente lettera:


Capitolo 26

da Memorie Biografiche

del 01 dicembre 2006

Ill.mo Signor Preletto,

 

La benigna accoglienza fatta dal pubblico alla Lotteria da V. S. Ill.ma approvata con decreto del 2 luglio anno corrente ed il vistoso numero degli oggetti offerti a favore della medesima, hanno messo la Commissione nel bisogno di dovere novellamente ricorrere alla esperimentata di Lei cortesia affine di ottenere ulteriori favori.

I° Che venga approvato l'estimo degli oggetti compresi dal, N. 1821 al 2835 inclusivo, sommanti al N. di 1014 Oggetti, formanti il complessivo valore di lire 28, 014 come da perizia dei Sig. estimatori in fine sottoscritti: aggiungendovi il decimo pel biglietto gratuito ogni decina, siccome fu già conceduto col precedente citato decreto di questa Prefettura, importerebbe un totale di lire 30, 815, e equivalente al numero 61,630 di biglietti, di cui si prega di volerne autorizzare l'emissione.

2° Che sia accordata la facoltà di tenere aperta, la pubblica esposizione sino al 23 del prossimo settembre per aver campo a smerciare i biglietti di cui chiedesi l'autorizzazione.

Nella fiducia di essere esaudita, la Commissione porge a V. S. Ill.ma i suoi pi√π sentiti ringraziamenti, mentre a nome della medesima mi professo con distinta stima e considerazione.

Di V. S. Ill.ma

 

Torino, 26 agosto 1862.

 

Pel Presidente assente il segretario

FEDERICO Cav. OREGLIA.

 

Unita a questa domanda vi era un terzo elenco di oggetti in carte bollate, dal numero 1821 al 2835 con le relative perizie.

Pure questa richiesta fu accolta favorevolmente.

 

PREFETTURA DELLA PROV. DI TORINO

                           Divisione 5°                                                                        Torino, addì 25 settembre 1862.

             Prot. N.° 12129 - Reg° N° 664

 

Debitamente autorizzato dal Ministero di Finanze il Sottoscritto, si pregia di trasmettere al Signor Sacerdote Bosco il Decreto di quest'ufficio delli 21 andante mese, con cui viene autorizzata un'ag­giunta di premii, un aumento di biglietti e proroga all'estrazione della Lotteria a favore degli Oratorii di S. Francesco di Sales ed altri eretti in Torino, come veniva domandato con apposito ricorso delli 26 Agosto passato.

Si compiega pure il relativo 3° elenco d'oggetti donati per quegli ulteriori provvedimenti che al riguardo occorrono.

Pel Prefetto

                     RADICATI.

 

Un mese guadagnato non era poca cosa per D. Bosco e l'Armonia del 3 settembre pubblicava un articolo intitolato:

Bella Mostra di una Lotteria. - Ieri abbiamo con nostro piacere visitato la pubblica esposizione degli oggetti posti in lotteria a favore dei tre Oratorii maschili di S. Francesco di Sales, di S. Luigi e del Santo Angelo Custode. Fummo pieni di ammirazione e di sorpresa nel vedere la elegante numerosa e svariata quantità di doni provenienti da vari paesi, e da ogni classe di persone. Primeggiano fra gli altri due preziosissimi, rappresentanti uno S. Pietro, l'altro S. Paolo, offerti dalla munificenza del regnante Pio IX. Copiosi e ricchi sono specialmente i doni di S. A. R. il Principe Eugenio, quelli del Principe Tommaso, duca di Genova, del Sindaco di Torino e di molti altri che non è possibile tutti nominare tanto meno descrivere.

Abbiamo saputo che i Reali Principi prima della loro partenza dalla Capitale mandarono a prendere un vistoso numero di biglietti. Anche il Ministro dell'Interno concorse generosamente per acquisto de' medesimi. Molti benemeriti promotori e molte zelanti promotrici concorsero alla raccolta de' doni ed allo spaccio dei biglietti.

Rimanendo tuttavia a smerciarsi buona quantità di biglietti, l'estrazione che doveva avere luogo oggi venne differita fino al 23 del corrente settembre. Noi speriamo che gli amatori dei poveri figli del popolo vorranno concorrere a quest'opera di beneficenza. Ognuno sa che questi Oratorii tendono ad avviare i giovanetti più pericolanti alla moralità ed al lavoro. Quale opera può tornare più utile all'umana società? Il prezzo di ciascun biglietto e di centesimi 50; chi ne prende una decina ha l'undecimo gratuito; chi ne prende 25 ha un premio sicuro. I biglietti a premio sicuro hanno la venticinquena, cioè, la serie di 25 biglietti che è di color rosso, e costa fr. 12, 50.

 

Era continuo lo studio di D. Bosco per far indirizzare, e raccomandare dalla Commissione i pacchi de' suoi biglietti a persone, o Istituti che fossero stati dimenticati; ed anche a quelli che sapeva non li avrebbero ritenuti. Se non otteneva danari aveva almeno il vantaggio di far conoscere l'Opera degli Oratorii.

La direzione delle Opere Pie di S. Paolo restituiva al Segretario della Commissione i biglietti.

Notiamo però che il Direttore, quale amico di D. Bosco e membro della Commissione per la lotteria, ne aveva tempo prima acquistate e pagate più decine.

Torino, addì 30 Agosto 1862

 

Ill.mo Signore,

 

Questa Direzione concorre anche con sovvenzione a promuovere l'istruzione religiosa in Istituti di beneficenza e ad un tal fine già più d'una volta furono favorevolmente accolte domande all'uopo ad essa inoltrate sia per cotesto Oratorio che, per quelli di S. Luigi e dell'Angelo Custode.

Non potendo però prender parte alle lotterie che si fanno a beneficio degli Istituti medesimi, mentre non ha in bilancio somme che possano divertirsi in tale uso, il sottoscritto si trova suo malgrado costretto a restituire alla S. V. Ill.ma i 216 biglietti della lotteria apertasi in favore dei tre Oratorii anzidetti, ai quali Ella presiede, che furono alla lodata Direzione trasmessi unitamente ad un esemplare del programma.

Pregiasi frattanto chi scrive dichiararsi con distinta considerazione della S. V. Ill.ma

 

Dev.mo Servitore

pel presidente della Direzione

il Direttore DUPRÈ.

 

Anche al Municipio di Torino facevasi spedizione di biglietti.

 

Ill.mo Signor Sindaco,

 

Ogni volta che in passato mi trovai in bisogno eccezionale e feci ricorso a codesto rispettabile Municipio, ho sempre incontrato un valido appoggio.

Ora alcuni gravi bisogni avendomi consigliato di ricorrere alla pubblica beneficenza, col mezzo di una Lotteria di oggetti, che già trovasi verso il suo termine, e rimanendo ancora a smerciare parecchi biglietti, mi fo animo di raccomandarne sessanta decine, con preghiera di volerli ritenere a favore de' poveri giovani che frequentano gli Oratorii, che formano l'oggetto di questa Lotteria.

Pieno di fiducia nel favore, auguro a Lei e a tutti i Signori del Municipio ogni bene dal cielo mentre colla pi√π sentita gratitudine mi professo

Di V. S. Ill.ma

 

Torino, 5 sett. 1862.

 

Obbl.mo Servitore

Sac. Giov. Bosco.

 

Dal Municipio gli veniva risposto:

 

          CITTÀ DI TORINO

                   3° Ufficio                                                                                 Torino, addì 12. sett. 1862

       Protocollo dell'Ufficio N. 824

Risposta a Lettera del 5 settembre.

 

L'istanza presentata da cotesta direzione della Lotteria di beneficenza a favore degli Oratorii di S. Francesco di Sales e di S. Luigi, diretta ad ottenere l'acquisto per parte del Municipio di N° 60 decine di biglietti di detta Lotteria, fu dal sottoscritto riferita alla Giunta Municipale.

La prefata Giunta in seduta delli 9 corrente, ritenuto che a motivo del continuo succedersi di siffatte lotterie di beneficenza, la Civica Amministrazione non ha mai fatto acquisto di biglietti; e considerata la convenienza per l'interesse dell'erario Municipale (che altrimenti verrebbe a sopportare gravi e ripetuti pesi imprevveduti) di mantenere tale massima in osservanza, deliberava di non accogliere con favore la presentata istanza.

Il sottoscritto nel parteciparle la presa determinazione, le trasmette di ritorno le 60 decine di biglietti della Lotteria ed ha l'onore di dirsi

 

Per il Sindaco

FARCITO Ass.

 

Non ritenuto da convenienze economiche rispondeva all'appello del Marchese di Rorà il buon Vescovo di Guastalla Mons. Pietro Rota.

Modena, 10 settembre 1862.

 

Ill.mo Signore,

 

Avendo ricevuto un ossequiato dispaccio a stampa del p. p. agosto, con entro cento biglietti della Lotteria a favore dei tre oratorii, pei fanciulli di codesta città, io spedisco alla Sig. V. Ill.ma, che me, l'inviava e che tanto meritamente presiede la Commissione stabilita per quella Lotteria, un biglietto di banca del valore di lire cinquanta corrispondente all'importare dei biglietti medesimi.

Nel desiderio che sia abbondante il lucro che si ricaverà da questa pia industria, per sostenere quei così utili stabilimenti, io colgo con piacere l'incontro di attestarle la mia viva soddisfazione per vedere così degno personaggio occupato di così santi e veramente cristiani pensieri e per protestarmi con somma stima e profondo rispetto

Della S. V. Ill.ma

             Umil.mo, e dev.mo servo

+ PIETRO Vescovo di GUASTALLA.

 

Ma D. Bosco, non avendo esauriti tutti i biglietti, a molti generosi suoi benefattori ne aveva fatta un seconda spedizione. Gli uni li accettarono, gli altri li respinsero. Qualcuno che li ritenne non mancò di fare qualche affettuoso rimprovero al Servo di Dio. D. Bosco scusò la propria indiscrezione con lettere che sono di una sorprendente e gentile amorevolezza. Ne possediamo una ricevuta a Cuneo dal Barone Feliciano Ricci.

 

Charitas benigna est, patiens est (S. Paolo).

 

Torino, 5 Settembre 1862.

 

Car.mo Sig. Barone,

 

La parrucca fu per me ed io sono contento perchè ha ritenuto i biglietti a favore dei poveri nostri giovani.

La Signora Baronessa ci ha rimandati i biglietti. Ci pensi bene; che se mi troverò in assoluto bisogno io ricorrerò egualmente alla sua carità ed ella nella sua bontà non saprà rifiutarsi. Così ella mi manderà poi denaro senza che io le possa più dare biglietti di lotteria.

Accetto il giovane Cavallo che Ella compiacquesi raccomandarmi colla tangente mensile di fr. 15 dalla madre. Ella si offre di aggiungerci qualche cosa di sua saccoccia. Io non fisso niente: accetto come limosina qualunque cosa ed in qualunque misura Ella voglia fare pei nostri poveri giovanetti.

Riceverà unitamente a questa lettera biglietti di Lotteria N ........

.................... o che sproposito!. e già dimenticava la parrucca fatta testè?

Perdoni la celia. Dio benedica Lei e la pia di Lei consorte e mi creda sempre con gratitudine di V. S. Car.ma

 

                     Obbl.mo Servitore

Sac. Bosco Giovanni.

 

Una sorpresa simile a quella del Barone Ricci, era toccata all'Arcivescovo di Firenze. D. Bosco e il Marchese di Rorà ambedue per conto proprio gli avevano mandato circolari e biglietti: ed il generoso prelato ritenne i biglietti dell'uno e dell'altro. Ei scriveva a D. Bosco:

                    

 Molto Rev. e Pregiatissimo Signore,

 

Ella mi fece tempo fa pervenire io decine di biglietti della Lotteria d'oggetti a favore dei tre Oratorii da Lei diretti, più un biglietto equivalente a 25 e così in tutto 125 biglietti . Da altra parte il Presidente di codesta Commissione me ne inviò 100. Siccome spedisco a lui il valore di questi, così mando a Lei il valore di quelli nell'accluso vaglia postale, col quale Ella potrà ritirare costì in Torino italiane lire 62 e cent. 50 che sono appunto il prezzo dei 125 biglietti.

Ben volentieri concorro a codesta opera sì caritatevole, quantunque non siano nè pochi nè lievi i bisogni che ogni di van crescendo anche in questa città, e che richiedono non piccoli sacrifizii.

Ma mi consolerò nel pensiero che il nostro Divin Salvatore, si degnerà di far sì che anche in questo caso si verifichino quelle sue belle parole: Beati misericordes quoniam misericordiam consequentur.

Desiderandole intanto ogni bene e raccomandandomi alle sue orazioni passo a confermarmi con perfetta stima ed ossequio

Di Lei preg.mo Signore,

 

Firenze, il 21 settembre 1862.

 

                     Dev.mo ed Obbl.mo servo

GIOACCHINO, Arcivescovo di Firenze.

 

Nello stesso tempo mandava un suo foglio al Marchese Emanuele di Rorà presidente della Commissione per la Lotteria.

Ad una sola classe di persone non era ancora stato, fatto l'invito di partecipare alla Lotteria, cioè ai Ministri delle Corti straniere presso S. M. il Re d'Italia. Il Cav. Federico Oreglia ne ebbe l'incarico e scrisse una lettera al Signor Kalergis Demetrio inviato straordinario e ministro plenipotenziario della Grecia.

 

Torino, 20 settembre 1862.

 

Sta aperta una Lotteria a favore degli Istituti maschili eretti in questa città, sotto il nome di Oratorii. Dal qui unito programma V. E. può argomentare quanto vantaggio da questi ne derivi alla classe povera al cui sollievo sussistono.

Il Signor Sindaco della città di Torino, quale presidente della Commissione per la Lotteria suddetta, m'incarica fare rispettosa preghiera a V. E. di accogliere e ritenere per sè numero 10 decine biglietti della medesima.

Fiducioso che la conosciuta filantropia di V. F. sarà per accogliere benignamente questa preghiera, Le porgo i più vivi ringraziamenti a nome del Signor Sindaco suddetto e dell'intera Commissione e mi professo colla massima stima e rispetto

Di V. E.

 

Obbl.mo Servitore.

Cav. FEDERICO OREGLIA

Segretario della Commis.

 

Altri simili fogli indirizzò alle varie Legazioni delle quali si conservano solo alcune risposte.

 

LEGATION DES PAYS BAS A TURIN

      Protocollo generale N. 5925.

Turin, ce 21 Septembre 1862.

 

Monsieur le Président,

 

j'ai l'honneur de vous restituer ci - joint les 50 billets de la Loterie en faveur des Oratoires que en date d'hier, M. Stefano Oreglia Secrétaire de la Commission a bien voulu m'adresser en votre nom.

Regrettant, Monsieur le Président que d'autres misères à soulager ne me permettent pas de m'associer à la bonne œuvre que vous patronnez, je saisis avec empressement cette occasion pour vous offrir l'assurance de ma considération très distinguée

 

HELDERWIER IKHR.

 

LEGACION DE ESPANA EN TURIN

 

Torino, li 28 settembre 1862.

 

Ill.mo Signore,

 

Ogni qualvolta si è trattato di atti filantropici in sollievo della classe necessitosa, la Legazione di Spagna non è mai venuta meno a concor­rervi colle sue offerte, epperciò accetto col massimo piacere i quaranta biglietti della lotteria che la S. V. Ill.ma si compiacque di acchiudere al di Lei foglio del 20 corrente e qui unita mi pregio rimetterle la somma di lire venti, ammontare dalle suddette 4 decine.

Gradisca intanto i sensi della mia pi√π distinta stima e pari considerazione.

 

L'Incaricato d'affari di Spagna

A. de DURO.

 

PORTUGAL, LEGACAO DE S. M. F. EM TURIM.

 

Turin, ce 21 octobre 1862.

 

Monsíeur,

 

Mes innombrables occupations dans ces derniers temps m'ayant empêché de répondre à une quantité de lettres qui m'ont été adressées, ce n'est que maintenant que je puis accuser la réception de votre lettre du 20 du mois passé, ainsi que de cinq douzaines de billets de la Loterie en faveur des Instituts masculins dits Oratori, et vous envoyer 30 fr., montant desdits billets.

Toujours heureux de pouvoir concourir ali soulagement des malheureux, je vous prie, Monsieur de vouloir agréer l'expression de mes sentiments distingués

CASTRO.

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