Donboscoland

“Biblia pauperum salesiana”

Romania (esperienza di volontariato)Nelle attività del mattino con i ragazzi, ho realizzato un murales di 100 metri quadrati con 20 episodi della storia di don Bosco: don Tiziano la chiama la sua utilissima 'Bibbia pauperum salesiana' e aspetta solo di sfruttarla nelle prossime catechesi che farà con tutti i ragazzi.


“Biblia pauperum salesiana”

da Iniziative in tour

del 01 gennaio 2002

Fra poco dovrò lasciarlo, anche se con grande dispiacere. Qui ho condiviso momenti davvero belli, esperienze di gratuità e di dono reciproco che certamente non dimenticherò facilmente… e che in parte ORA ho desiderato condividere con voi!

Romania…: da qualche anno sentivo parlarne sempre di più. Infatti molti da San Donà sono stati lì per vari motivi: la Banda, Sandro C., don Enrico P. per accompagnare alcuni volontari l’estate scorsa, gli stessi volontari (Arianna, Maria Grazia, ecc…) che poi sono ritornati carichi di entusiasmo e di cose da raccontare…: Insomma come non sentire nel cuore il desiderio di contribuire anch’io con il mio piccolo alla costruzione di una presenza salesiana tutta da inventare.

Approfitto di una pausa del mio lavoro e di un periodo libero dopo la laurea appena conseguita per offrire la mia disponibilità. Cerco di superare la ritrosia dei miei… e dal 5 giugno sono a Bacau, nel centro della Moldavia Rumena, accanto a una comunità di 5 salesiani che si danno un gran da fare per dare consistenza a un nascente Oratorio, che si chiama – guarda caso proprio come il nostro – 'Oratorio don Bosco', così che mi sento perfettamente a casa.

Ma è solo una prima impressione: in realtà le cose stanno davvero in modo diverso. Che non sono a San Donà, lo vedo dal fatto che qui i ragazzi raccolgono dagli alberi le mele quando sono grandi come una noce, aspre e verdi come non mai, e se chiedo perché, mi rispondono: 'altrimenti fra un po’ non le troviamo più!'; e quando gli chiedo di cogliere le ciliegie che stavano invece maturando sui rami, mi dicono 'ma quelle ormai sono già vecchie!'…

Sono bambini piccoli, alcuni vestiti con la stessa maglietta per un mese intero, che mi corrono incontro con un affetto indicibile, che mi si aggrappano, che mi dimostrano la contentezza di avermi tra loro. Purtroppo all’inizio non possiamo dircelo a parole a causa della lingua, ma i sorrisi parlano da soli! Sono davvero straordinari: sono capaci di entusia-smarsi e di divertirsi gustando le piccole cose semplici, che da noi ormai si sono perse.

Col tempo sono anche riuscita a formulare qualche piccola frase e a capire e a farmi capire un po’… Da allora le esperienze sono state ancora più belle. E non solo con i piccoli, ma anche i grandi che all’inizio si permettevano solo di chiedermi ‘bomboane’ (= caramelle), mentre adesso chiedono soprattutto di entrare in qualche dialogo profondo sul loro futuro, sulle loro speranze, sui loro sogni.

Concretamente ho potuto sostenere le attività di 'Vara Impreuna' (= Estate Insieme). L’esperienza fatta nelle Proposte Estati di San Donà mi è servita per dare un sacco di idee anche per i grandi giochi, i giochi con l’acqua, i giochi nei boschi, ecc.

Nelle attività del mattino con i ragazzi, ho realizzato un murales di 100 metri quadrati con 20 episodi della storia di don Bosco: don Tiziano la chiama la sua utilissima 'Bibbia pauperum salesiana' e aspetta solo di sfruttarla nelle prossime catechesi che farà con tutti i ragazzi.

Bella è stata anche l’esperienza di Campus ADS, il primo in assoluto che la Comunità ha fatto per il gruppo ADS appena fondato. Lo sforzo (anche economico) che i Salesiani hanno sostenuto, è stato largamente ripagato: nonostante le prime incertezze, i ragazzi sono entrati in uno stile di veri ADS, e sull’esempio di Domenico Savio, si sono proposti di essere modelli nel prossimo anno nel loro Oratorio!

A questo proposito, devo dire che è stato sorprendente e commovente il fatto di vedere tutti i salesiani impegnati in cortile e in mezzo ai ragazzi, a giocare senza risparmio, a buttarsi nell’animazione più semplice e per questo, forse, più vera! E’ con loro che ho condiviso davvero tutto, ogni piccola scelta, il progetto di fare di queste attività uno strumento per allargare i confini del regno di Dio in mezzo a noi, con una grande attenzione all’educativo e nello stile di don Bosco.

Lui voleva dare una famiglia ai suoi tanti ragazzi poveri e abbandonati…: anche qui ce ne sono tanti per il fatto che i loro genitori o sono all’estero a lavorare oppure hanno orari di lavoro che li occupano tutto il giorno con la conseguenza che comunque i ragazzi sono soli a casa o per le strade. Per questo, ho visto che l’Oratorio qui davvero è una benedizione per loro!

Roberta Poles

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