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A confronto con Eugene Luis Facciuto, il pioniere e innovatore della danza Jazz

L'artista, sia che ne abbia coscienza o no, è colui che si avvicina di più al Santo perché riesce a trasfondere nella sua opera quel qualcosa di divino e di immortale che non morirà. «Ho dovuto imparare ad amare prima di poter danzare...» (Eugene Luis Facciuto, il pioniere, l'innovatore della danza Jazz).


A confronto con Eugene Luis Facciuto, il pioniere e innovatore della danza Jazz

da Feste dei Giovani

del 24 gennaio 2007

La danza è un’arte che, in quanto tale, deve essere ricerca del bello.

 

“Qual è la vera bellezza? È Dio. Dio non è soltanto buono, e cioè il BENE, e vero, e cioè la VERITÀ; è anche il BELLO. E una bellezza che volesse presentarsi da sola, senza contenere dentro di sé il buono e il vero, non sarebbe vera bellezza” (Chiara Lubich).

 

Quindi, l’artista, sia che ne abbia coscienza o no, è colui che si avvicina di più al Santo perché riesce a trasfondere nella sua opera quel qualcosa di divino e di immortale che non morirà.

 

Prendiamo in considerazione Eugene Luis Facciuto, il pioniere, l’innovatore della danza Jazz, lo scultore del corpo umano.

Una persona affettuosa, amabile e generosa che ha dato sempre una grande forza e fiducia a molti ballerini. Non è stato solo un maestro ma un padre, una guida, una continua fonte di ispirazione, un modello da seguire per superare ogni ostacolo apparentemente insormontabile.

Le basi della filosofia di Luigi sulla danza scaturirono tra la fine degli anni ‘40 e l’inizio degli anni ‘50, da quella tragica situazione di solitudine e immobilità causata dal grave incidente automobilistico, in seguito al quale rimase paralizzato per alcuni mesi e perse l’uso della parte destra del corpo. Capì che il desiderio di guarire, la determinazione e la forza, dovevano scaturire da dentro sé stesso.

Appena uscì dall’ospedale egli tornò alla scuola di danza e si impose di rimanere in piedi senza supporto per rinsaldare quell’insicuro senso di equilibrio. Si concentrò per controllare l’intero corpo utilizzando ogni muscolo e imparando dove ognuno di essi iniziava e finiva. Non voleva che la gente guardasse il suo brutto volto ma desiderava che  guardassero il suo corpo; così lavorò per farlo sembrare più bello.

Subito si trovò due ballerini accanto che lo seguirono, poco dopo erano dieci che imitavano i suoi movimenti. Furono gli stessi ballerini a chiedergli di cominciare ad insegnare.

Lui non ha mai usato la sbarra di supporti meccanici per far lavorare i muscoli: insegnava a trovare il proprio equilibrio ed appoggio usando lo spazio che ci circonda ed immaginando di avere davanti a sé una sbarra sulla quale appoggiarsi. Insegnava a trovare in se stessi il supporto e a credere nel proprio istinto.

Il suo stile ha influenzato molti tra i maggiori coreografi, maestri e ballerini. Lui ha creato un linguaggio universale che rappresenta per molti la base su cui creare.

Questo “Maestro” diventava bellissimo danzando e riusciva, con le sue parole e l’insegnamento, a convincere chiunque di poter danzare e sentirsi “bello”, padrone del proprio corpo e nella possibilità di esprimere con la danza sensazioni interiori, trasferire ad altri le proprie emozioni, sentirsi sicuro di superare ogni male fisico.

Le idee e i concetti che circondano il suo stile e la sua tecnica non sono né intellettuali, né accademici. Egli non inventò qualcosa di nuovo, ma semplicemente modellò e dette una forma a qualcosa che già esisteva, non imponeva agli studenti ciò che dovevano fare ma li aiutava ad “accordare” il proprio corpo come uno strumento in funzione dell’anima e riusciva ad inserire e ad accendere la “potenza” che risiedeva in ciascuno di loro.

Una importante associazione da fare è che la danza non è isolata dalla vita ma è una rifinitura e una cristallizzazione della stessa.

Luigi non si muoveva con la musica ma si faceva muovere dalla musica, si arrendeva ad una forza e un potere interiore.

 

 

AL DI LÀ DELLA TECNICA

 

CITAZIONI del Maestro Eugene Luis Facciuto comunemente chiamato LUIGI, fondatore dell’omonimo metodo.

 

·        Se ti meravigli di quanto tempo ci vuole per ottenere dei risultati, non cominciare proprio

·        Tutti hanno bisogno di “sentire qualcosa dentro”, tutti devono imparare “come sentire” e non ”come fare”

·        Se farai le cose giuste per un lungo tempo, queste diventeranno sempre più giuste, ma se farai le cose sbagliate per un lungo tempo, finiranno per  sembrarti giuste. E questo è l’amore

·        Un movimento è niente… Se non c’è un sentimento che lo anima.

·        Alcuni imparano a danzare prima di conoscere il proprio corpo e diventano ballerini perché sanno imitare bene. Ma un vero ballerino non riproduce soltanto un movimento, lo sente “nascere” dall’interno.

·        Sentire il messaggio che viene da dentro… Sentitelo scaturire dal vostro equilibrio interiore… Sentite prima e poi muovetevi…

·        Si dice che quanto uno muore l’anima abbandoni il corpo. Non aspettare di morire, guarda dentro la tua anima e danza con lei.

·        Quando hai qualcosa nella mente è bene… Quando ce l’hai nel corpo è ancora meglio… ma quando ce l’hai  nell’anima allora la possiedi veramente.

·        Io sono famoso per la mia tecnica e il mio stile, ma il movimento non è mio, è ispirato a Dio.

·        Quando mi muovo è come se stessi dipingendo con il corpo. I movimenti sono come pennellate che l’una dopo l’altra formano un disegno.

·        Sono convinto che bisogna muovere il corpo mettendo a fuoco. Con ciò intendo dire che bisogna concentrarsi nel momento, con ciò che si sta facendo in quel dato momento… Non se cose già passate o altre di là da venire. Mettete a fuoco il presente.

·        Non ci sono le sbarre nella mia scuola. Se cercate il vostro equilibrio, non usate un appoggio, ma aiutatevi da soli utilizzando lo spazio. Spingete le mani premendo contro lo spazi; sarà questa la vostra sbarra.

·        Imparare significa crescere…. e non smettere mai di crescere se continuerete ad imparare, non vi stancherete mai del vostro lavorare se troverete ogni giorno qualcosa da imparare non solo qualcosa da fare.

·        Voi non venite nella mia classe per imparare a danzare, venite per imparare a vivere…

·        Un artista è in primo luogo un essere umano che dona tutto se stesso agli altri e che lascia sempre qualcosa al suo passaggio.

·        Ho dovuto imparare ad amare prima di poter danzare…

Antonella Lombardo

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