African News

2^ lettera Febbraio 2022

"Questo ci ricorda sempre che siamo qui non solo per portare qualche cosa, qualche aiuto, ma soprattutto per condividere la vita, le difficoltà e aiutare ad avere fiducia in se stessi"


Carissimi amici, come state?
Spero bene, qui è scoppiata l’estate, cioè il periodo più caldo dell’anno, temperature fissa ormai da giorni sui 40°, una luuuuuunga Quaresima che ci porterà alla Pasqua, che per noi che seguiamo il calendario della chiesa cristiana ortodossa qui in Etiopia, sarà il 24 aprile.

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Siamo a febbraio e tutte le scuole del paese fanno un periodo di vacanza di circa due settimane, tra il primo e secondo semestre, qui non ci sono le vacanze di Natale. Anche la nostra missione respira un pò, con la pausa dei nostri 4 asili e della nostra libreria con i vari corsi per gli studenti.
Tutti ne approfittano per andare al fiume, distante circa 7 km da Lare per raccogliere il granoturco che avevano seminato tre mesi fa, sulle rive del fiume.
L’oratorio pomeridiano è sempre aperto anche se in questo periodo ci sono le competizioni tra i vari villaggi organizzati dal governo, sfide a calcio, pallavolo e basket, per cui l’oratorio si svuota.

Continuano molto bene le attività della parrocchia, stiamo visitando le varie famiglie, un impegno lungo di tre mesi, siamo a più di
metà. In questo periodo le richieste dalle famiglie sono soprattutto per il cibo, per chi non riesce a coltivarlo al fiume oppure ha qualche altro problema. Ogni mese cerchiamo di aiutare una ventina di famiglie in difficoltà con del granoturco per fare la polenta. Un altro aiuto sono dei materassi, per delle nuove famiglie o per chi non l’aveva ancora ricevuto e infine un aiuto per le medicine, pochi hanno dei soldi in tasca e allora vengono alla missione, noi gli diamo qualche cosa per andare alla clinica e comprare le medicine.
E poi aiuto per due famiglie che hanno avuto due gemelli per comprare il latte, per delle capanne, per dei recinti, per....

Per tutti comunque cerchiamo di dare un momento di ascolto, di dialogo, di comprensione delle difficoltà, di aiuto e sostegno se possiamo. Questo ci ricorda sempre che siamo qui non solo per portare qualche cosa, qualche aiuto, ma soprattutto per condividere la vita, le difficoltà e aiutare ad avere fiducia in se stessi, a pensare con speranza al proprio domani, prima di tutto parlandone, condividendo, sentendo che a qualcuno importa che nella vita sto vivendo quella cosa. Poi, piano piano, si cerca di fare dei passi insieme. Alle volte è semplice e alla volte è molto complicato e ci vuole tanta preghiera.

Abbiamo iniziato la domenica la Grande Catechesi, siamo in tre che affrontiamo vari temi, legati insieme con il filo conduttore dei Dieci Comandamenti, o meglio delle Dieci Parole, trasformando l’omelia in un bel incontro interattivo.

Anche le attività delle varie cappelle continuano, soprattutto adesso che possiamo visitarle tutte, Gok, Kubri e TiaJiak, e la nuova di Pilual con la catechesi e la Messa al sabato o alla domenica. E’ arrivata la macchina per scavare un nuovo pozzo a mano per l’acqua a Pilual, ma dopo due giorni si è rotta. Stiamo aspettando che torni da Gambella con il pezzo riparato e che possa finire il lavoro, soprattutto trovando l’acqua, per questo nuovo bel pozzo a Pilual.

Notizie dalla guerra in Etiopia, in Tigray: dopo la ritirata dei ribelli tigrini dentro la loro regione, il governo ha aperto qualche varco per far entrare vari aiuti umanitari alle popolazioni di quella regione, però ancora non sono iniziati i negoziati di pace, tutto tace, ma speriamo che al più presto possano iniziare. Anche in Sud Sudan, appena a 10 km dalla nostra missione, ci sono stati degli scontri in questo mese tra i soldati del governo e quelli nuer, la situazione in Sud Sudan è migliorata, ma per la pace nelle varie regioni e soprattutto in quella vicino all’Etiopia ci vuole ancora molto tempo. Abbiamo avuto alcuni attacchi da parte dei Murle, una tribù che vive in Sud Sudan, ma che Durante i mesi caldi, viene in Etiopia per rubare mucche e bambini. Hanno attaccato una autobulanza e ucciso parecchie persone qualche settimana fa. Il governo ha costituito una milizia di soldati per proteggere il confine la gente che adesso vive vicino al fiume.

Inizierà la Quaresima tra poco, e il primo inivito è di pregare di più, per la pace, perchè non scoppi la guerra, come in Ucraina, perchè chi ha subito una perdita trovi sollievo, il secondo invito è di spostare il baricentro della nostra vita da noi stessi a Dio e gli altri, avendo un pensiero per Dio e per gli altri.
Da qui vi ricordiamo tutti volentieri e preghiamo per voi. Grazie e a presto.

Abba Filippo

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