Nel mondo digitale di oggi, i giovani sono chiamati a non perdersi, ma a riscoprirsi. Tra connessioni e scelte, cresce una nuova umanità. Oggi parliamo di verso una spiritualità digitale salesiana
Sadeq Mousavi
Abbiamo esplorato il digitale in tutte le sue sfaccettature: dalla libertà alla corporeità, dall’algoritmo all’interiorità, dalla natura alla creatività, fino all’etica e alla comunità. Ma ora resta una domanda decisiva: è possibile vivere una spiritualità cristiana e salesiana anche nel mondo digitale?
La risposta è sì. Ma richiede discernimento, consapevolezza e coraggio profetico. Una vera spiritualità digitale non è un “di più”: è un modo nuovo di vivere la fede dentro la realtà attuale, là dove si trovano oggi i giovani.
La spiritualità digitale non è pregare con un’app o seguire una Messa in streaming. È molto di più. È un atteggiamento interiore e missionario che ci aiuta a:
Come ha affermato papa Francesco:
“Anche nel mondo digitale si può essere testimoni della tenerezza e della misericordia di Dio”
(Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, 2019)
1. Presenza educativa e missionaria
Don Bosco diceva: “Non basta amare i giovani. Bisogna che essi si accorgano di essere amati.” Oggi questo vale anche online. Una spiritualità salesiana nel digitale non è invisibile: è presenza attiva, che sa:
2. Discernimento e libertà interiore
Nel rumore del web, è facile perdere la bussola. Una spiritualità digitale aiuta a coltivare il silenzio, il discernimento, la profondità. Significa:
“Non siamo chiamati a vivere nell’immediatezza, ma nella verità del tempo e delle scelte”
(Paolo Benanti, La grande invenzione, https://www.paolobenanti.com/)
3. Generatività e creatività evangelica
Una spiritualità salesiana è sempre propositiva, gioiosa, creativa. Oggi questo si può esprimere anche nel digitale:
Lo stile salesiano online non è “religioso da vetrina”, ma fede incarnata nella vita vera, narrata con semplicità e passione.
È fondamentale che le nostre proposte pastorali (in oratorio, a scuola, nei gruppi MGS) aiutino i giovani a:
Per questo possiamo proporre:
Il beato Carlo Acutis è un testimone straordinario di tutto questo. Ragazzo normale, appassionato di computer, ma capace di usare la rete per parlare di Gesù. La sua “mostra dei miracoli eucaristici” è diventata virale perché nasceva da un cuore pieno di amore vero.
Don Bosco oggi direbbe: “Santità è stare connessi… con Dio, con gli altri, con il bene!”
Una spiritualità digitale salesiana non ci chiede di fuggire dalla rete, ma di abitarla con stile evangelico, educativo, creativo. Di portare nella infosfera il cuore del Vangelo e la passione per i giovani. Di essere umani digitali, ma pienamente cristiani.
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