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Vado al Minimo! da Giovani per i Giovani

“Di quel che c'è, non manca niente!” è un noto modo di dire. Ma se l'energia e le risorse prima o poi si esauriscono o diventano motivo di tensioni e conflitti, io che ci posso fare?


Vado al Minimo! da Giovani per i Giovani

da GxG Magazine

del 28 luglio 2008

“Di quel che c'è, non manca niente!” è un noto modo di dire. Ma se l'energia e le risorse prima o poi si esauriscono o diventano motivo di tensioni e conflitti, io che ci posso fare?

 

 

...o vado al massimo?

 

Se non mi curo di raccogliere “solo” i frutti quando sono pronti rimane ben poco, anzi per la precisione non rimane nulla, nemmeno la speranza di un frutto per il prossimo anno.

 

Improvvisamente, dopo anni di leggero ottimismo, il costo del petrolio continua a salire, il fabbisogno di energia sembra incolmabile, risorse e materie prime scarseggiano non solo nei lontani, e spesso dimenticati, paesi pi√π poveri. Il problema comincia a farsi sentire vicino e in molti si affannano per cercare di risolverlo nel pi√π breve tempo possibile. Con un colpo di bacchetta magica ecco che tutto cambia: sembra che improvvisamente sia diventato importante per tutti suggerire nuove regole per il nostro vivere, le nostre abitudini, i nostri consumi.

Senza dare ancora una volta la lista di tutti quei buoni consigli che trovano poco successo ogni volta che vengono proposti, non lasciamoci travolgere dagli eventi e proviamo a fare un passo alla volta, per provare a comprendere un po' la situazione.

Dalle ultime stime di Living Planet Report (2006, WWF) è stato messo in luce un progressivo aumento nello sfruttamento delle materie prime, conseguente anche alle nuove e consistenti richieste dovute allo sviluppo di Cina e India che contano quasi due miliardi di abitanti. Tale consumo è arrivato a superare del 25% la capacità di rigenerazione del pianeta: energia e risorse utilizzate oltre i limiti di ciò che la terra può rigenerare o riassorbire come rifiuti in un anno. Purtroppo, la maggior parte delle volte consumiamo questa energia senza un reale bisogno, solo per abitudine, disinformazione, distrazione o disinteresse.

Non andiamo al massimo, ma a molto pi√π del massimo.

 

Perché tutta questa energia?

 

Nonostante il problema energetico sia vicino al quotidiano di molte persone (basta pensare alle bollette invernali per il riscaldamento ed estive per la climatizzazione, o alla benzina con cui rifornire ogni settimana il motorino o l'auto), è tutt'altro che semplice e c'è il rischio di lasciarci suggestionare da congetture poco corrispondenti alla realtà, come il criminalizzare alcune fonti di energia (il petrolio), esaltarne altre che pur importanti non sono sempre disponibili (il solare) o individuarne altre che non sono vere e proprie fonti in quanto non disponibili liberamente in natura (l'idrogeno). E' bene, invece, non slegare mai l'uso della ragione e il desiderio di capire da ciò che si vive, dalle proprie scelte personali e dalle profonde motivazioni che ci portano a viverle.

Tutto richiede energia e risorse: alimenti e acqua per l'uomo, carburante per le macchine, energia elettrica per l'illuminazione e per il funzionamento di tutti gli strumenti tecnologici, energia termica per cucinare, per il riscaldamento invernale e per la refrigerazione estiva, energia per produrre beni di consumo, energia per costruire, energia anche per demolire e smaltire.

 

...ma ci stanno prendendo in giro?

 

“Perché devo essere attento se poi gli altri consumano un sacco? Non è che poi usano ciò che io risparmio?”. Ragionando in quest'ottica sembra proprio evidente come viviamo: un po' egoisti, un po' disinteressati a ciò che succede fuori da casa nostra. Certamente, pensando anche ai palazzi e agli uffici che spesso hanno luci accese tutta la notte, ai supermercati con banchi frigo impostati a -20°C “aperti” sembra che qualche problema di comunicazione ci sia.

Nonostante gli scoraggiamenti, sono presenti anche sul nostro territorio nazionale progetti, programmi, leggi che stanno incentivando l'utilizzo di criteri per il contenimento ed il controllo energetico.

Nel campo della progettazione ad esempio i più evoluti sistemi di controllo studiano il ciclo di vita (LCA – LCD – LCC, Life Cycle Assessment, Design, Cost) che includono nella valutazione tutte le risorse necessarie nella vita utile di un manufatto, i costi energetici per la realizzazione, quelli di esercizio e quelli di dismissione e smaltimento. Ci sono anche iniziative sociali interessanti che hanno come fine proprio quello di aiutare a riscoprire e ricomporre quella frammentarietà che non si svela solo nei rapporti interpersonali, ma anche nei rapporti con le cose e i mezzi che ci sono messi a disposizione. Una di queste è “Vado al minimo: Consumo meno e vivo meglio”, iniziativa tra le tante del “buon uso energetico” promossa da molte associazioni, tra cui anche il Sermig , che si propongono proprio di aiutare i cittadini ad avvicinarsi alla cultura della sostenibilità e della sobrietà nei consumi e nello stile di vita.

Ci sono davvero buone speranze.

 

Sobrietà?

 

A sentire questa parola, sembra che il messaggio sia quello di dover rinunciare a qualcosa: sarebbe un controsenso, perché l'energia è necessaria, e proprio dove ci sono risorse e acqua si è accompagnato il benessere e lo sviluppo delle condizioni umane. “Basta...mettere la testa nei nostri guardaroba, nei nostri frigoriferi, nei nostri garage, nelle nostre pattumiere. Se facessimo attenzione al nostro stile di vita, ci renderemmo conto di vivere addirittura nell'opulenza e nello spreco”, scrive Francesco Gesualdi in un testo intitolato, guarda caso, Sobrietà.

Non si mettono in discussione le possibilità e i mezzi, ma ancora una volta il loro uso e il peso da dare loro. Ben inteso, non accontentandosi della via di mezzo tra immobilismo (non mi faccio più la doccia!) e lassismo (d'estate, mi faccio 4/5 docce al giorno...), ma ricercando il giusto valore da dare alle cose e all'utilizzo che ne facciamo. Capacità che sono il frutto di sobrietà e temperanza.

Occorre recuperare il contatto con chi si ha vicino e con il creato; recuperare l'ascolto, l'unità con il mondo in cui viviamo e tornare a vivere “accompagnando”, orientando e dando un senso alle nostre azioni.

 

Io vado al Minimo!

 

...magari spegnendo la luce e il computer quando esco di casa; o quando resto 10 minuti in più sotto la doccia provo a pensare a chi con la stessa acqua potrebbe sopravvivere una settimana, ma non ne ha nemmeno un po' ...resto vicino anche a chi è molto lontano.

Ecco cosa può significare recuperare il contatto con ciò che viviamo, usiamo, consumiamo: essere più uniti con tutto ciò che ci circonda, uomini e creato. Partecipare alla creazione, usando bene e senza permettere che nulla vada sprecato. Perchè anche io sono una risorsa per il mondo e per gli altri. Perché il mondo intero possa essere più bello, comodo, fruibile e accogliente per tutti.

Luca Magarotto

http://www.vadoalminimo.org

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