Un pezzo di paradiso aggiusta tutto

Il Vangelo commentato dai giovani e dai salesiani. Prenditi un tempo di meditazione sulla Parola di Dio.

Katherine Carlyon Katherine Carlyon

II Domenica di Quaresima

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 17,1-9

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti».

Commento

Da piccolo d’estate, sdraiato sul tappeto morbido del prato dei nonni, guardavi le nuvole e vedevi, grazie ai raggi di sole, come quei batuffoli di zucchero filato prendevano una forma diversa: una pecora, un drago, una macchina, un cuore. Col tempo sei cresciuto e il tuo cuore inizia a desiderare di riuscire a vedere negli occhi delle persone amate la verità di loro stessi, quella forma del cuore che rivela l’unicità, la bellezza di un’anima. Tuttavia questo desiderio è un’impresa così difficile da attuare, da continuare e da fruttificare. È così difficile cercare e trovare la diottria giusta con cui guardare ogni anima, è così stancante, da farci cadere spesso nella tentazione di uniformare, classificare, racchiudere negli standard il mondo, perdendo la creatività, perdendo la ricerca, perdendo l’interesse, perdendo il desiderio di incontrare nella verità la realtà. San Carlo Acutis direbbe che a causa di questo compito così difficile, la persona rischia di far vivere e di viversi come una fotocopia e non come un originale, un unico, irripetibile, un dono. 

Il Vangelo di oggi ci parla proprio di questo lavoro di assestamento, la trasfigurazione o la “metamorfosi” indica un andare oltre la forma, un andare oltre l’apparenza da poter cogliere in fondo l’essenza delle cose, delle persone, di Cristo. Solo che in questo caso non si tratta di mettere a fuoco una cosa, ma è la Persona che cambia per poter essere messa a fuoco dal tuo occhio, dal tuo cuore ed essere compresa per quello che È.
Gesù prese con sé alcuni degli apostoli, li chiama. “Prima di essere quelli che hanno fatto della vita un dono, siamo coloro che hanno ricevuto un dono gratuito: il dono della gratuità dell’amore di Dio” (Papa Francesco). Li prende e li porta in disparte su un monte, luogo del silenzio, della preghiera, dell’intimità, luogo della rivelazione. Ed è lì che Gesù si trasfigura davanti a loro diventando bianco come la luce anzi, diventando la Luce del mondo (così come lo chiamiamo nella notte di Pasqua). Quella luce che illumina ogni uomo (Gv 1,9), che dà la salvezza vincendo contro le tenebre della morte, che svela ogni segreto del cuore e che è Via, Verità e Vita. 
Questo quadro luminoso fa vedere Gesù risorto, è un'anticipazione della Pasqua. La presenza di Mosè e di Elia mostrano come la Legge si compie e come la profezie si avverano in Gesù. E poi, la voce del Padre il quale, come un sigillo, conferma, afferma e riconosce Gesù come il Figlio, come Colui che porta la Buona Notizia, come colui che ci rivela il vero volto di Dio. 
All’udire e vedere tutto ciò i discepoli non possono che cadere con la faccia a terra, riconoscendo l’impossibilità di vedere Dio faccia a faccia. Cadere di faccia mostra anche come le certezze acquisite prima riguardante il Messia, quelle che li facevano stare in piedi, non reggono più di fronte alla novità che Gesù mostra di essere. 

Arrivato a questo punto, qualcuno si potrebbe chiedere “perchè tutto ciò?”. L’evangelista Matteo mette l’episodio della trasfigurazione tra due annunci della passione, dopo la professione di fede di Pietro e prima della condizione di diventare semplici come i bambini per entrare nel Regno di Dio. 

Gesù non si stanca mai di aiutare, accompagnare e far crescere il nostro cammino di fede, cammino che ha come meta il Regno e come via la strada della croce. Sa che non è facile percorrere la strada della croce e che abbiamo bisogno di qualche “pezzo di Paradiso” direbbe don Bosco. Ed è per questo che si fa vedere a Pietro, Giacomo e Giovanni, lo fa per rafforzare i loro piedi nel loro percorso di vita di fede.  

La quaresima ci invita continuamente alla conversione, a cambiare lo sguardo su Dio e a lasciarsi cambiare da Lui. Dio vuole incontrarci ancora oggi nelle persone e negli avvenimenti della vita per dirci ancora una volta: “alzati e non temere”, la tua meta è il Paradiso!

Versione app: 3.47.3 (81d28c00)