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Un laboratorio della fede a San Donà: 30 giovani riscoprono il Kerigma.

Dal 28 al 30 novembre, presso il soggiorno marino «Don Bosco» di Caorle, una trentina di persone, appartenenti a diverse realtà ecclesiali operanti sul nostro territorio, hanno partecipato al Corso «Nuova Vita», animato da alcuni giovani cattolici sandonatesi.


Un laboratorio della fede a San Donà: 30 giovani riscoprono il Kerigma.

da Iniziative in tour

del 04 dicembre 2008

Dal 28 al 30 novembre, presso il soggiorno marino «Don Bosco» di Caorle, una trentina di persone, appartenenti a diverse realtà ecclesiali operanti sul nostro territorio, hanno partecipato al Corso «Nuova Vita», animato da alcuni giovani cattolici sandonatesi.

Il corso era rivolto principalmente (ma non esclusivamente) agli educatori, ai catechisti, a coloro che si occupano della formazione nelle varie associazioni e che lavorano come catechisti e come operatori in realtà caritative, allo scopo di riscoprire il kerygma, il «cuore» della fede cristiana: Gesù morto e risorto, riconosciuto come unico Salvatore e Signore della propria vita. E allo scopo di portare, anche, l’esperienza vissuta nel loro ambiente di servizio con uno stile personale e proprio dell’associazione cui appartengono. La Scuola di Evangelizzazione Sant’Andrea propone queste verità di fede, come anche l’esperienza dell’amore di Dio, la caduta nel peccato, la vita nella comunità, attraverso una metodologia pratica, basata sulla predicazione da parte di laici, che coinvolge non solo l’intelletto, ma tutti i sensi della persona. Attraverso la visualizzazione, mediante semplici oggetti (una lampada, una brocca, una corona di carta) e disegni, e attraverso delle azioni che i partecipanti erano invitati a compiere, la ricezione della predicazione non era solo passiva, ma andava a coinvolgere la totalità della persona e colpiva al cuore, a volte fino alle lacrime.

Questo è lo scopo della Scuola Sant’Andrea e del corso «Nuova Vita» che la Scuola propone: far sperimentare la realtà del kerygma, della salvezza in Gesù, dell’amore di Dio, in modo da rendere il cristiano capace, a sua volta, di annunciare ad altri il Vangelo. “Non si tratta, dunque”, ci spiega Maria Grazia Baiano, direttrice di questo corso, “di alcune «giornate di studio», ma di un laboratorio in cui Dio può lavorare sul cuore dei partecipanti, in cui è data la possibilità di una rinascita concreta, di una «nuova vita», appunto”.

Questo corso è stato anche l’occasione per «abilitare» un’équipe locale, comprendente i diversi ministeri della predicazione, della musica e canto, del disegno, del materiale didattico, dell’accoglienza e dell’intercessione; un’équipe trasversale, che coinvolge membri di diverse associazioni (ADS, Scout, AC), catechisti e adulti e che lavora in collaborazione con la Chiesa locale e il Coordinamento di Pastorale Giovanile.

Positivi i commenti dei partecipanti: “Sono contento, anche se mi è costato un po’ venire qui”, dice Emanuele. “Mi hanno colpito i tanti giovani in cammino, il pianto degli altri, il silenzio dell’adorazione. Spero di avere la forza di rigenerarmi”. “Non so perché ho accettato di farlo”, confessa Giulia, “non pensavo di aver bisogno di cambiare e invece...”.

 

 

BOX

La Scuola di Evangelizzazione Sant’Andrea è stata fondata nel 1980 da José H. Prado Flores e Bill Finke in Messico e da Padre Emiliano Tardif della Repubblica Dominicana e comprende diverse Scuole in tutto il mondo che condividono obiettivi, metodologie e programmi di formazione e corsi riconosciuti dalla Santa Sede. Scopo della Scuola è rispondere all’invito di Gesù ad andare e predicare il Vangelo, la buona notizia della salvezza in Lui. Per far questo, la Scuola usa una propria metodologia per annunciare il kerygma e formare nuovi evangelizzatori e «formatori» che hanno vissuto in prima persona ciò che annunciano.

Abbiamo chiesto a Maria Grazia Baiano, napoletana, collaboratrice dell’équipe nazionale della Scuola, alcune considerazioni sull’esperienza sandonatese: “Ho trovato un’assemblea molto disponibile”, è il suo commento, “anche se non abituata alla metodologia della Scuola e a dare un annuncio di Gesù Cristo vivo. Ho visto, però, nascere nei partecipanti, e soprattutto nell’équipe locale, il desiderio di evangelizzare, di essere testimoni della propria esperienza della presenza di Gesù morto, risorto e glorificato. Il Corso ha dato semplicemente delle basi, dei mezzi per lavorare nelle proprie realtà parrocchiali”.

 

Marilisa Orlando

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