Tre domande al missionario

Nome: Francesco Ferron, Anna Fogarollo con Rachele, Mattia e Nicolò 
Provenienza: Francesco Verona, Anna Padova, Rachele nata a Negrar (VR), Mattia e Nicolò nati a Loja (Ecuador)
Terra di missione: Celen, Sud della Sierra Ecuatoriana


Nome: don Filippo Perin
Provenienza: Pordenone
Terra di missione: Etiopia


Nome: Giuseppe Miele
Provenienza: Veneto
Terra di missione: Madagascar


Nome: Fabrizio Iacuzzi
Provenienza: Udine
Terra di missione: Moldavia

 

Intervista

1. Come vi presentereste a chi non vi conosce?

Famiglia

Siamo sposati dal 2018. Ci siamo conosciuti dentro il movimento “Operazione Mato Grosso”, partecipando ai vari campi di lavoro che vengono organizzati per sostenere economicamente le nostre missioni in Ecuador, Brasile, Bolivia e Perù. Da Ottobre 2019 operiamo come volontari a Celen, Ecuador, in ambito sociale, sanitario e soprattutto educativo. Abbiamo aperto una scuola superiore maschile, dove 14 ragazzi provenienti da situazioni difficili e delicate, possono studiare gratuitamente. Il titolo che otterranno è Agrario. La nostra è una “Casa don Bosco”: da lunedì a sabato i ragazzi vivono con noi, ricevendo una educazione salesiana, cioè imparare ad essere buoni cristiani e onesti cittadini.
Un’avventura che ci occuperà almeno altri 6 anni della nostra vita!
Grazie agli amici dell'Operazione Mato Grosso e il loro sostegno spirituale ed economico, possiamo fare davvero tanto per questa gente meno fortunata di noi.

Don Filippo Perin

Ciao, sono Don Filippo Perin, o ABBA Filippo. Sono missionario in Etiopía da quasi vent’anni, nel confine con il Sud Sudan, tra la popolazione Nuer in mezzo alla savana.

Giuseppe Miele

Persona entusiasta del suo essere salesiano, prete e missionario.  
Niente di speciale o eroico, ma solo il volere essere a disposizione dei giovani e della gente per aiutarli a crescere e a costruirsi un avvenire.

Fabrizio Iacuzzi

Ciao, mi chiamo don Fabrizio Iacuzzi, ho 55 anni, da 4 anni sono in Moldavia, ci sono arrivato ‘a causa’ della guerra (per dare una mano ai salesiani durante l’emergenza profughi) e ci sono rimasto per passione di questa terra. Mi piace parlare del Vangelo soprattutto ai giovani e trovo la mia realizzazione nel ruolo di educatore salesiano.

2. Per voi "Missione" è...

Famiglia

Per noi Missione è una scelta di vita che puoi realizzare in Italia come all'estero. È un IDEALE, uno stile, un modo diverso di vedere il Mondo, di relazionarti con gli altri. Come marito, moglie e genitori è aprire le porte della nostra famiglia ai bisogni degli altri e vedere i nostri figli crescere e giocare con altri bambini al di là delle differenze sociali. Siamo tutti uguali. 
Missione è cambiare dentro, conoscere te stesso, accettare quello che sei, ma anche cercare di superare i tuoi limiti e provare a mettere da parte l'egoismo che tanto ci logora l'animo.
Missione è donare, è fidarsi di Qualcuno di più grande di te che ti indica un cammino verso il prossimo, lasciando ad un lato il superfluo.
Missione è sognare.
Missione è rompere gli schemi, è ribaltare il mondo!

Don Filippo Perin

La missione è quel posto dove il Signore Gesù ti chiama a vivere. Lui mi ha invitato a seguirlo qua in Etiopia, nel più bel posto del mondo, e mi ha detto: “ora costruisci insieme alla gente la mia Chiesa”.

Giuseppe Miele

Missione per me è imparare a mettermi insieme ad altre persone (con tradizioni, cultura, lingua... diversi) e camminare verso una meta che soddisferà tutti.
Un cammino aspro e faticoso che richiede una forza interna che non viene da me, ma dal Dio in cui credo e che voglio far conoscere e amare.
Un cammino che fatto insieme ai miei giovani, mi da la gioia del condividere e del partecipare.
Un cammino che a volte fa soffrire, ma che non cambierei mai e sarei pronto a rifare dall’inizio.

Fabrizio Iacuzzi

Ho sempre vissuto il mio apostolato come una ‘missione’; ho sempre pensato che ovunque siamo in missione, ovunque il Vangelo deve ancora (o di nuovo) arrivare, ovunque c’è una famiglia da aiutare, un ragazzo da accogliere, un bisogno da soddisfare. Gli unici limiti sono la cultura e la lingua che non sono sempre facili da ‘apprendere’ e ‘comprendere’, ma quando cominciano a farle tue allora diventano una ricchezza, un tesoro da custodire.

3. In Magnifica Humanitas Papa Leone scrive: «Anche nelle notti più buie, il Signore suscita uomini e donne capaci di non rassegnarsi e di perseverare nel bene: persone che proteggono i fragili e aprono varchi di riconciliazione. I cristiani vedono le tenebre e le chiamano per nome, ma non restano fermi a contemplarle: conoscono la luce e sanno che le tenebre non l’hanno accolta e non possono vincerla (cfr Gv 1,5).» (paragrafo 211)
Ti chiediamo in base alla tua esperienza missionaria, un breve commento. Che cosa questo passo ti suggerisce e come potrebbe provocare i giovani

Famiglia

Cari ragazzi, c'è qualcosa di grande per cui vale la pena vivere. Fidatevi delle persone buone, di chi ha a cuore la vostra vita. Da soli si fa gran poco… Sognate, vivete un ideale forte, non lasciatevi addormentare dalla nostra società, dai social, dalla carriera, dalle ansie… Siate voi stessi. Ognuno ha tanto bene dentro al cuore… Non tenetelo solo per voi. Regalatelo, siate gratuiti. Non bisogna fare per ricevere e basta… Regala senza pretendere nulla in cambio… lasciatevi travolgere da un ideale buono.

Don Filippo Perin

Quando ti invitano ad un banchetto, vai a metterti all’ultimo posto, é questa una frase di Gesù, Lui ha preso l’ultimo posto per noi, anche noi missionari prendiamo l’ultimo posto nel mondo, dove c’è tenebra, povertà, guerra, ingiustizia… per far brillare quella luce che il Signore ci ha dato.

Giuseppe Miele

Quello che ho scritto prima riflette la mia esperienza missionaria: una persona non incantata o al di fuori della realtà, una persona che sa soffrire perchè sa che il raccolto non dipende da me, una persona che si affida alla provvidenza e all’amore di Dio per essere tra i miei giovani e la mia gente un raggio di sole e di speranza nelle immense difficoltà della loro vita.   Una persona che nonostante tutti i miei difetti, credo che Dio è più forte delle mie debolezze e vince il male rischiarando attorno a me la strada da percorrere con la mia gente verso la vera luce.

Fabrizio Iacuzzi

In questi anni in Moldavia sto sperimentando la ‘grazia’ di avvicinarmi alle necessità dei più ragazzi più fragili; sento nel cuore la sollecitudine a trovare soluzioni ai problemi che incontriamo nella nostra realtà e mi piace che le soluzioni che riusciamo a realizzare abbiano sempre la caratteristica della concretezza e della semplicità. Proprio come quando ai suoi ‘orfani’ don Bosco insegnava il mestiere del sarto, del calzolaio o del falegname.

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