Commento al Vangelo

Testimoni

Il Vangelo commentato dai giovani e dai salesiani. Prenditi un tempo di meditazione sulla Parola di Dio.


Pentecoste

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 15,26-27; 16,12-15


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Commento

Domenica di Pentecoste: liturgicamente è la conclusione del tempo pasquale e ritorno al tempo ordinario. Mi piacciono molto questi due tempi liturgici, in particolare l’ultimo: testimoniare Dio nell’ordinarietà, nelle cose di ogni giorno, anche noiose. Mi viene in mente Eugenio Montale, che voleva trovare negli oggetti più inaspettati, come la pianta dei limoni, il varco per assaporare a pieno la vita.

Il Vangelo di oggi si divide in due parti. Nella prima mi colpisce la parola testimonianza. Gesù ci dà un compito non da poco. Lui stesso ha dato testimonianza del Padre. Ogni aspetto della nostra vita comunica ciò che Gesù ci ha promesso: il Paradiso. Andando in giro a cercare informazioni sulla parola “testimonianza”, mi è capitata una frase di Brunetto Latini, maestro di Dante: “Se fai testimonianza/sia piena di leanza”. Per testimoniare, occorre essere leali, cioè veri, prima di tutto con se stessi. Come facciamo a testimoniare Gesù ai nostri ragazzi, se non lo abbiamo incontrato, se non abbiamo fatto esperienza di Lui se non superficialmente, limitandosi all'emozione di un attimo? è faticoso testimoniare, soprattutto quando si accompagna qualcuno. San Francesco diceva ai suoi di predicare tanto, a volte con le parole. I nostri gesti educano e portano testimonianza di Dio, a volte più delle parole. Se agiamo in modo sbagliato, chi accompagnamo penserà che sia il modo giusto di vivere un determinato ambito.

Di fronte a questa montagna da scalare per noi fragili persone, il Buon Dio mica ci lascia soli. Qui interviene la seconda parte del Vangelo di oggi: “Quando verrà lui, lo Spirito della verità”. Gesù ci manda il Paràclito, lo Spirito Santo, che lui stesso dà testimonianza del Padre e del Figlio. Un giorno un sacerdote mi disse di invocare spesso lo Spirito Santo, anche nei momenti più quotidiani. Basta una giaculatoria.

In sostanza, per essere testimoni di Dio, dell’incontro con Lui, non possiamo farlo da soli. Il Signore conosce bene i suoi figli (e noi quanto ci conosciamo?), e sa che arriviamo fino ad un punto, poi non ci resta che abbandonarci a Lui.

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