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Sussidio on-line GMG2005: 15° PASSO “Straordinaria allegrezza... ... che non vo...

Ai tre discepoli Dio si è manifestato come Trinità: il Figlio come “luce del mondo”, il Padre come voce, lo Spirito come nube, come presenza di Dio avvolgente e inafferrabile. Proprio perché Dio è comunione, anche noi possiamo entrare in comunione con lui. Una vicinanza con Dio come quella in cui sperano i cristiani non è mai stata immaginata da nessuna religione. Che fosse possibile, poteva rivelarlo solo Dio. “Dio si è fatto uomo affinché l'uomo diventi Dio”, hanno detto in tanti nei primi secoli del cristianesimo.


Sussidio on-line GMG2005: 15° PASSO “Straordinaria allegrezza... ... che non vorremmo più venir via”

da GxG Magazine

del 18 luglio 2005

QUINDICESIMO PASSO

“Straordinaria allegrezza... ßà... che non vorremmo più venir via”

 

1 - Prendi e mangia

 

È successo a Pietro, Giacomo e Giovanni

Marco 9,1-10

E diceva loro: «In verità vi dico: vi sono alcuni qui presenti, che non morranno senza aver visto il regno di Dio venire con potenza».

Dopo sei giorni, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò sopra un monte alto, in un luogo appartato, loro soli. Si trasfigurò davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e discorrevano con Gesù. Prendendo allora la parola, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia!». Non sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento. Poi si formò una nube che li avvolse nell'ombra e uscì una voce dalla nube: «Questi è il Figlio mio prediletto; ascoltatelo!». E subito guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo con loro.

Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell'uomo fosse risuscitato dai morti. Ed essi tennero per sé la cosa, domandandosi però che cosa volesse dire risuscitare dai morti.

 

Vangelo di Marco, Bibbia, Nuovo testamento. Scritto nella seconda metà del I° secolo.

La festa della Trasfigurazione è importantissima soprattutto per i cristiani ortodossi.

Voglio vedere Dio!

Da bambini ci è forse successo di esprimere questo desiderio. Che non è infantile. Una fede adulta non si accontenta di credere ad una dottrina, o di motivare dei comportamenti buoni. Aspira ad una unione profonda e totale con Dio, che coinvolga tutto il nostro essere. Per essere pienamente felici.

 

2 – Per riflettere

Ai tre discepoli Dio si è manifestato come Trinità: il Figlio come “luce del mondo”, il Padre come voce, lo Spirito come nube, come presenza di Dio avvolgente e inafferrabile. Proprio perché Dio è comunione, anche noi possiamo entrare in comunione con lui. Una vicinanza con Dio come quella in cui sperano i cristiani non è mai stata immaginata da nessuna religione. Che fosse possibile, poteva rivelarlo solo Dio. “Dio si è fatto uomo affinché l’uomo diventi Dio”, hanno detto in tanti nei primi secoli del cristianesimo.

·         Quanto siamo consapevoli della profondità del messaggio cristiano?

·         Ci capita di assaporare qualche briciola dell’orizzonte di gioia immensa verso cui stiamo camminando?

 

3 - È successo anche a….

Hetty Hillesum (1914-1943)

Morì nel campo di concentramento di Auschwitz il 30 Novembre 1943. 'Il cuore pensante della baracca', come lei stessa amava definirsi, scrive le frasi seguenti nel suo diario quando è già iniziata la persecuzione degli ebrei.

 

“Una volta che si comincia a camminare con Dio, si continua semplicemente a camminare e la vita diventa un'unica, lunga passeggiata.'

 

'D'un tratto avevo avuto la sensazione di non essere sola ma “in due”: come se fossi composta di due persone che si stringessero affettuosamente e che stessero bene così, al caldo. Un forte contatto con me stessa e perciò un buon caldo dentro, un senso di autosufficienza.”

 

'Dentro di me c'è una sorgente molto profonda. E in quella sorgente c'è Dio. A volte riesco a raggiungerla, più sovente essa è coperta di pietre e sabbia: allora Dio è sepolto. Allora bisogna dissotterrarlo di nuovo.'

 

'Un barlume di eternità filtra sempre più nelle mie più piccole azioni e percezioni quotidiane. Io non sono sola nella mia stanchezza, malattia, tristezza o paura, ma sono insieme con milioni di persone, di tanti secoli: anche questo fa parte della vita che è pur bella e ricca di significato nella sua assurdità, se vi si fa posto per tutto e se la si sente come un'unità indivisibile.”

 

'E questo probabilmente esprime il mio amore per la vita: io riposo in me stessa. E quella parte di me, la parte più profonda e la più ricca in cui riposo è ciò che io chiamo Dio.'

 

'La vita e la morte, il dolore e la gioia, le vesciche ai piedi estenuati dal camminare e il gelsomino dietro la casa, le persecuzioni, le innumerevoli atrocità, tutto, tutto è in me come un unico, potente insieme, e come tale lo accetto e comincio a capirlo sempre meglio - così, per me stessa, senza riuscire ancora a spiegarlo agli altri.”

 

“Mi hai resa così ricca, mio Dio, lasciami anche dispensare agli altri a piene mani. La mia vita è diventata un colloquio ininterrotto con te, mio Dio, un unico grande colloquio. A volte, quando me ne sto in un angolino del campo, i miei piedi piantati sulla tua terra, i miei occhi rivolti al cielo, le lacrime mi scorrono sulla faccia, lacrime che sgorgano da una profonda emozione e riconoscenza. Anche di sera, quando sono coricata nel mio letto e riposo in te, mio Dio, lacrime di riconoscenza mi scorrono sulla faccia e questa è la mia preghiera.” (Scritto nel campo di internamento di Westerbork)  

 

Breve biografia di Hetty Hillesum

La radicalità è elemento essenziale all'esperienza mistica, e la testimonianza di Hetty Hillesum, ebrea autrice dell'intenso diario scritto alla vigilia della deportazione, ne è la prova tangibile.

La scoperta di Dio dentro di sè, l'avvio del dialogo intimissimo con Lui, non solo perdura e resiste ma anzi si intensifica durante l'esperienza più drammaticamente assurda ed insensata che l'umanità abbia conosciuto: il genocidio.

Hetty nasce il 15 Gennaio 1914 a Middelburg in Olanda, in una famiglia della borghesia intellettuale ebraica. Il padre, Louis, era insegnante di lingue classiche e poi preside del ginnasio municipale di Deventer; Rebecca Bernstein, la madre, ebrea russa rifugiata in Olanda, era una donna 'caotica e passionale'. I due fratelli di Hetty, Misha e Jaap, erano eccezionalmente dotati l'uno nel campo della musica e l'altro nelle scienze. Hetty era 'una ragazza brillante, intensa che aveva la passione della lettura e degli studi di filosofia' ed una notevole predisposizione per la scrittura.

Ad Amsterdam prese la prima laurea in giurisprudenza, si iscrisse alla facoltà di lingue slave, interessandosi anche agli studi di psicologia e dando lezioni di russo. Leggeva con passione Jung, Rilke, Dostoevskij, mentre all'università entrava in contatto con la resistenza studentesca di sinistra. Nel Gennaio 1941 conobbe Julius Spier, psicologo, una personalità carismatica che colpì e stimolò Hetty che fu sua paziente e assistente e poi amante e compagna intellettuale.

Quest'incontro segnò il via all'evoluzione della sua sensibilità in direzione sempre più marcatamente spirituale (sebbene laica e aconfessionale), come testimonia nel suo diario, 'alla ricerca dell'essenziale e del veramente umano'. Lavorò per un breve periodo in una sezione del Consiglio Ebraico di Amsterdam e quasi subito chiese il trasferimento a Westerbork, il campo di 'smistamento' dove transitarono migliaia di ebrei olandesi in attesa di deportazione.

Lavorò nell'ospedale del campo - con alcuni rientri ad Amsterdam - dall'agosto 1942 al 7 settembre 1943, data in cui Hetty, suo padre, sua madre e Misha furono caricati sul treno dei deportati diretto in Polonia. Morì ad Auschwitz il 30 Novembre 1943.

Quando Hetty iniziò la stesura del diario la guerra era nel pieno del suo svolgimento, e il cerchio cominciava a stringersi intorno agli ebrei olandesi: erano costretti a brutali restrizioni, radunati nel ghetto di Amsterdam, poi inviati nei campi di 'smistamento' in un'attesa più o meno lunga di deportazione nei campi di sterminio. H, Hillesum, Diario 1941-1943, Adelphi.

Servizio Nazionale Pastorale Giovanile

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