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Sussidio liturgico e pastorale CEI Quaresima e Pasqua 2008

Pubblichiamo il sussidio liturgico e pastorale per il tempo di Quaresima e per la Paqua 2008 della CEI. Ogni settimana In occasione della domenica, verrà pubblicata la riflessione corrispondente.


Sussidio liturgico e pastorale CEI Quaresima e Pasqua 2008

da Teologo Borèl

del 08 febbraio 2008

INTRODUZIONE

 

«Rigenerati per una speranza viva» (1Pt 1,3) testimoni del grande “sì” di Dio all’uomo.

 

Sempre più spesso, negli ultimi anni, la Chiesa italiana ha posto al centro della sua riflessione il mandato del Risorto ad essere suoi testimoni. Siamo infatti «convinti che compito primario della Chiesa sia testimoniare la gioia e la speranza originate dalla fede nel Signore Gesù Cristo, vivendo nella compagnia degli uomini, in piena solidarietà con loro, soprattutto con i più deboli» (CEI, Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia, 1).

 

Il quarto Convegno ecclesiale, celebrato a Verona nell’autunno 2006, ci ha confermati in questa direzione, ricordando che la testimonianza è la via privilegiata della missione oggi. Una testimonianza che intende essere «umile e appassionata, radicata in una spiritualità profonda e culturalmente attrezzata, specchio dell’unità inscindibile tra una fede amica dell’intelligenza e un amore che si fa servizio generoso e gratuito» (CEI, “Rigenerati per una speranza viva” (1Pt 1,3): testimoni del “grande sì” di Dio all’uomo, 11).

 

La vita delle nostre comunità necessita di essere penetrata da un grande respiro di speranza, di tensione costruttiva al futuro che Dio vuole regalare alla nostra umanità anche attraverso noi, discepoli del suo Figlio. Si tratta, quindi, di educarci alla speranza, di mostrarne le «ragioni» (1Pt 3,15) e di ideare e sperimentare le modalità concrete mediante le quali il vissuto cristiano, personale e comunitario, si comunica come testimonianza di speranza.

 

Il nostro compito, nei molteplici ambiti dell’evangelizzazione, è di mostrare che al centro del cristianesimo c’è un logos, una parola che diviene la nostra “via” e “vita”. Quando ci imbattiamo in un gruppo di credenti, desideriamo in primo luogo essere accolti e ascoltati. Il primato della carità è senza dubbio ciò che più incontra l’intimo desiderio dell’uomo: essere amato ed amare. Questa accoglienza si prolunga e si afferma quando alla persona viene offerto il riposo e il nutrimento. Ma dove trovare riposo? Non un riposo inerte, ma un riposo e un nutrimento orientati a riprendere le forze per ricominciare il cammino e il lavoro?

 

Riposo e nutrimento il cristiano li trova nelle sue radici, nel vedere la verità della sua fede, per abbandonarvisi ancora una volta e sempre di più.

Il sussidio per la Quaresima e la Pasqua 2008 vuole servire a questo scopo. La gente, infatti, credenti e non-credenti, desidera essere messa a contatto con un nutrimento solido, con una parola che sia proposta come sensata e degna di fiducia, che si dona per arricchire e orientare le nostre vite.

 

Nei tempi liturgici di Quaresima e di Pasqua noi facciamo memoria della testimonianza suprema di Gesù. A Lui affidiamo la nostra. Infatti, affinché di Lui possiamo essere testimoni, abbiamo bisogno di rivivere la sua testimonianza, in maniera tale da esserne attraversati e così di essere capaci di riattualizzarla. A questo, ancora una volta, mira il presente sussidio.

 

Giuseppe Betori Segretario Generale della CEI.

 

 

  

Di me sarete Testimoni (At 1,8)

 

All’inizio del libro degli Atti degli Apostoli (1,8), Gesù risorto appare ai discepoli e li invia, con la forza dello Spirito che essi riceveranno, come suoi testimoni sino ai confini del mondo. È il compimento di tutto il mistero pasquale e l’inizio del tempo della Chiesa, chiamata ad essere segno della presenza del Signore.

 

Alla luce di questo sbocco, l’itinerario quaresimale appare come un momento di purificazione e rinnovamento della fede attraverso la sequela di quel Cristo che percorre il suo itinerario sino alla morte di croce. Così il credente, morto con Lui, risorge con Lui nel tempo pasquale ed è, come i primi annunciatori della risurrezione, immediatamente messo in movimento dal Risorto.

 

Come gli apostoli attestano la morte e risurrezione di Gesù, svelandone il significato salvifico per ogni uomo, allo stesso modo i cristiani sono costituiti testimoni qualificati del Signore risorto. Non potranno limitarsi a vivere nel privato la loro fede, ma dovranno renderla manifesta a tutti coloro che incontreranno. La loro testimonianza non sarà uno schieramento impersonale i fatti, ma un’attestazione personale, contraddistinta da un impegno pieno per la verità da essi presentata.

 

Proprio per questo il termine usato nel Nuovo Testamento per «testimone» è quello di martys, il quale in seguito indicherà, in maniera specifica, colui che arriva a sacrificare la propria esistenza a motivo dell’annuncio di Cristo. Infatti, come Gesù afferma (cfr. Gv 15,13), non è possibile dare la vita per un’idea o per un sistema, ma soltanto per una persona.

 

Il Figlio stesso è il testimone e l’inviato del Padre che manda i discepoli, dopo averli uniti a sé e aver loro donato lo Spirito, a continuare la sua missione (cfr. Gv 20,21-23). Dunque il credente affronta l’itinerario quaresimale per rinsaldare il suo legame con la persona di Cristo, legando a lui tutto il proprio cammino, mentre nel tempo pasquale si apre alla testimonianza per far conoscere agli altri il Signore morto e risorto che lo ha inesorabilmente segnato e per il quale egli ormai vive.

 

 

 

 

Conferenza Episcopale Italiana

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