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SOLENNITÀ DEL SACRO CUORE DI GESÙ

Perché il cuore? Credo che ci siamo imbattuti tutti in un “cuore trafitto” disegnato su una parete di una via o sulla panchina di un parco o... Qualche innamorato voleva dire a voce alta il suo ‚Äòamore' per la persona cara e ha disegnato... un cuore! Nella nostra cultura è considerato la sede dei sentimenti ma soprattutto dell' amore.


SOLENNITÀ DEL SACRO CUORE DI GESÙ

da Teologo Borèl

del 19 giugno 2009Letture:    Osea 11, 1-9              Efesini 3, 8-19          Giovanni 19, 31-37

 

 

Perché il cuore? Credo che ci siamo imbattuti tutti in un “cuore trafitto” disegnato su una parete di una via o sulla panchina di un parco o … Qualche innamorato voleva dire a voce alta il suo ‘amore’ per la persona cara e ha disegnato … un cuore! Nella nostra cultura è considerato la sede dei sentimenti (paura, gioia, dolore, trepidazione, entusiasmo, …) ma soprattutto dell’ amore.  Due cuori e una capanna, si diceva un tempo.

 

1. Gesù in quanto uomo ha un cuore: i fantasmi fanno pura, ma non provano paura, non si innamorano… I Vangeli ci parlano invece in continuazione dei sentimenti di Gesù. Che bello leggere i testi sacri da questo punto di vista, con questa curiosità: scoprire i sentimenti del cuore di Gesù, la ricchezza del suo essere uomo come noi: la sua tenerezza, la sua paura, il suo dolore fino alle lacrime, la sua gioia, la sua compassione, il suo amore…. È Gesù stesso che ci parla dei suoi sentimenti quando racconta la parabole!  E se pensi che Lui è Dio, devi concludere che Dio ha un cuore pulsante, ricco di misericordia, di bontà, di pazienza, di tenerezza, di amore!  “Quale Dio è come il nostro Dio?” si chiedeva già il salmista …

 

2. Il tuo cuore è costruito sulla falsariga di quello di Dio! “Dio è AMORE” e il tuo cuore è fatto per amare ed essere amato, che è appagato quando ama e quando è ricambiato. Nel dono dato e ricevuto c’è la gioia! Tu sei stato creato/a per amare! per fare felice qualcuno amandolo, regalandogli un pezzo della tua vita. “Da quando ho scoperto di essere amata, mi sembra di volare e … di dare i numeri!” scriveva Paoletta di 23 anni.

L’amore però fa anche soffrire! La freccia che attraversa il cuore dell’innamorato sta a indicare che l’amore ha un prezzo e costa.  Quanta sofferenza oggi là dove ci aspetteremmo di trovare bellezza    e gioia: inquinamento dell’amore, falsità, gioco sui sentimenti, rotture, tradimenti, fine della storia…

 

3. Il cuore di Gesù: non è stato trafitto da Cupido, ma è stato squarciato dalla lancia dei nostri peccati, della nostra irriconoscenza e indifferenza, viltà e tradimento. Celebrare allora la festa del Sacro Cuore di Gesù vuol dire

q           riconoscere l’amore di Dio in Gesù per ogni creatura. Quando si intuisce e si prende sul serio l’amore di Dio si diventa santi. Nei giorni scorsi ho riletto la vita di Charles de Foucauld: questo giovane militare, dalla vita “allegra”, quando scopre Gesù, il suo amore che arriva al punto da scegliere l’ultimo posto… lascia tutto e consacra tutta la sua vita al silenzio, alla preghiera e all’amore degli ultimi. Dio ama te! accogli questa verità nel tuo cuore, senza aggiungere subito dei “però”, con un lungo elenco di cose che secondo te non vanno.  E ricorda che Dio ti ama da Dio!  non come un amico qualunque!

q           riconoscere il peccato come negazione di amore, come barriera dell’amore. Lui ha pagato per te e per me a caro prezzo! Ogni confessione è essere perdonati grazie al suo sangue versato per noi.

La festa del Sacro Cuore di Gesù è l’ultima solennità dell’anno riguardante il Signore. Non ci sono più altre feste fino a Natale, con l’inizio del nuovo anno liturgico, quasi a dirci che tutto si riassume e si concentra nella Croce, “stoltezza per i pagani, ma per noi sapienza e potenza di Dio!”  Si capisce allora quello che dice san Paolo: “Non voglio più conoscere altro se non Cristo e questi Crocifisso!”

Nel Crocifisso si invera quanto Gesù aveva detto all’ultima cena: “Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi… “  e “avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine”, fino al colpo di lancia che gli trafisse il cuore, dal quale sgorgarono sangue ed acqua.

 

La devozione al cuore di Gesù prende forma grazie a Suor Margherita-Maria Alacoque, santa religiosa  Visitandina (di S. Francesco di Sales!) di Paray-le-Monial attorno agli anni 1680. Gesù le appare molte volte e le mostra il suo cuore ardente d’amore per il mondo, quel cuore “così poco ricambiato in amore!”

Nel 1930 un’altra suora, Faustina Kowalska, beatificata da Giovanni Paolo II nel 2000, diffonde la devozione al cuore di Gesù, fonte della misericordia. Verrà istituita anche la festa della misericordia (1° domenica dopo Pasqua). Scrive sr Faustina, riportando le parole di Gesù: “Le dighe della mia Misericordia sono aperte. Io rovescio un oceano di grazia nella anime che si accosteranno alla sorgente della mia Misericordia.”  L’invito a ripetere spesso: “Sacro cuore di Gesù, confido in te”

 

Venerdì, 19 giugno, prenderà il via anche l’anno sacerdotale, proposto dal Papa per la santificazione dei sacerdoti. Certo: riguarderà soprattutto i sacerdoti, ma siamo tutti “sacerdoti”, ci ha ricordato il Concilio Vaticano II, per cui riguarda anche te! Anche tu puoi dire in verità:

v         Io sono Gesù!

v         Io sono un buon Pastore

v         Sono venuto a dare la vita

v         ………………………………

 

Queste righe le ho scritte per te stando davanti a Gesù, nel silenzio di Tamié.

Te le consegno per le vacanze con un invito: il cuore di Gesù lo incontri soprattutto nell’Eucarestia ricevuta e adorata. Non tralasciare l’Eucarestia, almeno domenicale, e se puoi in vacanza va’ a messa più spesso; regàlati del tempo per stare in adorazione davanti a Gesù: a poco a poco i suoi sentimenti, il suo modo di amare diventeranno parte del tuo cuore!  Non essere avaro/a durante questa estate con Gesù!

 

Ti lascio in compagnia di una stupenda pagina di Charles de Foucauld. La scrive nel periodo che vive a Nazareth come umile giardiniere in un convento di Clarisse:

 

“Mio Gesù, voi siete nella santa Eucaristia. Voi siete là, a un metro da me in questo tabernacolo. Il vostro corpo, la vostra anima… tutto il vostro essere è là. Come siete vicino, mio Dio. Non eravate più vicino alla santa Vergine nei 9 mesi che vi portò nel suo grembo di quanto siete vicino a me quando venite sulla mia lingua nella santa Comunione!. Non eravate più vicino alla santa Vergine o a san Giuseppe nella grotta di Betlemme, nella casa di Nazareth, nella fuga in Egitto… di quanto lo siete ora in questo tabernacolo! […] Baciare i luoghi che voi avete santificato durante la vostra vita mortale, le pietre del Getzemani e del Calvario, il suolo della Via Dolorosa… è cosa dolce e pia; ma preferire quelle al vostro tabernacolo è lasciare Gesù vivo al mio fianco, lasciarlo solo, andarmene  a venerare pietre morte dove Lui non c’è, è lasciare la camera dove lui è e la sua divina compagnia per andare a baciare la terra di una camera dove lui fu, ma dove non c’è più. Lasciare il tabernacolo per andare a venerare delle statue è lasciare Gesù vivo vicino a me e andare in un’altra camera a salutare il suo ritratto! 

Quando si ama non si trova perfettamente impiegato il tempo passato presso l’amato? Non è il tempo meglio speso?

Non perdere mai una comunione per colpa tua! Una comunione è più della vita, più di tutti i beni del mondo, dell’universo intero, è Dio stesso, è Gesù! “

 

don Gianni Ghiglione

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