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Sobrietà per essere liberi (Mt 21, 23-27) SERIE: D'amore si muore, di speranza s...

Non è sempre facile portare la vita all'essenziale. Nasciamo nudi e senza difesa... ma riempiamo la vita di tutto e di più... Il periodo che stiamo vivendo sembra il più indicato per caricarci dell'inutile: c'è un meccanismo perverso che ci stritola... Ne scade la nostra qualità della vita che si appesantisce... Nel cuore di questo periodo di luci e consumi si iscrive la figura di Giovanni Battista...


Sobrietà per essere liberi (Mt 21, 23-27) SERIE: D'amore si muore, di speranza si vive

da L'autore

del 10 dicembre 2005

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Non è sempre facile riportare la vita all'essenziale. Nasciamo nudi senza difesa, torniamo alla terra senza poterci attaccare a niente, ma riempiamo bene la nostra di tutto e di più durante il nostro percorso che ci auguriamo il più lungo possibile. Il periodo che stiamo vivendo sembra il più indicato per caricarci dell'inutile. C'è un meccanismo perverso che ci stritola: occorre consumare di più per aiutare la produzione a decollare, produrre di più è lavoro, lavoro è sicurezza e possibilità di comperare e il cerchio sembrerebbe chiuso se non ne scadesse la nostra qualità della vita che ingrassa troppo in tutti i sensi e si appesantisse in maniera insopportabile e se non dessimo un altro colpo mortale al creato che non sopporta di essere continuamente depredato senza scampo. Nel cuore di questo periodo di luci e di consumo, ma di grande attesa e di tensione positiva si inscrive, forse per qualcuno fastidioso, ma sicuramente controcorrente, la figura di Giovanni il battista. Per noi il Battista è nome ben definito, autentico, non indicativo di ruolo o missione o per lo meno, lavoro e compito. Invece significava soltanto e unicamente un'azione controcorrente: battezzatore. Me l'immagino presentarsi così: gente, non siete stufi di tutti gli orpelli con cui vi state ingessando la vita?

Non vi pare che a furia di fondo tinta, di casual, che sembrano il massimo della semplicità e invece c'è gente impiegata a fare gli strappi e i buchi in punti strategici, di piercing e di brillantini che fanno della vostra testa un busto da museo diocesano, non riusciate più ad essere voi stessi? Non vi sembra di lavorare più per la maschera che per voi stessi? Non riuscite più a far pace con voi stessi e vi riempite di cose.

Venite un po' nel deserto dove abito io, vestito di peli di cammello, un po' troppo rozzo forse, ma vivo perché mi devo continuamente grattare. Toglietevi tutto e buttatevi in quest'acqua rigeneratrice. Come quel liquido amniotico del ventre di nostra madre. Verrà dopo di me chi vi riempirà la vita. Ridate allo Spirito il suo posto, che tentate sempre di nascondere cancellare. Dio si attende nella sobrietà e nella essenzialità.

È una speranza che vi riempie da solo la vita.

Ma dove la trovo?

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