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Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso...

La chiamata del Cristo conduce il discepolo sulla via della croce, ma non lo lascia solo... Quando il dolore fa irruzione nella nostra esistenza, ci chiediamo: 'Perché proprio io?' Magari cerchiamo un senso a quanto ci capita e abbiamo l'impressione che nessuno ci comprenda...


Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso...

da Teologo Borèl

del 28 agosto 2005

Il Vangelo è la continuazione del Vangelo di domenica scorsa. Dopo la bellissima proclamazione di fede di Pietro che viene istituito capo della Chiesa e al quale vengono consegnate le chiavi del regno, Gesù comincia a manifestare il segreto più intimo della sua vita: comincia a dire agli apostoli, ai suoi intimi che dovrà andare a Gerusalemme e lì soffrire molto. Pietro è il primo che rimane scandalizzato, ed essendo ormai il 'capo', prende Gesù in disparte per rimproverarlo. La reazione di Gesù è violenta: 'Lungi da me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini'. Il fatto sembra proprio accaduto. E' difficile infatti supporre che la comunità primitiva abbia inventato un simile rimprovero.

Ma allora Pietro cosa aveva capito di Gesù? Probabilmente egli aveva sì capito che era il messia, il Figlio di Dio, ma che questi doveva venire nello splendore della regalità, come il liberatore d'Israele inviato per adempiere le promesse del Dio dei Padri e spezzare l'umiliazione presente, del giogo straniero.

Gesù invece presenta di sé un'immagine scandalosa, innacettabile! Gesù sconvolge gli schemi delle nostre attese! Gesù mette in discussione le nostre certezze e, scuote dalle fondamenta il precario ordine esistente. Egli sconvolge implacabilmente tutti i modi umani di parlare di lui, tutti i tentativi di catturarlo nelle maglie del nostro pensiero. 'Se vogliamo sapere chi è Dio, dobbiamo inginocchiarci ai piedi della croce' (J. Moltmann).

La risposta di fede alla domanda su Cristo è solo l'inizio di uno stile di vita che si consuma oggi fra le contraddizioni inaudite del presente. Allora non è un caso che, proprio immediatamente dopo la domanda posta a Pietro e il dialogo con lui, Gesù dica: 'Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà'.

La chiamata del Cristo conduce il discepolo sulla via della croce, ma non lo lascia solo... Quando il dolore fa irruzione nella nostra esistenza, ci chiediamo: 'Perché proprio io?' Magari cerchiamo un senso a quanto ci capita e abbiamo l'impressione che nessuno ci comprenda... Eppure non siamo soli: Gesù è accanto a noi per rispondere alle nostre domande, e lui sa bene cosa dirci, perché ha provato il massimo dei dolori, morendo sulla croce. Tra le sue braccia la nostra croce si trasformerà in sorgente di pace e di vita nuova per gli altri.

 

Possiamo chiederci:

* Sono disposto a leggere la mia vita nella croce?

* So riconoscere la croce nella mia vita?

* Come vivo l'esperienza della croce?

* In che misura aiuto gli altri a portare la loro croce?

 

Per trovare una risposta ci facciamo aiutare anche da questa esperienza:

'Citrolandia, una località poco distante da Belo Horizonte, è rifugio di migliaia di persone ancora oggi colpite dalla lebbra. Tra i padiglioni dell'ospedale che raccoglie i casi più dispererati di questa strana città, sfilano davanti ai nostri occhi volti, piaghe, corpi mutilati dalla malattia.

Giungiamo presso il letto di una malata che grida e piange con gemiti strazianti.

Quando si accorge di noi, con un sussulto ci supplica: 'Spegnete questo fuoco che mi sta bruciando la carne!'. Magrissima, il volto sudato, non ha più i piedi e dal lenzuolo sporco spuntano i due moncherini, avvolti in fasce insanguinate. Mi avvicino e le chiedo come si chiama. 'Auxiliadorà, mi risponde, calmandosi un po' e abbozzando un sorriso. 'Che bel nome!' - le dico - 'Sai cosa significa? Che sei una persona chiamata ad aiutare gli altri e tu puoi fare questo, offrendo per loro il tuo grande dolore'. Con un cenno della testa mi assicura che ha capito e tase.

Accarezzo il suo volto e la saluto con affetto. Quel corpo straziato mi dona un nuovo sguardo sulla vita e sulla morte, su Dio e sull'uomo. Auxiliadora e, con lei, tutti gli altri hanno bisogno anche del mio abbraccio, del mio appoggio, della mia solidarietà e preghiera'.

 

Puoi visitare qualche ammalato, dare un po' del tuo tempo per il dolore degli altri, forse anche il tuo dolore ti sembrerà meno duro.

Comunità Missionaria di Villaregia

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