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San Valentino e la città degli innamorati

Secondo la leggenda e la storia della Chiesa, Valentino sposava segretamente giovani coppie contro il volere dell'imperatore Aurelio. L'imperatore pensava che gli uomini sposati fossero soldati di scarso valore e per questo motivo aveva proibito ai ragazzi di sposarsi. Il vescovo Valentino di Interamna (l'odierna Terni), tuttavia, era convinto che il matrimonio facesse parte del piano di Dio per il mondo. Ritenendo l'imperatore crudele ed ingiusto, Valentino invitava i giovani innamorati ad andare da lui segretamente, per poi unirli nel sacramento del matrimonio.


San Valentino e la città degli innamorati

da Testimoni della Fede

del 01 febbraio 2008

 Per gli innamorati che ritengono il giorno di San Valentino troppo commerciale, Roma suggerisce un’altra possibilità. É la città di Terni – a circa un’ora di automobile dal centro della capitale – dov’è nata la festa di San Valentino. Molte coppie vogliono ricevere la benedizione di San Valentino dal successore del santo, il Vescovo della diocesi, nella basilica che ospita i resti del prelato del terzo secolo.

I venditori ambulanti propongono di comprare fiori rossi da portare in chiesa, ricordando come secondo la tradizione Valentino cogliesse fiori freschi dal suo giardino per offrirli ai giovani visitatori. All’interno della basilica, una grande statua del leggendario Vescovo sembra guardare con benevolenza i visitatori. Dal modo in cui è collocata, sembra quasi indirizzarli verso una zona dietro il tabernacolo dove possono accendere delle candele chiedendogli di intercedere nei loro rapporti.

Secondo la leggenda e la storia della Chiesa, Valentino sposava segretamente giovani coppie contro il volere dell’imperatore Aurelio. L’imperatore pensava che gli uomini sposati fossero soldati di scarso valore e per questo motivo aveva proibito ai ragazzi di sposarsi. Il vescovo Valentino di Interamna (l’odierna Terni), tuttavia, era convinto che il matrimonio facesse parte del piano di Dio per il mondo. Ritenendo l’imperatore crudele ed ingiusto, Valentino invitava i giovani innamorati ad andare da lui segretamente, per poi unirli nel sacramento del matrimonio.

L’importanza dell’intervento di Valentino per unioni sante e felici divenne così nota che egli fu costretto a dedicare un giorno all’anno ad una benedizione generale dello stato matrimoniale.

Quando l’imperatore venne a conoscenza di questo “amico degli innamorati”, ordinò che il Vescovo fosse portato a palazzo.

Colpito dalla dignità e dalla convinzione del giovane Vescovo, Aurelio cercò di convertirlo agli dei pagani romani e salvarlo da un’altrimenti certa esecuzione. Valentino rifiutò di rinunciare al cristianesimo. Nel febbraio 273 Valentino fu percosso, lapidato e decapitato per ordine del Prefetto romano Placido Furio.

Secondo quanto si legge sui santini che si possono comprare in città, la vita di Valentino, dedicata all’apostolato e nobilitata dal martirio, indusse nel 1644 i cittadini di Terni a proclamarlo patrono della loro città e degli innamorati.

Nei mesi di gennaio e marzo si svolgono molte manifestazioni a lui dedicate. I festeggiamenti sono iniziati con l’inaugurazione di una mostra artistica, “Della Vita, Dell’Amore”, per continuare con serate di musica e poesia ed incontri di preghiera interreligiosi, che porteranno alla conferenza di chiusura del 15 marzo organizzata dal movimento cattolico dei Laureati sul tema “Religione in Politica”.

Il 14 febbraio è uno splendido mix di preghiere e festività con Messe, una sfilata della banda della polizia, uno spettacolo di fuochi d’artificio ed un concerto di beneficenza nel Teatro Verdi. Un elemento centrale della festa è l’assegnazione annuale di un premio conferito come riconoscimento di uno speciale atto d’amore da parte di coppie sposate a gruppi di carità. L’evento di quest’anno sottolineerà la solidarietà con le popolazioni colpite dallo “tsunami” nel sud-est asiatico.

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