Responsabilità condivisa

Nella nostra esperienza ci lasciamo guidare da 8 parole tratte dall'Enciclica "Magnifica Humanitas" di Papa Leone

Emmanuel Offei Emmanuel Offei

Magnifica Humanitas

«La prima scelta dell’uomo non è tra un "sì" o un "no" alla tecnologia, ma tra edificare Babele o ricostruire Gerusalemme: tra un potere
che pretende di dominare il cielo e un popolo che, alla presenza di Dio, si mette a lavorare unito per rialzare le mura della convivenza
fraterna. [...] Le differenze non devono intimorire: possono diventare energie creative quando sono orientate da una responsabilità condivisa.» (MH 9, 13)

Responsabilità condivisa

Questa è la postura ideale per il missionario: non imporre soluzioni dall'alto arrivando nei paesi più poveri. Il vero lavoro è tessere legami umani e condividere la responsabilità con la comunità locale.

Dal Vangelo secondo Marco

Si recarono da lui con un paralitico portato da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il
tetto nel punto dov'egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico.

Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: «Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati. [...] Alzati, prendi il tuo lettuccio e va' a casa tua».

Vivere la responsabilità condivisa con la COOPERAZIONE

Evitare la mentalità del "faccio io da solo che faccio prima". Lasciare spazio agli altri, specialmente alla gente del posto.

Mi interrogo...

Nel lavoro di oggi ho fatto il "protagonista" imponendo il mio metodo, o ho lavorato in squadra valorizzando le capacità del gruppo e della gente locale?

Preghiera

Signore, liberami dalla presunzione di voler
salvare il mondo da solo. Insegnami a fidarmi
dei miei compagni di viaggio e della comunità
che mi ospita, per portare insieme il peso
e la gioia del servizio.
Amen

Marìa Romero Meneses
Suora Salesiana (1902-1977)

Nata in Nicaragua nel 1902 in una famiglia agiata e generosa, Maria Romero entrò a dodici anni nel collegio delle Figlie di Maria Ausiliatrice, abbracciando con gioia il carisma di don Bosco. Inviata a San José di Costa Rica, dimostrò una straordinaria capacità di collaborazione, dote che divenne il vero motore di tutte le sue grandi opere sociali. Non lavorò mai da sola: scelse e formò le sue migliori
allieve, battezzandole "las misioneritas", per coordinare insieme a loro ben trentasei oratori festivi per i ragazzi di strada. Riuscì a unire professionalità e solidarietà ottenendo l'aiuto volontario di medici specialisti per fondare un poliambulatorio gratuito. Inoltre, creò una rete di sinergia sociale tra le classi svantaggiate e le persone benestanti, conquistando il sostegno economico di queste ultime per edificare le "ciudadelas", veri e propri villaggi per famiglie senzatetto gestiti in collaborazione con un'associazione laica. Questa straordinaria operosità condivisa la rese una ricercata consigliera spirituale e cittadina onoraria della nazione, fino alla sua scomparsa nel 1977.

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«Le persone che trascorrono la vita più felice sono quelle che non pensano innanzitutto a se stesse, ma si preoccupano di coloro che le circondano, e fanno il proprio dovere fidandosi di Dio per tutto il resto.

«Cercherò di assomigliare a un raggio di luce che diffonde allegria intorno a sé, anzi: un sorriso della bontà di Dio».

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