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Quel volto giovane. L'Europa in Australia per la XXIII GMG.

La Giornata mondiale della gioventù verrà vissuta con particolare intensità in luoghi lontani dal centro fisico dell'incontro mondiale: una distanza solo geografica perché la prossimità spirituale sarà più viva che mai...


Quel volto giovane. L'Europa in Australia per la XXIII GMG.

da Attualità

del 11 luglio 2008

Sono partiti o stanno partendo dal 'vecchio continente' per raggiungere il 'nuovissimo mondo'.

Decine di migliaia di giovani europei hanno risposto all'invito di Benedetto XVI a ritrovarsi in Australia per dire che quella cristiana è avventura umana di libertà e di felicità.

Molti altri rimarranno in Europa, a Lourdes in particolare, per condividere e annunciare 'in patria' la freschezza del vento di un mattino che ha cambiato e ancora cambia la direzione della vita e della storia.

La Giornata mondiale della gioventù verrà vissuta con particolare intensità in luoghi lontani dal centro fisico dell'incontro mondiale: una distanza solo geografica perché la prossimità spirituale sarà più viva che mai.

Merito delle nuove tecnologie che consentono di avere parole e immagini in tempo reale ma i 'fuochi di campo' accesi in tutta Europa nella notte del 19 luglio sono il frutto dell'audacia di Giovanni Paolo II che alle nuove generazioni ha fatto riscoprire e riamare la Chiesa dei volti, delle relazioni, della gioia.

La Chiesa della responsabilità, del pensiero e della speranza.

È questo, come Benedetto XVI oggi sottolinea, anche il frutto del lavoro quotidiano di educatori, sacerdoti, genitori, che da un evento straordinario hanno saputo e sanno cogliere e proporre motivi di crescita per la vita ordinaria.

L'Europa, grazie a questi giovani che stanno arrivando a Sydney, vivrà così un'altra occasione per intrecciare le proprie radici cristiane con quelle degli altri continenti e insieme dire che il Risorto abita questo spazio e questo tempo.

Le radici non sono secche, non sono poste negli scaffali dei reperti botanici: continuano a diramarsi in un terreno senza confini portando vigore all'albero dell'umanità.

I giovani lo testimoniano. Lo dicono con la loro volontà di impegno per la giustizia, la pace e, soprattutto, con il messaggio, trasmesso dai loro volti, che l'ultima parola non sarà quella dell'odio e della violenza ma quella dell'amore e della giustizia.

Un compito oggi pi√π pesante di ieri per l'assenza, non semplicemente fisica, dei padri.

L'Europa degli adulti ha un debito con le nuove generazioni.

Le ha spesso lasciate sole di fronte alla complessità oppure di fronte al nulla.

A volte le ha illuse che il benessere economico bastasse a rispondere alla loro sete di infinito.

Un venir meno di attese e sogni che ha fatto male anche all'idea di Europa.

Lo scetticismo, l'indifferenza, il rifiuto della complessità non appartengono però alle generazioni che salgono e il futuro della casa comune europea, una casa aperta al mondo, è più che mai nelle loro mani.

Giovanni Paolo II le ha guidate su queste strade e dopo averle invitate ad abbandonare il piccolo cabotaggio del consumo e dell'apparenza ha iniziato una navigazione in alto mare affidando loro la consegna di sentinelle del mattino.

L'Europa è, dunque, anche nei volti dei giovani che a Sydney e in tutti i Paesi europei stanno vivendo l'incontro con colui che con la tenerezza e la fermezza di un padre, vive e trasmette la ragione della speranza. È anche in questo il Papa rilancia l'urgenza di un dialogo essenziale tra generazioni, tra padri e figli.

Non sappiamo se i grandi media, oltre che a quelle dell'emiciclo di Bruxelles, presteranno attenzione a queste voci. Sappiamo che quanto avverrà nei prossimi giorni sarà un dono straordinario anche per la vecchia e affaticata Europa.

Paolo Bustaffa

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