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Notte di Luce

«Note di Pastorale Giovanile - Speciale Agorà»...«Restate qui e vegliate con me, pregate e vegliate».Migliaia di giovani, assetati di Verità hanno risposto all'invito di Gesù che percorre i secoli e giunge, pregnante e sconvolgente, al cuore di ciascuno di noi. L'hanno fatto in tantissimi, lungo la notte del primo settembre...


Notte di Luce

da Quaderni Cannibali

del 18 dicembre 2007

«Restate qui e vegliate con me, pregate e vegliate».

Migliaia di giovani, assetati di Verità hanno risposto all’invito di Gesù che percorre i secoli e giunge, pregnante e sconvolgente, al cuore di ciascuno di noi. L’hanno fatto in tantissimi, lungo la notte del primo settembre, attingendo alle fontane di luce predisposte nella spianata di Montorso: tracce per invitare i giovani a meditare insieme gli schemi di contemplazione e le domande consegnate da Benedetto XVI al termine della serata del sabato.

In quella notte è avvenuto l’Incontro che cambia la vita: l’Incontro con la Luce vera, fatta carne per amore nostro.

Chi aveva sete di risposte ha potuto attingere alla fontana dell’Ascolto; chi era bisognoso di perdono ha trovato ristoro nella fontana della Riconciliazione; chi era assetato di Amore ha contemplato il Pane vivo presso la fontana dell’Eucaristia; chi si interroga sul senso della propria vita si è rinfrescato alla fontana della Vocazione; chi ha a cuore la salvaguardia del creato ha partecipato alla fontana del Creato; chi è interessato al cammino ecumenico ha attinto alla fontana del Dialogo; chi vuole riscoprire Dio come sorgente della sessualità e dell’affettività si è recato presso la fontana dell’Amore vero; chi anela a trovare una compagna di viaggio, fonte di salvezza, si è rivolto alla fontana di Maria.

La Bellezza e lo stupore riempivano il cuore nel vedere così tanti giovani rinunciare al riposo per vivere l’esperienza significativa e impegnativa delle fontane di luce.

Ragazzi eterogenei tra loro per abiti, età e provenienza si sono ritrovati insieme, uniti nel parlare il linguaggio dell’Amore, in una rinnovata Pentecoste.

Inaspettatamente, ho trovato lunghe file all’ingresso di tutte le fontane di luce e ho potuto gustare la semplicità e la pazienza con le quali si stava in fila. C’era chi, in piccoli gruppi, ricordava esperienze passate e ne progettava di future; c’era chi, mano nella mano, in silenzio, gustava un silenzio pregno d’affetto profondo; c’era chi, jeans firmato e cellulare alla moda, si riempiva gli occhi e il cuore di meraviglia nuova; c’era chi riprendeva con nuovo slancio un cammino di fede assopito; c’era chi era lì per affidare al Signore la propria vita, sulle orme di Maria.

 

Lo scenario era stato preparato con grande semplicità e sobrietà, ma ogni particolare era colmo di significati.

Balle di fieno, tele bianche, tessuti grezzi favorivano la riflessione, riportando la memoria del cuore alla città di Nazaret, all’essenzialità della casa dove il Verbo si fece carne.

E le tenebre di Montorso hanno rinnovato il miracolo: «E venne ad abitare in mezzo a noi».

In mezzo a noi, giovani in cammino, giovani insicuri e intrepidi, giovani assetati di Lui in mezzo alle contraddizioni del presente.

Nella veglia del primo settembre, grazie alle fontane di luce, abbiamo accolto Gesù in noi e per il futuro ci siamo sentiti ripetere: «Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò».

Ristorati, ce ne torniamo a casa per divenire noi stessi ristoratori di altri.

Alessia Ventresca

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