Il Vangelo commentato dai giovani e dai salesiani. Prenditi un tempo di meditazione sulla Parola di Dio.
Oliver King
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 25,1-13
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.
Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».
Ci sono esperienze che ci accendono il cuore. Penso a un campo scuola, a un'estate trascorsa come animatori, a un incontro con tanti giovani, a quei momenti in cui torniamo a casa pieni di entusiasmo, con la voglia di cambiare qualcosa nella nostra vita. Ci sembra di avere finalmente capito ciò che conta davvero, di aver trovato una luce capace di illuminare il nostro cammino. Poi però ricomincia la quotidianità: la scuola, l'università, il lavoro, gli impegni, le fatiche nelle relazioni. E quella fiamma, che sembrava così forte, lentamente rischia di spegnersi.
Nel Vangelo di oggi Gesù racconta di dieci ragazze che escono con le loro lampade per incontrare lo sposo. Tutte partono con lo stesso desiderio, tutte attendono, tutte si addormentano quando lo sposo tarda ad arrivare. Eppure cinque di loro hanno portato con sé dell'olio in più. È proprio questo dettaglio a fare la differenza. Non basta aver acceso una lampada, bisogna anche avere qualcosa che continui ad alimentarla. Non basta vivere un'esperienza bella, bisogna imparare a custodire ciò che quell'esperienza ha acceso dentro di noi.
Mi colpisce che anche le ragazze sagge si addormentino. Gesù sembra ricordarci che essere cristiani non significa essere sempre entusiasti, instancabili, perfetti. Anche chi crede attraversa momenti di stanchezza, di dubbio, di fatica. Anche Dio, qualche volta, sembra arrivare in ritardo rispetto alle nostre attese. La differenza non sta nel non stancarsi mai, ma nel non smettere di alimentare quella relazione con il Signore che ci permette di ripartire.
E allora viene spontaneo chiederci: qual è l'olio che alimenta la nostra vita? Forse è il tempo che dedichiamo alla preghiera, una Parola del Vangelo che continuiamo a meditare, un servizio vissuto con fedeltà, un'amicizia autentica, la capacità di riconoscere Dio nelle piccole cose di ogni giorno. È la grazia del Signore che accogliamo e alla quale impariamo a rispondere. Sono gesti semplici, spesso nascosti, che però mantengono viva la fiamma anche quando l'entusiasmo iniziale diminuisce.
Don Bosco desiderava giovani capaci di vivere con gioia, ma anche di trasformare quella gioia in una vita buona, fatta di impegni quotidiani, di responsabilità e di amore concreto. È qui che cresce la santità: non soltanto nei grandi momenti che ci emozionano, ma nella fedeltà delle piccole cose.
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