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Nell’era delle relazioni liquide c’è ancora spazio per i papà?

“Dov’è finito il mio papà? Dall’eclissi della società patriarcale alla crisi della paternità, il cammino di riscoperta della preziosa figura paterna”. È il titolo del nuovo Plus di Punto Famiglia, il mensile di approfondimento digitale utile a genitori, educatori, catechisti e insegnanti. Questo mese il contributo di Roberto Marchesini e Marco Scicchitano, psicologi e scrittori.


Nell’era delle relazioni liquide c’è ancora spazio per i papà?

 

tratto da puntofamiglia.net

 

“Dov’è finito il mio papà? Dall’eclissi della società patriarcale alla crisi della paternità, il cammino di riscoperta della preziosa figura paterna”. È il titolo del nuovo Plus di Punto Famiglia, il mensile di approfondimento digitale utile a genitori, educatori, catechisti e insegnanti. Questo mese il contributo di Roberto Marchesini e Marco Scicchitano, psicologi e scrittori.

 

Nell’era della società liquida, come l’ha definita il sociologo polacco, Zygmunt Bauman, anche i ruoli genitoriali sembrano essersi progressivamente liquefatti. Se il ruolo della mamma è cambiato, lo stesso vale per quello del papà. Ed è proprio alla figura paterna che è dedicato Punto Famiglia Plus di febbraio. “Dov’è finito il mio papà? Dall’eclissi della società patriarcale alla crisi della paternità, il cammino di riscoperta della preziosa figura paterna” questo il titolo del dossier.

 

Come sempre tante le sollecitazioni e i contributi eccezionali. “La paternità è stata la prima ad andare in crisi, molto prima della virilità. Questo è un processo che parte dalla Rivoluzione Francese. Come scrisse Honorè de Balzac (1799-1850) nel suo Memorie di due giovani sposi, citando a sua volta il duca di Chaulieu: «Tagliando la testa a Luigi Sedicesimo, la Rivoluzione ha tagliato la testa a tutti i padri di famiglia». È stato poi amplificato dal Sessantotto («Niente padri né padroni») e noi vediamo gli esiti di questo processo. Il fatto è che il padre rappresenta, nella famiglia, l’autorità (autoritas dal verbo augere), colui che ha il compito di preservare la legge naturale”, così Roberto Marchesini, psicoterapeuta e autore di vari libri. 

 

L’orizzonte di Marco Scicchitano, anche lui psicoterapeuta, si allarga invece alle differenze tra maschile e femminile: “Steven Pinker, celebre psicologo e divulgatore scientifico, all’interno del libro col quale ha vinto il premio Pulitzer, Tabula Rosa, si chiede come mai alcune frange del femminismo lottino strenuamente contro l’idea che gli uomini e le donne siano differenti, che abbiano abilità differenti e quindi inclinazioni e propensioni specifiche. Forse, si chiede l’autore, dietro a questo accanimento contro la differenza tra maschi e femmine si nasconde il timore che «differente» corrisponda a «ineguale» e quindi «ingiusto». Probabilmente, nel movimento di conquista dei diritti civili femminili è stata fatta una sovrapposizione concettuale tra “uguaglianza di diritti” e “uguaglianza delle caratteristiche” che ha portato a distorsioni notevoli e ora controproducenti, arrivando a negare non solo il buon senso, ma anche i dati e le ricerche scientifiche. Pinker sostiene che il femminismo di genere, nella sua lotta contro l’ineguaglianza, si sia messo in rotta di collisione con la scienza, perdendo di vista i criteri di una rigorosa e serena ricerca scientifica a favore di una fervente e ideologica battaglia e noi siamo d’accordo con lui. Differente non corrisponde a ineguale, anzi. Cogliere le caratteristiche proprie di qualsiasi cosa permette di relazionarsi con essa a partire dalle sue peculiarità ed è, quindi, arricchente proprio perché permette maggiore aderenza e appropriatezza. Sapere come è fatto un oggetto cui suggerisce come trasportarlo senza danneggiarlo, e conoscere le caratteristiche di una pianta ci aiuta a curarla bene, ad avere le giuste attenzioni e a farla crescere rigogliosa e sana. Forse è proprio partendo dalle differenze specifiche che si può realizzare una uguaglianza che non sia omologazione che appiattisce ma fioritura di talenti individuali. Il libro Educare al femminile e al maschile si pone proprio questo obiettivo, valorizzando le considerazioni che è possibile fare a partire dalla differenza biologica nell’ambito dell’educazione di maschi e femmine”.

 

Punto Famiglia Plus è un mensile in abbonamento tutto digitale, che propone approfondimenti di qualità sui temi legati alla famiglia. A chi è utile? A genitori, educatori, catechisti e insegnanti perché nel marasma di informazioni spesso fuorvianti è necessario ampliare l’orizzonte facendo appello a professionisti e studiosi della materia.

 

Abbonarsi è semplicissimo, basta cliccare qui https://www.puntofamiglia.net/pfplus/registrazione/ per avere accesso a tutti i numeri disponibili sulla apposita piattaforma.

 

 

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