Una cinquantina di giovani universitari e lavoratori del MGS Triveneto hanno vissuto un weekend a Mezzano.
Giusto il tempo di salutare i ragazzi del Triennio, di MGS Play e del Gruppo Ricerca, ed era già ora di riallestire gli spazi. A Mezzano (TN), tra le cime imbiancate che sembrano voler abbracciare chiunque arrivi, il 2026 è iniziato con il secondo appuntamento dell'UNILAV (Universitari e Lavoratori) del MGS Triveneto.
Incontrare questi amici è sempre una gioia vera: un’occasione per staccare dal ritmo frenetico della quotidianità e vivere un clima di Chiesa autentico, anche per chi, nel resto dell’anno, fa più fatica a trovare il proprio spazio. Fra sessioni di studio per gli universitari, momenti di gioco libero e tazze di tè caldo, ci siamo augurati "buon anno" con la spensieratezza di chi sa di essere a casa.
La prima sera è stata all’insegna del movimento. I compagni di Chioggia hanno trasformato la palestra in un gigantesco Risiko umano: alleanze, coalizioni e sfide all’ultimo respiro. Per rendere tutto più "mgs", non sono mancate missioni speciali che coinvolgevano oggetti personali dei salesiani presenti (Sr. Barbara, Sr. Paola, Don Aldo e Don Emanuele), scatenando sorrisi e complicità.
A seguire un innesco potente per riscoprire come diversi personaggi hanno vissuto la venuta di Gesù bambino. Ma la vera buonanotte è arrivata con Claudia, che ha condiviso la sua esperienza di Clown nelle cure palliative pediatriche.
Il cuore spirituale della mattina del 5 gennaio è stato guidato dalla testimonianza di don Luca Bernardello. Parlando di "tensione di base" e vita interiore, ci ha lasciato una provocazione che ha ribaltato molte nostre prospettive:
«Il primo obiettivo del discernimento non è arrivare a scegliere, ma essere consapevoli di quello che si muove dentro di noi [...] senza giudicarlo».
Nel pomeriggio ci siamo divisi nei laboratori: c’è chi ha scavato nella Scrittura con l’aiuto di The Chosen , chi ha esplorato il legame tra Tolkien e la Grazia, scoprendo il significato della parola “Eucatastrofe” — quell’evento che causa una svolta di gioia e che spesso non sappiamo spiegarci — e chi si è lasciato interrogare dalla musica contemporanea, da Gio Evan ai The Sun, per gridare il desiderio di "qualcosa di vero".
La serata ha vissuto di contrasti meravigliosi. Siamo passati dall’ilarità della Schifotombola — dove il pacchetto più bello nascondeva spesso il premio più discutibile — al profondo momento di adorazione nella chiesa della scuola accompagnato dalle parole di Jacques Fesch, il condannato a morte che ha incontrato Dio in cella: «Non sono io che sono andato verso di Lui, ma è Lui che una volta di più mi ha preso sulle sue spalle».
La giornata si è chiusa con la buonanotte di Zeina sulla situazione post-guerra in Siria: un richiamo forte a non dare per scontata la pace e a sentirci parte di un’unica famiglia umana.
L’ultima mattina, ci siamo svegliati con una sorpresa: due befane ci avevano portato un pacchetto regalo a testa!
La mattinata prosegue con la testimonianza di Luca Crivellari che ci ha guidato in un’esperienza pratica di Caviardage. Partendo da pagine scritte, abbiamo annerito il superfluo per far emergere parole nuove, poesie nascoste, significati inediti. È stata la metafora perfetta di tutto il weekend: imparare a togliere il rumore, la paura e il giudizio per lasciare che la "luce di Dio" (quella che Elisabetta, Giuseppe e i Magi hanno riconosciuto in un bambino) risplenda nelle nostre vite.
E dopo l’ultimo momento di pranzo, riordino e Santa Messa di Epifania, si conclude così il nostro secondo incontro UNILAV.
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