MGS Triennio - Decisioni

L'articolo del secondo weekend MGS Triennio a Mezzano!

Quelli a Mezzzano sono stati tre giorni bomba, di quelli che non si dimenticano facilmente. Tre giorni intensi che mi hanno permesso di creare legami profondi con persone provenienti da realtà diverse dalla mia. Forse anche perché ero l’unica ragazza della mia realtà, ma proprio per questo mi sono sentita spinta ad aprirmi di più, a mettermi in gioco davvero. Ed è stato sorprendente scoprire come, in così poco tempo, possano nascere legami molto più forti e autentici di alcune amicizie che, pur durando da anni, restano spesso in superficie.

Quello che mi ha colpito di più è stata la semplicità dello stare insieme: il ridere, il condividere momenti leggeri, senza maschere, senza forzature. Una gioia vera, fatta di presenza e di piccoli gesti, che non ha bisogno di grandi cose per esistere. In questo clima così genuino si è inserito anche il momento formativo della “tazza” — momento che ci ha aiutate ad introdurci nel tema delle decisioni . È stato un momento che mi ha fatto riflettere profondamente: nonostante tutto ciò che portiamo dentro, le scritte, le crepe, le fatiche e le storie personali, restiamo figlie di Dio. Lui ci ama così come siamo e continua a stare con noi, senza stancarsi, senza tirarsi indietro.

Un altro momento fortissimo è stata la veglia. In quell’occasione ho scoperto la figura di Santa Maria Troncatti, una donna che mi ha colpita e incuriosita fin da subito. Una donna che ha cercato: ha cercato Dio, ha cercato il modo di amarlo davvero. E per farlo ha lasciato molto, senza sapere dove questo “sì” l’avrebbe condotta. Ma sapeva per Chi lo stava facendo. Questa frase mi ha risuonato dentro e mi ha portata a interrogarmi: che cosa sto cercando io? Una domanda che pesa ancora di più, pensando alla scelta importante che dovrò fare a fine anno.
Di Maria Troncatti mi ha colpito anche il fatto che abbia lasciato che le sue inquietudini non la bloccassero, ma la spingessero più vicino al Signore. Un atteggiamento coraggioso, che trasforma il dubbio e l’inquietudine in un motore di ricerca, non in un ostacolo.

In generale, questa esperienza è stata davvero bella e liberante. Mi sono sentita a casa. Accolta da un gruppo con cui potevo essere semplicemente me stessa: ridere, divertirmi, ma anche mostrarmi fragile, senza paura di essere giudicata. E credo che sia proprio questo il dono più grande che mi porto a casa: la certezza che esistono luoghi e persone in cui si può essere veri, e che in questa verità Dio continua a incontrarci e a camminare con noi.

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