Maria Madre dell'incertezza

Maria, aiuto sei per noi: la novena che ci accompagna nel percorso di fede segnato dalla Madre di Dio.

Giorno 5 - Maria Madre dell'incertezza

Salmo 88

Signore, Dio della mia salvezza,
davanti a te grido giorno e notte.
Giunga fino a te la mia preghiera,
tendi l'orecchio al mio lamento.

Storia di vita

Vediamo una donna sulla cinquantina uscire dalla stazione e dirigersi verso la Basilica del Sacro Cuore. Entra in chiesa, va verso il quadro di Maria e inizia a parlarle, visibilmente provata:    
È di nuovo a casa, non si alza dal divano. Lo guardo e non lo riconosco più. Il suo sguardo è spento, non si fida più di nessuno e crede che tutto sia inutile. Anche tu sei stata donna, anche tu hai avuto un marito: come devo fare? Come lo posso aiutare? Provo a spronarlo a cambiare la sua vita, a non attendere che le cose gli cadano dal cielo ma più dico così, più lui si abbatte… invece di prendere le mie parole per quello che sono – parole d’amore, di preoccupazione – le prende come un’accusa. Crede che neanche io lo stimi più… come se fosse il lavoro che fai a renderti quello che sei!    
     
Rispondimi, aiutami almeno tu! Lo sai che alla sua età non è facile reinventarsi, ricominciare, cambiare vita. La sua sfiducia io la comprendo ma non può lasciarsi andare così. Noi abbiamo due figli, non vuole farlo per lui, non vuole farlo per me… deve farlo per loro! Ma come si colma il dolore di un’attesa continua? Come si fa a restare positivi quando i giorni scorrono tutti uguali e la vita ti passa accanto senza che tu riesca più a viverla? Come si fa a trovare la forza quando ti senti privato della tua dignità? Potrei chiederti tante grazie, ma tu sei l’Ausiliatrice: aiutami allora! Aiutami ad aiutarlo. Aiutami a tenerlo in equilibrio sul filo dell’incertezza quotidiana.

Commento Rettor Maggiore

Maria, madre dell’incertezza, conosce bene il tremito del cuore quando la vita prende strade che non avevamo previsto. L’evangelista Luca racconta che, davanti all’annuncio dell’angelo, Maria “fu molto turbata” e si domandava che senso avesse quel saluto. Non comprende tutto, non ha in mano il disegno intero, eppure, in quella zona d’ombra, pronuncia il suo “eccomi”: è proprio lì che l’incertezza diventa luogo di fiducia. Anche noi, come lei, ci troviamo spesso a dire: “Come sarà possibile?”, senza avere risposte immediate.

Maria porta nel cuore le stesse domande che abitano il nostro cuore. Sa cosa significa non essere capita, temere il giudizio degli altri, chiedersi se l’altro – come Giuseppe – saprà entrare nel mistero che stiamo vivendo. Sa cosa vuol dire non poter cambiare gli eventi, come quando, ai piedi della croce, vede morire il Figlio e rimane “in piedi presso la croce di Gesù”. Non può intervenire, non può fermare il dolore, ma può restare: ed è questo stare, saldo e fedele, che fa di lei un baluardo nell’ora della prova. Quando ogni speranza sembra perduta e tutto suggerirebbe di fuggire, Maria rimane, e nel suo rimanere tiene aperto un varco alla salvezza.

Per questo possiamo chiamarla madre dell’incertezza: non perché ami il dubbio, ma perché ci accompagna dentro il dubbio senza lasciarci soli. Lei ci insegna che l’attesa è il luogo in cui la Parola di Dio matura lentamente, come un seme nascosto nella terra. Nell’ora in cui non sappiamo che fare, Maria ci ricorda che si può restare fedeli anche quando non si vede l’esito, che si può continuare a dire “sia fatta la tua volontà” anche tra le lacrime. Affidarci a lei significa lasciare che la sua mano stringa la nostra nel buio, affinché l’incertezza si trasforma, a poco a poco, in abbandono fiducioso e in una speranza che non delude.
 

Abbi fede: Maria ti terrà la mano nei momenti in cui vacillerai.
E noi, siamo capaci di tenere stretta la mano di Maria?

La preghiera di chi si sente in bilico

Maria, Madre dell'incertezza.
Ti hai visto la tua vita stravolta da un giorno all'altro.
Ma noi quaggiù non abbiamo la tua stessa forza.
Aiutaci ad accogliere i cambiamenti con la convinzione
che Dio aprirà per noi una via.
Sposta con noi il peso della vita che ci schiaccia.
Prendici per mano e spingi avanti il nostro cammino.
Perché dal fondo del burrone ci si può rialzare
ma quando ti senti vecchio, stanco e inadeguato, la risalita fa paura.
Perduti in questo limbo, abbiamo bisogno di una madre da cui andare,
di una madre dalla quale rifugiarci.

Don Bosco quando era richiesto di qualche grazia soleva rispondere:
“Se volete ottenere grazie dalla S. Vergine fate una novena” (MB IX, 289).
Tale novena, secondo il santo, doveva essere fatta possibilmente “in chiesa, con viva fede” ed era sempre un atto di fervente omaggio alla SS. Eucaristia. Le disposizioni d’animo perché la novena sia efficace sono per don Bosco le seguenti:

  • Di non avere niuna speranza nella virtù degli uomini: fede in Dio.
  • La domanda si appoggi totalmente a Gesù Sacramentato, fonte di grazia, di bontà e di benedizione.
    Si appoggi sopra la potenza di Maria che in questo tempio Dio vuole glorificare sopra la terra.
  • Ma in ogni caso si metta la condizione del “fiat voluntas tua” e se è bene per l’anima di colui per cui prega. Recitare per nove giorni consecutivi:

3 Pater, Ave, Gloria al Santissimo Sacramento con la giaculatoria:
Sia lodato e ringraziato in ogni momento il Santissimo e Divinissimo Sacramento.

3 Salve o Regina...con la giaculatoria:
Maria, aiuto dei cristiani, prega per noi.

Ricordati, o piissima Vergine Maria, che non si è mai udito che qualcuno sia ricorso alla tua protezione, abbia implorato il tuo patrocinio e domandato il tuo aiuto, e sia rimasto abbandonato. Sostenuto da questa fiducia, mi rivolgo a te, Madre, Vergine delle vergini. Vengo a te, con le lacrime agli occhi, colpevole di tanti peccati, mi prostro ai tuoi piedi e domando pietà. Non disprezzare la mia supplica, o
Madre del Verbo, ma benigna ascoltami ed esaudiscimi. Amen.

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