Maria Madre della speranza

Maria, aiuto sei per noi: la novena che ci accompagna nel percorso di fede segnato dalla Madre di Dio.

Giorno 4 - Maria Madre della speranza

Salmo 62

Solo in Dio riposa
l'anima mia:
da lui la mia salvezza.
Lui solo è mia roccia
e mia salvezza,
mia difesa:
mai potrò vacillare.

Storia di vita

Un uomo sulla quarantina esce da un cancello, dando strada a una donna dell’est con in braccio un bambino. La saluta e va via per la sua strada. Ha dei libri in mano, li sistema e da uno di questi cade un’immaginetta di Maria Ausiliatrice. La raccoglie, la guarda, la rimette nel libro e continua a camminare. Ne ascoltiamo i pensieri:    
     
L’hai vista Olga? Ogni volta che cammina per strada, sembra stia scappando. Perché quando ti sradicano dalla tua vita, dalla tua casa e da ciò che conosci, sarai sempre in fuga. Dalla guerra, dalle bombe, dalla vita. Viene a scuola da me, di sera, perché di giorno cerca un lavoro. Ma io cosa posso insegnarle? Vuole imparare l’italiano per sentirsi accolta, ma come posso spiegarle che il dialogo va al di là della lingua? Chi non vuole comprendere, non lo farà mai, da entrambe le parti.    
     
Ma Olga ha 4 figli e uno è talmente piccolo che lo porta a scuola con sé, la sera. Vuole tentare, deve tentare. Poco le importa delle difficoltà che incontrerà: deve lottare per i suoi figli. Per loro vedeva un futuro, li immaginava realizzati nelle loro passioni. La più grande voleva fare la veterinaria… E poi, con la forza dirompente di un’esplosione, è esploso anche il domani. Perché si sa, i conflitti distruggono tutto, non solo le case. Distruggono i sogni, i sentimenti, spezzano legami. Olga mi guarda, cercando in me una parola di speranza. Ma cosa posso dirle? Come posso rassicurare le sue ansie di madre? Io non vedo apertura, integrazione e dialogo intorno a me, vedo solo un ulteriore conflitto: certo, senza bombe, ma pur sempre una guerra fatta di persone. Come faccio a convincerla a credere nel futuro se non ci credo nemmeno io?

Commento Rettor Maggiore

Maria, madre della speranza e del dialogo, ci insegna che nulla è davvero perduto finché il cuore resta aperto a Dio. A Cana, quando “il vino venne a mancare”, è lei a cogliere per prima il bisogno, a presentarlo a Gesù e a dire ai servi: “Fate quello che vi dirà”. In quel gesto semplice Maria apre un varco: lei intravede una possibilità nuova; dove finisce il vino, comincia il miracolo. 

Così è nella nostra vita: quando le risorse sembrano esaurite, Maria non lascia spazio alla disperazione, ma ci invita a fidarci, ad ascoltare la Parola, a rimettere nelle mani di Cristo ciò che resta dell’acqua povera dei nostri giorni.
Maria è madre del dialogo perché non alza muri, ma costruisce ponti. A Cana diventa voce discreta di chi non riesce a parlare e invito fiducioso a chi solo può intervenire. Il suo stile è sempre questo: ascoltare la realtà, ascoltare Dio e farli incontrare. Nel nostro tempo, segnato da conflitti, polarizzazioni e parole che feriscono, Maria ci educa a un dialogo paziente, fatto di ascolto, di rispetto, di fiducia nella possibilità di cambiare. Lei non alimenta scontri, ma apre vie, finestre di incontro, varchi di riconciliazione.

Per questo la Chiesa la contempla come Madre della speranza e la invoca come donna di pace. Maria, anche nelle notti più buie, rimane sempre fiduciosa nel mistero di Dio e ci incoraggia a guardare avanti, verso l’orizzonte. In un’epoca come la nostra. Maria parla di pace al cuore dell’uomo con la forza del suo Magnificat e la luce del suo esempio, scegliendo i piccoli, gli ultimi, i poveri. Affidarci a Maria significa allora smettere di disperare, lasciarci guidare sulle strade del perdono, della giustizia e della fraternità, e diventare a nostra volta segni viventi di speranza, dialogo e pace nelle famiglie, nelle comunità, nel mondo.

Abbi fede: Maria riporterà sulla tua tavola il vino nuovo della speranza.
E noi, siamo capaci di affidarci e obbedire con fiducia?

La preghiera di chi non ha speranza

Maria, Madre della speranza.
Tu non ti sei arresa mai, neanche di fronte all'evidenza.
Hai visto l'umanità crocifiggere tuo figlio
eppure l'hai amata comunque.
Ora che vedi tanti tuoi figli uccisi per mano di pochi,
dilaniati da bombe, proiettili vaganti, coltelli in mano all'odio...
non andare via, resta sotto la croce di tutti i rifugiati di guerra.
Prega con loro e per loro.
Prendili sotto il tuo manto.
E infondi in tutti noi la speranza del vino nuovo,
l'unica che ci permette di aiutarli davvero
con gesti di dialogo, con parole d'accoglienza.
Sotto questa croce, dobbiamo inginocchiarci anche noi.

Don Bosco quando era richiesto di qualche grazia soleva rispondere:
“Se volete ottenere grazie dalla S. Vergine fate una novena” (MB IX, 289).
Tale novena, secondo il santo, doveva essere fatta possibilmente “in chiesa, con viva fede” ed era sempre un atto di fervente omaggio alla SS. Eucaristia. Le disposizioni d’animo perché la novena sia efficace sono per don Bosco le seguenti:

  • Di non avere niuna speranza nella virtù degli uomini: fede in Dio.
  • La domanda si appoggi totalmente a Gesù Sacramentato, fonte di grazia, di bontà e di benedizione.
    Si appoggi sopra la potenza di Maria che in questo tempio Dio vuole glorificare sopra la terra.
  • Ma in ogni caso si metta la condizione del “fiat voluntas tua” e se è bene per l’anima di colui per cui prega. Recitare per nove giorni consecutivi:

3 Pater, Ave, Gloria al Santissimo Sacramento con la giaculatoria:
Sia lodato e ringraziato in ogni momento il Santissimo e Divinissimo Sacramento.

3 Salve o Regina...con la giaculatoria:
Maria, aiuto dei cristiani, prega per noi.

Ricordati, o piissima Vergine Maria, che non si è mai udito che qualcuno sia ricorso alla tua protezione, abbia implorato il tuo patrocinio e domandato il tuo aiuto, e sia rimasto abbandonato. Sostenuto da questa fiducia, mi rivolgo a te, Madre, Vergine delle vergini. Vengo a te, con le lacrime agli occhi, colpevole di tanti peccati, mi prostro ai tuoi piedi e domando pietà. Non disprezzare la mia supplica, o
Madre del Verbo, ma benigna ascoltami ed esaudiscimi. Amen.

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