Maria Madre della sofferenza

Maria, aiuto sei per noi: la novena che ci accompagna nel percorso di fede segnato dalla Madre di Dio.

Giorno 9 - Maria Madre dell'amore

Salmo 41

Beato l'uomo che ha cura del debole,
nel giorno della sventura
il Signore lo libera.
Veglierà su di lui il Signore,
lo farà vivere beato sulla terra.
Il Signore lo sosterrà sul letto del dolore;
gli darai sollievo nella sua malattia.

Storia di vita

Vediamo un uomo sulla cinquantina prendere una statuetta di Maria Ausiliatrice e porla al centro del tavolo. Inizia un dialogo silenzioso con lei, ne sentiamo i pensieri:    

È di nuovo sera, madre mia. Siamo di nuovo qui a pregarti. Tu sai perché, siamo noi che forse non lo sappiamo. La vedo lì, distesa, in quel letto che ha accolto risate, confidenze, amore, saltelli dei bambini… e oggi è solo un ammasso di sofferenza. Ti dico di donarci la pace perché so che nulla si può fare in questa fase della malattia, ma dentro di me, nel profondo vorrei dirti “salvala, fai il miracolo, non me la togliere, io la amo!”

Accanto all’uomo sono arrivati anche due ragazzi, un’adolescente e un ragazzino più piccolo. Si siedono intorno al tavolo, guardano la statua di Maria e iniziano a parlare silenziosamente con lei. Ne sentiamo i pensieri:    

Io non capisco perché continuiamo a dire il rosario se mamma non guarisce… io voglio la mia mamma, non voglio che muoia!    

Mi hanno insegnato che sei la mia mamma, la mia mamma celeste, e allora perché non mi aiuti? Mamma soffre e io non ce la faccio più a vederla così. Soffriamo tutti e siamo qui da te ogni sera. Per cosa preghiamo in realtà non lo so. Papà dice che cerchiamo conforto e pace nel “momento della prova”… io penso che questa prova è troppo difficile per me, ne vorrei una più semplice.    

Questo è il suo calvario, questo è il nostro calvario. Porta questa croce insieme a noi, madre mia.

Commento Rettor Maggiore

Maria, madre della sofferenza, è la donna che sta dove tutti fuggono: ai piedi della croce, nel luogo dove il dolore è più ingiusto e più incomprensibile. Il Vangelo ci dice semplicemente che “presso la croce di Gesù stavano sua madre e il discepolo che egli amava”. Non viene raccontato un gesto clamoroso, non una parola, solo la sua presenza che “stava”, non protesta, non tratta al ribasso il mistero della croce. È la capacità di rimanere accanto a chi soffre, pur non potendo cambiare gli eventi, che fa di Maria la madre di ogni sofferenza umana.

È la Madre dei dolori, la Donna del Venerdì Santo: vede morire il proprio figlio, e tuttavia non impedisce che si compia ciò che il Figlio e il Padre hanno deciso per la salvezza del mondo. Non perché sia insensibile, ma perché ha imparato a fidarsi di Dio anche dentro l’oscurità. Simeone le aveva annunciato che “una spada le avrebbe trafitto l’anima”, e quel giorno la profezia si compie in pienezza. In lei, tutta la sofferenza delle madri, dei genitori, degli amici che vedono soffrire chi amano, trova eco, spazio, comprensione.
Proprio per questo Maria ha un ruolo unico nella sofferenza dell’umanità. Gesù, dalla croce, ce la dona come Madre: “Ecco tua madre”. 

Da allora, ogni lacrima può cercare il suo volto, ogni ferita può trovare rifugio nel suo cuore. La tradizione di “Maria Addolorata” ci ricorda che lei partecipa dall’interno alla passione del Figlio, condividendone la missione redentrice e diventando così intercessione potente per chi è nel dolore. Nelle nostre malattie, nei lutti, nelle depressioni nascoste, Maria è madre che piange con noi e per noi, ma allo stesso tempo ci sostiene perché il dolore non abbia l’ultima parola. Con lei, la notte è attraversata da una presenza che sussurra al cuore: “Rimani, non sei solo; sotto questa croce ci sono anch’io con te”.

Abbi fede: Maria seguirà anche il tuo calvario, come ha fatto con Gesù.
Ma noi, siamo capaci di farci accompagnare nei momenti più bui della nostra vita?

La preghiera di chi vive nella sofferenza

Maria, Madre della sofferenza.
Tu che hai vissuto il calvario di tuo figlio,
non puoi rimanere indifferente di fronte al grido di dolore di chi soffre.
Perché la malattia spezza vite e sentimenti,
serenità e famiglie, pace e quotidianità.
Assisti gli ammalati nell'ora della morte
e non abbandonare chi resta nella disperazione.
Perché la sofferenza rende fragili, e la fragilità ci fa perdere noi stessi.
Ci rende immobili e non ci permette di rialzarci dalla nostra condizione.
Ci rende dipendenti e incapaci di riconoscere ciò che non è amore.
Ma col tuo sostegno e la tua guida, tutti possiamo uscire dalla nostra solitudine.
Possiamo sperare nel futuro e costruire ponti di pace.
Possiamo avere un'altra possibilità.
Possiamo far crescere i giovani nell'allegria.
E arrivare alla fine del nostro cammino dicendo in lacrime di gioia "Ha fatto tutto lei".

Don Bosco quando era richiesto di qualche grazia soleva rispondere:
“Se volete ottenere grazie dalla S. Vergine fate una novena” (MB IX, 289).
Tale novena, secondo il santo, doveva essere fatta possibilmente “in chiesa, con viva fede” ed era sempre un atto di fervente omaggio alla SS. Eucaristia. Le disposizioni d’animo perché la novena sia efficace sono per don Bosco le seguenti:

  • Di non avere niuna speranza nella virtù degli uomini: fede in Dio.
  • La domanda si appoggi totalmente a Gesù Sacramentato, fonte di grazia, di bontà e di benedizione.
    Si appoggi sopra la potenza di Maria che in questo tempio Dio vuole glorificare sopra la terra.
  • Ma in ogni caso si metta la condizione del “fiat voluntas tua” e se è bene per l’anima di colui per cui prega. Recitare per nove giorni consecutivi:

3 Pater, Ave, Gloria al Santissimo Sacramento con la giaculatoria:
Sia lodato e ringraziato in ogni momento il Santissimo e Divinissimo Sacramento.

3 Salve o Regina...con la giaculatoria:
Maria, aiuto dei cristiani, prega per noi.

Ricordati, o piissima Vergine Maria, che non si è mai udito che qualcuno sia ricorso alla tua protezione, abbia implorato il tuo patrocinio e domandato il tuo aiuto, e sia rimasto abbandonato. Sostenuto da questa fiducia, mi rivolgo a te, Madre, Vergine delle vergini. Vengo a te, con le lacrime agli occhi, colpevole di tanti peccati, mi prostro ai tuoi piedi e domando pietà. Non disprezzare la mia supplica, o
Madre del Verbo, ma benigna ascoltami ed esaudiscimi. Amen.

Versione app: 3.57.3 (b7023ec9)