Maria, aiuto sei per noi: la novena che ci accompagna nel percorso di fede segnato dalla Madre di Dio.
O Signore, fammi conoscere le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua verità e ammaestrami;
poiché tu se il Dio della mia salvezza;
io spero in te ogni giorno.
Vediamo un giovane salesiano passeggiare tra i ragazzi, guardarli chiacchierare, giocare, stare insieme. Lui li guarda ma li vede molto distanti, prova con lo sguardo a salutarli, a sorridergli… Ne sentiamo i pensieri:
Ecco, questo è il mio campo. Questo è il campo dove devo lavorare. Però, Madre, io non so proprio da dove cominciare… l’adolescenza oggi è un momento così complicato! O forse lo è stato sempre, un momento complicato… però guarda lì, Mathias, è praticamente invisibile, scompare nel cappuccio della sua felpa. Solo, nessuno lo avvicina. E se gli parlo io, si allontana quasi come se prendesse la mia presenza come un’invadenza nel suo mondo. E loro? Marta, Sam e Maya. Non smettono di parlare un secondo, ma se mi avvicino io, loro diventano mute.
Come si fa a entrare nel loro mondo? Come si fa a partire da ciò che piace a loro? Cosa piace a loro, oggi? Li vedo così grandi ma allo stesso tempo così piccoli… fragili, sì, ma corazzati come se fossero dei mini adulti. Vorrei gridare loro che questo correre frenetico, questa voglia che hanno di vivere un’età non loro, li porterà a farsi male, e ricomporsi, dopo, sarà doloroso. Vorrei preservarli, vorrei evitare loro le esperienze brutte. Ma sarebbe giusto? Forse no, forse non è questo il modo in cui devo lavorare in questo campo. Il mio compito è farli sentire amati… da me, da te, da Dio… ma come si fa a far sentire amato un adolescente?
Maria, madre della parola all’orecchio, ci educa all’arte più difficile e più necessaria nell’accompagnamento dei giovani: far sentire l’altro davvero accolto, sinceramente amato. Don Bosco ci ha consegnato un criterio prezioso: “studia di farti amare prima di farti temere”. Si tratta di impegnarsi a conquistare la fiducia mostrando umanità, vicinanza, autenticità. Maria è maestra in questo: la sua presenza discreta e forte fa cadere le difese, perché entra nella vita delle persone con rispetto e tenerezza, come madre.
La “parola all’orecchio” è la parola che nasce dopo uno sguardo vero. Prima di parlare, infatti, Maria guarda. Guarda Elisabetta e intuisce la sua gioia e la sua fatica; guarda gli sposi di Cana e si accorge che il vino è finito prima ancora che qualcuno lo dica. Il suo è uno sguardo che ascolta, che legge tra le righe. Anche con i giovani è così: solo quando si sentono guardati con questo sguardo possono percepire che la parola che viene sussurrata loro è per il loro bene. Allora il consiglio, il richiamo, l’indicazione di strada non pesa come un ordine, ma viene accolto come gesto di amore.
Maria è capace di farsi amare perché è tutta per gli altri. A Nazaret, a Cana, nel Cenacolo, è presenza che sostiene, incoraggia, prega con i discepoli e per i discepoli. La tradizione cristiana la invoca come Madre di misericordia e Madre della tenerezza, riconoscendo in lei una vicinanza che non umilia, ma rialza, che non accusa, ma accompagna. Accanto a lei ogni giovane può sentirsi al sicuro: accolto con la sua storia, ascoltato nelle sue domande, provocato con dolce fermezza a diventare ciò che è chiamato a essere. E chi educa, guardando Maria, impara che il primo annuncio passa attraverso lo stile: una presenza buona, uno sguardo che abbraccia, una parola all’orecchio che nasce dal cuore e per questo arriva al cuore.
Abbi fede: Maria accompagnerà il tuo cuore e lo renderà capace di parlare ad ogni orecchio.
Ma noi, siamo capaci di parlare con cuore di Madre?
Maria, Madre della parola all'orecchio.
Tu ci hai guidato don Bosco, aiutandolo a donare la sua vita ai giovani,
guida anche me in questo campo che a volte non comprendo.
Dammi la chiave per aprire il cuore di chi ho di fronte.
Rendimi attento al punto accessibile al bene.
Perché riesca a portare alla luce chi si sente invisibile,
possa ridare fiducia a chi è diffidente,
faccia sentire amato chi vive di rabbia.
Con te accanto, potrò fare la mia parte
per portare le anime a Dio.
Don Bosco quando era richiesto di qualche grazia soleva rispondere:
“Se volete ottenere grazie dalla S. Vergine fate una novena” (MB IX, 289).
Tale novena, secondo il santo, doveva essere fatta possibilmente “in chiesa, con viva fede” ed era sempre un atto di fervente omaggio alla SS. Eucaristia. Le disposizioni d’animo perché la novena sia efficace sono per don Bosco le seguenti:
3 Pater, Ave, Gloria al Santissimo Sacramento con la giaculatoria:
Sia lodato e ringraziato in ogni momento il Santissimo e Divinissimo Sacramento.
3 Salve o Regina...con la giaculatoria:
Maria, aiuto dei cristiani, prega per noi.
Ricordati, o piissima Vergine Maria, che non si è mai udito che qualcuno sia ricorso alla tua protezione, abbia implorato il tuo patrocinio e domandato il tuo aiuto, e sia rimasto abbandonato. Sostenuto da questa fiducia, mi rivolgo a te, Madre, Vergine delle vergini. Vengo a te, con le lacrime agli occhi, colpevole di tanti peccati, mi prostro ai tuoi piedi e domando pietà. Non disprezzare la mia supplica, o
Madre del Verbo, ma benigna ascoltami ed esaudiscimi. Amen.
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