Maria Madre della fragilità

Maria, aiuto sei per noi: la novena che ci accompagna nel percorso di fede segnato dalla Madre di Dio.

Giorno 8 - Maria Madre dell'amore

Salmo 46

Dio è per noi rifugio e fortezza,
aiuto infallibile si è mostrato nelle angosce.
Perciò non temiamo se trema la terra,
se vacillano i monti nel fondo del mare.

Storia di vita

Vediamo un ragazzo sui 17 anni camminare sul marciapiede adiacente alla Basilica del Sacro Cuore. Guarda con ansia il cellulare, legge l’ennesimo messaggio ed è visivamente agitato. Si guarda intorno, vede la chiesa e decide di entrarci. Senza pensarci troppo si dirige verso la Madonna e inizia il suo dialogo silenzioso con lei. Ne sentiamo i pensieri:    

È troppo grande questo peso per me. Ho la sua età. Non so come aiutarla. Da chi posso andare? A chi posso dirlo? Se lo dico ai genitori, tradisco la sua fiducia. Se lo dico ai prof, ancora peggio… ma io non resisto più con questo segreto. Devo dirlo a qualcuno, quindi lo dico a te. A te che da sempre raccogli pensieri, preghiere e confidenze, sono certo che terrai per te anche questo: Sara ha deciso di morire. Ecco, l’ho detto! E tremo anche solo a pensarlo. Ma guarda, è scritto qui, nero su bianco. Vuole morire. Perché hanno diffuso delle sue foto… beh, Maria, non la giudicare anche tu… siamo giovani, facciamo cose pericolose pensando che tanto a noi non succederà, che per noi sarà diverso… e poi ci capita e ci sentiamo piccoli, fragili, non siamo capaci di perdonarci. Ecco, Sara è così, non è capace di perdonarsi. Si dà la colpa di quanto accaduto, si vede in fondo a un baratro dal quale non vede l’uscita. Parla con me, solo con me. Ma io non so che dirle!    

Tu aiuti i cristiani: io non sono un cristiano modello, non vengo mai a messa ma ti sto chiedendo aiuto perché sto finendo nel baratro con lei. Invece di essere la mano che la tira fuori, mi sto facendo inghiottire. Non so cosa spinge il genere umano a tanta cattiveria ma so che tanti di noi non resistono sotto il peso di un errore, di un piccolo insignificante, stupido errore fatto senza pensarci ma che dà il via a una catena di odio, sofferenza e paura. Sara è come una bambina, in questo momento. E io con lei. Come facciamo? Con chi parliamo? Da chi andiamo?

Commento Rettor Maggiore

Maria, madre della fragilità. «Signore, da chi andremo? Solo tu hai parole di vita eterna.» È la confessione di Pietro — ma potrebbe essere quella di chiunque si trovi a toccare il fondo. E il bello è questo: anche quando non siamo saldi, anche quando la fede vacilla e le certezze crollano, quelle parole di vita ci raggiungono lo stesso. Non siamo noi a tenerci in piedi: siamo tenuti.

In quei momenti, l'animo umano cerca un porto. Cerca un abbraccio nel quale perdersi senza doversi spiegare. Cerca una mano che non giudichi, che semplicemente accompagni. Maria è questo. Non una statua, non un'idea, ma una presenza materna che conosce il peso della notte — lei che ha vegliato sotto la croce, lei che ha stretto al cuore un corpo morto, lei che ha atteso in silenzio il sabato più lungo della storia.
L'uomo porta con sé una ferita antica: quella di non saper perdonare sé stesso. Più del giudizio degli altri, è il proprio tribunale interiore che condanna senza appello. Maria è madre della fragilità perché non abbandona nessuno, neppure chi si giudica ormai perduto. Maria è colei che non smette di cercare i peccatori più ostinati, nei momenti in cui la vergogna è più forte della speranza, attirandoli con una misericordia che scioglie la durezza del cuore.

Come la donna del Vangelo che cerca la moneta perduta, come il padre che vede il figlio da lontano, Maria non aspetta che i suoi figli si raddrizzino prima di amarli. Va a cercare i dispersi, i sommersi, quelli schiacciati dal giudizio — altrui e proprio. Non porta sentenze: porta la vita. Quella vita che la morte non ha potuto trattenere, che risuona ancora oggi in ogni parola di speranza donata a chi non se la merita, o meglio — a chi crede di non meritarsela.
Lì, tra le sue braccia, tutto tace. E nel silenzio, si ricomincia.

Abbi fede: Maria ti donerà sollievo abbracciando le tue fragilità.
Ma noi, siamo capaci di farci portare in braccio da lei?

La preghiera di chi è fragile

Maria, Madre della fragilità.
Tu sei sempre stata dalla parte dei deboli,
dei vinti, di coloro che non contano nulla agli occhi della società.
Non puoi non schierarti anche stavolta accanto a chi vacilla.
Non puoi ignorare il grido d'aiuto di chi non sa perdonarsi.
Non puoi lasciare nella disperazione chi è stato buttato in un fosso
e viene schiacciato sempre più giù, ogni giorno.
Difendici: tu che aiuti i peccatori, guarda anche noi.
Lanciami una corda perché io possa aggrapparmi e aiutare chi non ce la fa.
Perché per questa vita, madre, non ci sono istruzioni
e non per tutto c'è una seconda possibilità.
Prendici in braccio: quando siamo così fragili
siamo tutti un po' bambini. Siamo tutti tuoi figli.

Don Bosco quando era richiesto di qualche grazia soleva rispondere:
“Se volete ottenere grazie dalla S. Vergine fate una novena” (MB IX, 289).
Tale novena, secondo il santo, doveva essere fatta possibilmente “in chiesa, con viva fede” ed era sempre un atto di fervente omaggio alla SS. Eucaristia. Le disposizioni d’animo perché la novena sia efficace sono per don Bosco le seguenti:

  • Di non avere niuna speranza nella virtù degli uomini: fede in Dio.
  • La domanda si appoggi totalmente a Gesù Sacramentato, fonte di grazia, di bontà e di benedizione.
    Si appoggi sopra la potenza di Maria che in questo tempio Dio vuole glorificare sopra la terra.
  • Ma in ogni caso si metta la condizione del “fiat voluntas tua” e se è bene per l’anima di colui per cui prega. Recitare per nove giorni consecutivi:

3 Pater, Ave, Gloria al Santissimo Sacramento con la giaculatoria:
Sia lodato e ringraziato in ogni momento il Santissimo e Divinissimo Sacramento.

3 Salve o Regina...con la giaculatoria:
Maria, aiuto dei cristiani, prega per noi.

Ricordati, o piissima Vergine Maria, che non si è mai udito che qualcuno sia ricorso alla tua protezione, abbia implorato il tuo patrocinio e domandato il tuo aiuto, e sia rimasto abbandonato. Sostenuto da questa fiducia, mi rivolgo a te, Madre, Vergine delle vergini. Vengo a te, con le lacrime agli occhi, colpevole di tanti peccati, mi prostro ai tuoi piedi e domando pietà. Non disprezzare la mia supplica, o
Madre del Verbo, ma benigna ascoltami ed esaudiscimi. Amen.

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