Maria Madre dei figli erranti

Maria, aiuto per noi: la novena che ci accompagna nel percorso di fede segnato dalla Madre di Dio.

Giorno 3 - Maria Madre dei figli erranti

Salmo 91

Mio rifugio e mia fortezza,
mio Dio, in cui confido.
Poiché tuo rifugio è il Signore
e hai fatto dall'Altissimo la tua dimora,
non ti potrà colpire la sventura,
nessun colpo cadrà sulla sua tenda.

Storia di vita

Vediamo una ragazza osservare il quadro con le cuffiette nelle orecchie e il cellulare in mano. Poi si perde nello sguardo di Maria e inizia a pensare. Ascoltiamo i suoi pensieri in voice over:    
“Io ti darò la maestra”. E sei ancora oggi la maestra di tutti noi, Maria. Quanto è stato difficile il percorso con Francesco lo sappiamo solo tu e io. Le telefonate in piena notte perché era scappato di nuovo dalla comunità di recupero e giù per le vie di Roma a cercarlo. Col cuore in gola, con l’ansia di trovarlo riverso su una panchina… Te lo ricordi quando venivo qui da te? Avevo perso ogni speranza. E poi, il carcere minorile. Non posso dimenticare quella sensazione di fallimento… me la sono presa con te che non mi avevi aiutato ad aiutarlo, che non eri stata accanto a un figlio che sbagliava.    
     
E invece tu, da madre paziente, col sorriso di chi sapeva già che mi sarei calmata e avrei cercato una via, mi hai accompagnato in questo percorso. Sei stata la mia maestra e mi hai insegnato ad educare. Sì, perché io sono cresciuta insieme a Francesco, in carcere. Cercando di sostenerlo e di farlo maturare, sono maturata anch’io. Cercando di farlo sentire amato, mi sono sentita amata anche io. E oggi che Francesco è messo alla prova in casa famiglia, lo vedo pulito, sereno, sorridente… come se fosse rinato. E io con lui.

Commento Rettor Maggiore

Maria, madre dei figli erranti, conosce la fatica di chi educa e non si arrende, di chi ama e continua a credere anche quando vede cadute, incoerenze, fughe. Stare accanto, guidare, proteggere e insegnare non è mai semplice; don Bosco ci ricorda che “l’educazione è cosa di cuore e Dio solo ne è il padrone”. Questo significa, prima di tutto, aprire il cuore a Maria, consegnarle i nostri ragazzi, i loro smarrimenti, le nostre paure di educatori, e lasciarci insegnare da lei l’arte di amare senza stancarci.
Maria è madre dei figli erranti perché non si scandalizza delle loro deviazioni, ma le attraversa con loro. Sa cogliere gli errori senza schiacciarli addosso alle persone; riconosce le responsabilità, ma nello stesso tempo vede, come don Bosco, che “anche nei ragazzi più disgraziati ci sono semi di bene”. Il suo sguardo non si ferma sulle cadute: va oltre, intravede una promessa, una possibilità di resurrezione. Per questo non dispera mai: accompagna, attende, incoraggia, intercede. Nel cuore di Maria ogni storia, anche la più ferita, può diventare una storia di salvezza.

La sua forza educativa non passa prima di tutto dalle parole, ma dalla testimonianza. Maria mostra con la vita ciò che chiede: fiducia in Dio. È presenza che rassicura, dolce fermezza che indica la via del bene. Accanto a lei, i figli erranti scoprono di non essere definiti dai propri sbagli, ma dall’amore con cui sono guardati. E chi educa, guardandola, impara un metodo profondamente evangelico e salesiano: prevenire il male credendo nel bene, accompagnare con ragione, religione e amorevolezza, trasformare ogni caduta in occasione di crescita. Così Maria, madre dei figli erranti, diventa scuola di fiducia nell’uomo e Vangelo vissuto, che educa più con la luce del suo esempio che con la forza dei rimproveri.
     
Abbi fede: Maria andrà a cercare ogni suo figlio sulla strada sbagliata.
Ma noi, siamo capaci di farci guidare per scorgere il punto accessibile al bene?

La preghiera di chi guida e va guidato

Maria, Madre dei figli erranti.
Tu sei stata accanto a tutti i discepoli.
Li hai accolti nel loro essere uomini e fallimentari...
Li hai guidati, li hai corretti, li hai accompagnati.
Continua a sorreggere tutti i giovani che si perdono e si perderanno.
Perché noi, tuoi figli, ci perdiamo spesso
e non sempre troviamo la strada per tornare.
Restami accanto, madre mia,
perché io li possa educare con amore.
Resta accanto a loro, madre mia,
perché loro si sentano amati da me.

Don Bosco quando era richiesto di qualche grazia soleva rispondere:
“Se volete ottenere grazie dalla S. Vergine fate una novena” (MB IX, 289).
Tale novena, secondo il santo, doveva essere fatta possibilmente “in chiesa, con viva fede” ed era sempre un atto di fervente omaggio alla SS. Eucaristia. Le disposizioni d’animo perché la novena sia efficace sono per don Bosco le seguenti:

  • Di non avere niuna speranza nella virtù degli uomini: fede in Dio.
  • La domanda si appoggi totalmente a Gesù Sacramentato, fonte di grazia, di bontà e di benedizione.
    Si appoggi sopra la potenza di Maria che in questo tempio Dio vuole glorificare sopra la terra.
  • Ma in ogni caso si metta la condizione del “fiat voluntas tua” e se è bene per l’anima di colui per cui prega. Recitare per nove giorni consecutivi:

3 Pater, Ave, Gloria al Santissimo Sacramento con la giaculatoria:
Sia lodato e ringraziato in ogni momento il Santissimo e Divinissimo Sacramento.

3 Salve o Regina...con la giaculatoria:
Maria, aiuto dei cristiani, prega per noi.

Ricordati, o piissima Vergine Maria, che non si è mai udito che qualcuno sia ricorso alla tua protezione, abbia implorato il tuo patrocinio e domandato il tuo aiuto, e sia rimasto abbandonato. Sostenuto da questa fiducia, mi rivolgo a te, Madre, Vergine delle vergini. Vengo a te, con le lacrime agli occhi, colpevole di tanti peccati, mi prostro ai tuoi piedi e domando pietà. Non disprezzare la mia supplica, o
Madre del Verbo, ma benigna ascoltami ed esaudiscimi. Amen.

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