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Ma sanno quello che fanno?

Sulla famiglia c'è un gran vociare in giro, ma anche tanta confusione. È necessario mostrare, non solo a parole, la differenza del matrimonio cristiano rispetto ad altre esperienze...


Ma sanno quello che fanno?

da Attualità

del 26 gennaio 2009

Caro padre,

siamo due coniugi sposati da ventotto anni, con due figlie. Da anni ci occupiamo della preparazione dei fidanzati al matrimonio, e per otto anni siamo stati responsabili della pastorale familiare in diocesi. Insomma, siamo due coniugi entusiasti del matrimonio! Da attenti osservatori del mondo che ci circonda, ci sembra che, in questi ultimi tempi, i discorsi sulla famiglia siano confusi.

 

I giovani che si presentano per il matrimonio religioso sono spesso 'lontani', disorientati e scettici sul significato di sposarsi in chiesa. D’altra parte, molti corsi di preparazione al matrimonio sono organizzati come un’accurata istruzione da parte di esperti (avvocati, psicologi, ginecologi, consulenti familiari, biblisti, moralisti...), che mette in secondo piano l’esperienza di chi ha celebrato un sacramento e si impegna a viverlo ogni giorno.

 

A noi sembra che in questo gran 'vociare' di famiglia manca il 'miracolo' che Dio compie col sacramento del Matrimonio. Conosciamo bene il magistero sulla famiglia di questi ultimi anni; sembra, però, che le nostre comunità non riescano a incarnarlo, neppure parzialmente. I parroci sono impegnati a raccogliere i cocci di matrimoni infranti, anziché sostenere e accompagnare gli sposi che mantengono fedeltà al sacramento che hanno celebrato. Molti di loro sembrano maturare un amaro scetticismo sull’amore umano, che finisce per sminuire anche il valore della loro scelta di castità per il Regno.

 

Conseguenza inevitabile è un progressivo allontanamento dalla realtà sacramentale della prassi pastorale, che si trova impegnata a difendere i pur sacrosanti diritti civili delle famiglie, lasciando implicito l’annunzio profetico del 'Vangelo della famiglia'. Ma allora, ci sarà ancora spazio per quelle famiglie che non si sfasciano?

 

Non le pare che sia giunto il momento di mostrare, non solo a parole, qual è la grande differenza del matrimonio cristiano rispetto a esperienze che i mass media tendono a mettere sullo stesso piano? Quanti ricordano che, coloro che si sposano in chiesa, innestano il loro amore su quello infinitamente grande di Gesù Cristo?

 

Clara e Franco

 

 

A cosa pensano due ragazzi che celebrano il Matrimonio? Li vediamo inginocchiati di fronte all’altare, con a lato i testimoni e intorno i familiari, i parenti, gli amici, in una cornice di fiori e di suoni. Ma sanno quello che fanno? La risposta sembra ovvia: 'si sposano'. O, con una frase più poetica, 'coronano il loro sogno di amore'. Entrano nel rito, e guidati dal sacerdote fanno tutto quello che la liturgia richiede, promettendosi amore per sempre. Ma dietro questa promessa e questi gesti, cosa c’è realmente? Cosa significa per loro 'sposarsi'? Non è una domanda superflua. Forse, lo era una volta. Oggi non si sa bene cosa si intenda per matrimonio. E, ancor più, per matrimonio vissuto cristianamente.

 

Possibile? Che significa sposarsi da cristiani? Ormai i matrimoni sembrano tutti uguali: in chiesa, in municipio, in una grande villa... cambia solo il luogo, ma la sostanza è sempre la stessa, cioè una bella cornice dentro la quale si mette la propria promessa di volersi bene per tutta la vita. Però, con la riserva che ognuno dei due possa riprendersi la propria libertà se le cose non vanno bene. Ormai troppi giovani pensano il matrimonio così. Non siamo pessimisti, ma realisti. Se avessimo la pazienza di capire cosa c’è realmente dietro la richiesta di sposarsi in chiesa, forse troveremmo una concezione lontanissima dal sacramento.

 

L’attuale Pontefice, quando era prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, scriveva: «Si dovrebbe chiarire se veramente ogni matrimonio tra due battezzati è ipso facto un matrimonio sacramentale». Molti giovani non si rendono conto dell’impegno che si assumono sposandosi in chiesa. Nel sacramento del Matrimonio non c’è solo la promessa di amarsi per tutta la vita, nel rispetto e nella fedeltà. Questo vale anche per chi si sposa civilmente. C’è molto di più.

 

Nel matrimonio civile sono presenti solo due persone, l’uomo e la donna che decidono di legare le loro vite in un rapporto di amore che dura tutta la vita. Nel matrimonio dei cristiani entra un terzo personaggio, Dio. E le cose cambiano profondamente. Perché la presenza di Dio è diversa da quella di tutti gli altri invitati. Non viene per assistere a una festa, ma per fare una proposta agli sposi.

 

Promette la riuscita del loro rapporto, cosa che nessuna creatura può garantire, neppure gli sposi. Ma a condizione che si modelli l’amore degli sposi sul suo, cioè che si amino con un amore totale, fedele, misericordioso. Promette, soprattutto, di dare un supplemento di amore che li renderà capaci di amarsi come ama lui. Ecco la grande differenza.

 

È un matrimonio originale e impegnativo che comporta una seria preparazione. Il modello non è l’amore delle telenovela o dei romanzi rosa; ma è l’amore del Cristo, che impegna la propria vita per la salvezza della persona amata. Solo così l’uomo e la donna possono affidarsi l’uno all’altra. Allora, vivere in due diventa bello e desiderabile.

 

 Le forze umane non sono capaci di produrre un amore che si prende cura dell’altro in modo totale. Ma, soprattutto, non sono capaci di garantire alla persona amata di regalarle Dio, il solo che può soddisfare l’infinito desiderio che agita il cuore umano. Il rapporto tra uomo e donna può diventare il luogo del sospetto, della delusione, del vuoto, dell’inutile attesa, del conflitto permanente per imporre all’altro i propri gusti e le proprie scelte. Un continuo braccio di ferro che logora e rende la vita amara. Un matrimonio vissuto così non alletta nessuno, è la tomba dell’amore, il luogo dei sogni perduti. Per questo si fugge verso altri rapporti.

 

Senza Dio l’amore vero non è possibile, perché Dio è amore, è la sorgente di ogni amore. Non sono le parole o la pubblicità che garantiscono la sopravvivenza del matrimonio come è stato concepito e proposto da Dio. Solo chi vive l’amore sostenuto da Dio può dimostrare con i fatti che il matrimonio vissuto cristianamente è bello. E rende felici gli sposi con i loro figli.

 

Antonio Sciortino

http://www.famigliacristiana.it

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