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Lo spot della Playstation

La pubblicità della Playstation con un uomo con la corona di spine in testa a ricordare la passione di Cristo a ricordo dei 10 anni della playstation, 10 anni di passione. La polemica è aperta, ma i pubblicitari non ci stanno...


Lo spot della Playstation

da Attualità

del 30 settembre 2005

Il fronte cattolico è unanime: quella pubblicità della Playstation con il ragazzo incoronato di spine supera il limite. È dissacrante e poco rispettosa dei credenti, hanno commentato in coro esponenti politici e rappresentanti della Chiesa. Mentre il parlamentare Bonatesta chiede l'intervento del giurì. I pubblicitari però fanno quadrato: 'la pubblicità non può e non deve mettere d'accordo tutti', dicono. E la polemica di oggi è il solito polverone: 'Tempo due giorni - assicura Gavino Sanna - e non se ne parla più '. Indignato, il cardinal Ersilio Tonini condanna 'il senso equivoco dell'immagine'. Le Sacre scritture, dice, 'non si possono utilizzare in questo modo'.

«Si è superato il limite». Così Don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana ha commentato la pubblicità della Playstation, pubblicata oggi sui quotidiani, con un uomo con la corona di spine in testa a ricordare la passione di Cristo: «Si è toccato un momento molto delicato della vita del Cristo, è quasi blasfemo. Non c'è altro messaggio che il gusto di provocare, e mi dispiace pure parlarne perchè si rischia di fare ancora più pubblicità». Secondo il direttore del settimane ad altissima diffusione «si è superato il limite, perché anche altre volte si sono usati per la pubblicità argomenti attinenti alla religione, ma con gusto e con garbo». Ma non è questo il caso e quella intrapresa dalla pubblicità non è certo una «bella strada, perché si offende la religiosità di tantissimi credenti». A questo proposito don Sciortino ha fatto un paragone con le altre religioni: «Chiunque può permettersi di fare qualsiasi cosa nei confronti della religione cattolica: se ci fosse stata un'analoga situazione che avesse coinvolto l'islam, sicuramente ci sarebbe stata una reazione veemente».

Che motivo c'era di scomodare una corona di spine e lo slogan «dieci anni di passione» per celebrare i dieci anni della Playstation? Se lo chiede anche Donato Mosella dell'esecutivo della Margherita, che punta il dito sulla nuova campagna pubblicata oggi dai quotidiani e sottolinea: «un'operazione che rischia di rivelarsi poco rispettosa della sensibilità di molti credenti».

«La pubblicità che campeggia a tutta pagina su molti giornali - dice Mosella - sarà pure efficace dal punto di vista dell'impatto mediatico. Però, onestamente, rievocare la Passione cristiana per promuovere un videogioco è un operazione che rischia di rivelarsi poco rispettosa della sensibilità di molti credenti». Bene la playstation, conclude, «e bene anche questi dieci anni di rivoluzione tecnologica. Però scherziamo con i fanti ma lasciamo stare i Santi».

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