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Lettera dal Congo

Siamo angosciati dalle notizie che arrivano dalla nostra Comunità salesiana di Goma (località Ngangi) nella Repubblica Democratica del Congo. La guerra che si sta intensificando ha già fatto 4 milioni di morti, più di un milione di sfollati, violenze di ogni genere su donne e bambini, ma non riscuote l'attenzione dei nostri mezzi di comunicazione!


Lettera dal Congo

da Attualità

del 15 ottobre 2008

Ciao, Nando.

Poco fa è partita la piccola troupe televisiva e spero che portino una buona documentazione delle cose drammatiche che hanno visto.

 

Siamo con la ripresa de la guerra, la città di Goma é praticamente accerchiata dall'esercito di Kunda che impedisce i rifornimenti. Rimane soltanto il passaggio verso il Rwanda Gisegny et Bukavu con certi rischi. L'aeroporto é ancora aperto, e i voli verso Kinshasa ci sono ancora. Non sappiamo quale sarà lo scenario domani.

Oggi nel centro sono presenti 2782 minori.

 

1. Chiediamo informazione sulla epatite B.

Abbiamo dei casi e stiamo ancora facendo indagini per tutti i ragazzi e ragazze interni, ma dovremo verificare anche il personale, i bambini semi interni ed esterni. Qualcosa lungo e costoso. Per adesso ci interessa avere il parere degli esperti. Cosa ci consigliano. Vogliamo evitare non solo il peggio ma che tutti siano salvi.

 

2. Questo anno, gli stipendi, le tasse e il numero dei bambini fanno aumentare le spese.

Ho difficoltà a sostenere tutte queste spese come facevamo prima. Si aggiungono ancora i bambini sfollati che vogliono studiare. Non abbiamo nessuna autorizzazione per aiutarli, abbiamo aspettato due settimane per avere una risposta delle autorità. Niente.

I genitori sonno disperati per la guerra, ma il fatto di voler far studiare il loro bambini é bello, una risorsa di speranza fondata.

-Senza avere fondi abbiamo dato la parola che li facciamo studiare. Lunedì 06 ottobre incominciano le scuole. Sonno circa  600 bambini per la scuola elementare, 100 per la  secondaria. Sicuramente aumenteranno. Dobbiamo creare delle aule per loro al pomeriggio, perche il mattino le nostre sonno troppo piene.

Il costo mensile è : 10 euro per fare studiare i bambini delle elementare e dare un pasto, e 15 euro per quelli delle medie, 17 per le superiore, 5 euro spese mediche ed imprevisti. (al mese x 11 mesi).

-Dobbiamo pensare ai bambini  e ragazzi che studiano adesso nel centro: sono 2.700 ! ma diamo da mangiare anche al personale e a persone occasionali per un totale di 3.000 persone.  La spesa é quasi di 20.000 euro al mese.

Se ci fossero 'sostegni a distanza' sicuri potremmo coprire questo enorme costo.

 

3. Questi giorni c'é stato anche  un uragano tropicale. Molte persone hanno perso la casa, tra questi 11 dei nostri impiegati, ad altri con danni meno gravi. Una casetta in legno e lamiera costa adesso sui 3000 euro. Non vorremo regalarla, ma fare un prestito, visto che sono nostri impiegati e che un stipendio lo ricevono con sicurezza ogni mese, ma sarebbe necessario poter disporre di questo fondo. e pensare alle modalità perchè riescano a rimborsare mese per mese con sicurezza.

Con  l'ufficio dei progetti penseremo a qualcosa.

 

4. Intorno al 10 ottobre ti chiediamo di trovarci almeno 50.000 euro e farceli spedire sul conto Oeuvres de Don Bosco.

Grazie ancora della vostra amicizia.

 

Mario

 

 

 

Aggiunta redazionale.

 

Padre Mario Perez, missionario salesiano, è il direttore del Centro Don Bosco di Goma Ngangi, nella Republica Democratica del Congo. Dal 1998 ha cominciato a raccogliere, in collaborazione con alcuni Enti internazionali che glieli affidano, tutti i bambini e bambine, persi, abbandonati, orfani, ex bambini soldato, bambine di strada, ragazze madri, ecc. di qualunque etnia o religione provenienti da tutta la regione.

Il VIS affianca il lavoro educativo della Comunità salesiana di Goma Ngangi con l'invio di volontari e il sostegno economico.

 In dieci anni, la guerra e l'insicurezza sociopolitica hanno devastato la zona est della Repubblica Democratica del Congo, lasciando circa 4 milioni di morti e milioni di rifugiati. Le elezioni di stato del 2006, hanno portato un soffio di speranza e di impegno in tutto il paese, tuttavia le violazioni dei dritti umani hanno continuato a moltiplicarsi, in particolare nell'Est del paese, dove i combattimenti e l'insicurezza continuano a persistere.

Nella regione del Nord Kivu inoltre si è raggruppata una parte di ribelli che ancora oggi terrorizza la popolazione. Nel 2007, gli scontri, a qualche decine di chilometri da Goma, hanno obbligato 857.000 persone a spostarsi per sfuggire ai combattimenti e all'insicurezza, malgrado la presenza di 25.000 uomini delle Nazioni Unite. Questi profughi vivono tuttora in campi di raccolta in condizioni disperate senza poter coltivare i campi per nutrirsi.

In queste condizioni la città di Goma – nella provincia del Nord Kivu – ha visto arrivare e installarsi in situazione di precarietà centinaia di migliaia di rifugiati, venuti dalle campagne dove i combattimenti continuano e dove l'insicurezza resta il problema maggiore. In dieci anni la popolazione si è triplicata passando approssimativamente da 200.000 a 800.000 abitanti compresi gli sfollati, più della metà sono giovani.

Nel gennaio 2008 si è riunita a Goma una conferenza di pace composta da  più di 1.500 delegati di tutte le forze presenti ed è stato firmato un accordo di pace. Ma questo accordo tutt'ora non viene rispettato.

 

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