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LEGGE 40: potere di vita o di morte da Giovani per i Giovani

Siamo tornati ai tempi dei romani, quando l'imperatore dall'alto del suo trono aveva il potere di vita o di morte su chi gli stava di fronte, bastava che alzasse o abbassasse il pollice. La legge 40 va difesa perché è l'unica che mette un limite a questo massacro di vite umane, ma bisogna essere consapevoli dei limiti che vi sono perché solo così potremo difendere la dignità umana dal concepimento alla morte naturale.


LEGGE 40: potere di vita o di morte da Giovani per i Giovani

da GxG Magazine

del 01 gennaio 2002

Il 10 febbraio 2004 è stata promulgata, dopo un lungo e faticoso cammino durato ben 20 anni, la legge 40 intitolata “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”.

Questa legge ha suscitato molte polemiche, ha fatto alzare molte voci, amplificato bugie e nascosto molte verità.

Prima dell’estate gli italiani saranno chiamati a pronunciarsi, attraverso un referendum, su quattro quesiti importanti, ed è bene arrivare al referendum informati, con le idee chiare e un’opinione che non sia basata su un sentito dire o sui così detti “discorsi da bar”, ma su una riflessione e una capacità critica, spinti dalla voglia di verità. Siamo chiamati a pronunciarci su qualcosa di cui domani dovremo rispondere alla generazione che si fa avanti, non possiamo sfuggire alle nostre responsabilità, soprattutto quando dobbiamo decidere se un essere vivente è degno di vivere oppure no.

L’attuale legge 40 mette dei paletti là dove non ce n’erano, la stessa Corte Costituzionale ha rifiutato la richiesta di abrogare la legge perché si sarebbe creato un vuoto legislativo, si è sentita la necessità di tutelare chi prima non era tutelato, di dare informazione corretta a chi decidesse di ricorrere alla fecondazione artificiale il cui fine è quello di riuscire a dare un figlio alle coppie che non riescono ad averne…E' plausibile chiedersi come mai, proprio mentre tanta gente usa tecnologie per non avere figli, altra gente le usi per cercare di averli.

Con questo articolo vorrei poter fare chiarezza su un argomento che ci è presentato come qualcosa di molto complesso ma che in realtà può essere compreso da chiunque abbia un po’ di onestà intellettuale.

  

 

QUESITO NUMERO 1

I limiti

 

COSA PREVEDE LA LEGGE 40

 L’articolo 1 della legge 40, è volto a “favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dalla infertilità umana”, la legge sostiene che il ricorso alla fecondazione artificiale è consentito solo quando è l’unica strada per il concepimento.

La coppia che procede alla fecondazione artificiale deve essere informata sui “metodi, problemi bioetici e possibili effetti collaterali sanitari e psicologici” delle tecniche, nonché dei “costi economici dell’intera procedura”, dopo essersi formati una volontà consapevole, la coppia presenta un consenso informato scritto, il quale può essere revocato “fino al momento della fecondazione dell’ovulo”, cioè fino al formarsi dell’embrione.

La legge prevede, inoltre, che venga prodotto un numero di embrioni utile a un unico impianto e comunque non più di tre. Solo in caso di documentata causa di forza maggiore relativo allo stato di salute della donna che intervenga tra la fecondazione e l’impianto, viene consentito di congelare temporaneamente gli embrioni fino a che sia di nuovo possibile il trasferimento in utero.

 

COSA ACCADREBBE SE VENISSE CAMBIATO

    Se vincessero i SI, verrebbe abolito qualsiasi limite all’accesso delle tecniche di fecondazione artificiale.

Il desiderio di paternità e maternità è sicuramente un’aspirazione positiva e legittima, che però non può essere esaudito ad ogni costo e a scapito di altre vite umane…già perché di vite umane si parla e non di cose!

Non so onestamente cosa ci sia da gridare al trionfo perché si è riusciti a far diventare mamma una donna di 67 anni, se per raggiungere questo fine si sono dovute sacrificare decine di altre vite umane.

“Non sempre tutto ciò che è tecnicamente possibile è anche eticamente ammissibile. Il bene morale è di gran lunga superiore al bene materiale”. (Orazio Piccinni –medico chirurgo, specialista in ostetricia e ginecologia a Bari).

La scienza è un potere e come tale va saputo usare, non possiamo porre alla scienza delle domande che non sono di sua competenza, essa infatti non ci può dire se una cosa è giusta o sbagliata, non fa valutazione morale…ti dice che gas devi usare per uccidere ma non ti dice se è giusto o no, la coscienza sta agli scienziati, agli uomini. La scienza non ha uno specchio dove guardarsi, descrive i fatti, perciò è fondamentale che accanto ad essa vi sia la saggezza.

Se passasse il quesito, verrebbero soddisfatti solo i desideri degli adulti ma non sarebbe tutelato in alcun modo il concepito e si cadrebbe in una mentalità nella quale i desideri diventerebbero diritti.

Un altro forte problema morale viene sollevato se venisse tolto il requisito della sterilità accertata per poter accedere alla fecondazione artificiale, infatti si arriverebbe al paradosso che una coppia che vuole un figlio seguendo la via naturale verrebbe giudicata pazza, perché potrebbe incorrere nel “rischio” di concepire un figlio “difettoso”, la fecondazione artificiale verrebbe usata come mezzo per dare a qualsiasi coppia che lo richiedesse un figlio su misura…ovviamente bello, sano e intelligente.

Già perché nel nostro mondo perfetto non c’è spazio per le persone malate, le persone anziane, le persone troppo tristi o troppo fragili per cavarsela da sole; queste persone fanno tenerezza e fanno commuovere se vengono raccontate in un film, ma inserite nella nostra realtà diventano un peso. E’ brutto però dirlo, non è carino, allora è meglio appellarsi alla finta pietà di chi dice “ma che vita è? Sarebbe meglio per loro non vivere!”. Ma in base a quale criterio NOI giudichiamo se una persona è degna di vivere o meno? Fortuna che l’uomo dovrebbe imparare qualcosa dai suoi errori…60 anni fa qualcuno ha istituito dei campi di concentramento nei quali andavano a morire tutti quelli che non erano degni di vivere, e guarda un po’ erano: persone malate, anziani, bambini e tutti coloro che non erano alti, biondi e con gli occhi azzurri. Ed anche allora si facevano esperimenti sui feti in nome di un ideologico progresso della scienza…nessuno però ha mai osato dichiarare che questi scienziati avrebbero meritato il nobel!

Infine, togliendo qualunque limite al numero di embrioni da produrre e ogni termine al “ripensamento” delle coppie all’impianto in utero si favorirà la produzione di embrioni destinati a non essere utilizzati: l’obiettivo è infatti solo quello di dare un “figlio in braccio”, trascurando tutti coloro che nella procedura verranno sacrificati.

 

 

QUESITO NUMERO 2

I diritti del concepito

 

COSA PREVEDE LA LEGGE 40

La legge 40 riconosce i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito. Questo significa impedire che l’embrione venga trattato come una cosa, congelandolo o facendone oggetto di sperimentazione.

Carlo Casini, presidente del Movimento per la Vita pone l’attenzione proprio al concepito quando dice: “è innegabile che immediatamente dopo l’incontro dello spermatozoo con l’ovocita si forma un organismo umano, unico e irripetibile, per ognuno di noi c’è stato un momento in cui non esisteva e un momento in cui ha fatto la sua comparsa nel mondo. Ma qual è stato il momento del passaggio dal nulla all’esistenza? Se ripercorressimo a ritroso la nostra vita ci rivedremmo diversi, nella forma e nell’apparenza, ma ritroveremmo sempre la nostra identità, il nostro “io”, fino a quando torniamo nascosti al mondo, protetti nella pancia della mamma, fino a quel big bang del concepimento che per ciascuno di noi ha separato il non esserci dall’esserci”.

 

COSA ACCADREBBE SE VENISSE CAMBIATO

L’embrione non verrebbe tutelato, trasformato perciò in un entità priva di qualsiasi diritto, un oggetto da utilizzare senza criteri, una cosa da buttare se non serve più.

Ma il concepito non è una cosa e non è nemmeno configurabile in una categoria intermedia tra le cose e gli uomini: qualcuno che sia meno di un uomo e più di una cosa. La dignità umana non può essere valutata secondo le apparenze, dire che l’embrione deve essere rispettato come persona significa che il rispetto della persona e della sua dignità incomincia dal suo inizio, “l’embrione è un essere umano a tutti gli effetti. Stiamo attenti a parlare di esseri che non sono persone, perché questa è la stessa cosa che dicevano i Romani degli schiavi, e anche a sostenere che l’embrione non ha certe funzioni mentali, perché un malato di Alzaimer può trovarsi nella stessa situazione, e spero che nessuno pensi di eliminarlo!” (prof.Angelo Luigi Vescovi, condirettore dell’Istituto di ricerca sulle cellule staminali dell’Istituto scientifico San Raffaele di Milano).

 

 

QUESITO NUMERO 3

la sperimentazione sull’embrione

 

 

COSA PREVEDE LA LEGGE 40

 Agli articoli 13 e 14 è vietata la sperimentazione sugli embrioni che non sia volta a “finalità terapeutiche e diagnostiche volte alla tutela della salute e allo sviluppo dell’embrione stesso”.

La legge è volta a vietare: la selezione eugenetica, la clonazione, la crioconservazione.

 

COSA ACCADREBBE SE VENISSE CAMBIATO

 I sostenitori del SI, legittimizzano la sperimentazione sugli embrioni in quanto servirebbe, a loro dire, a salvare molte vite umane e un dibattito acceso si è aperto sulle cellule staminali embrionali.

Il professore Angelo Luigi Vescovi, condirettore dell’Istituto di ricerca sulle cellule staminali dell’Istituto scientifico San Raffaele di Milano, una delle massime autorità al mondo nel campo della ricerca sulle cellule staminali dice: “si lascia intendere che questa sia l’unica strada percorribile per curare molte malattie e in questo contesto la natura dell’embrione umano viene stravolta, negata e banalizzata fino a renderlo un semplice grumo di cellule, qualcosa di utilizzabile per un sacrificio che in realtà non è per nulla necessario (…) ci sono numerose terapie salvavita che rappresentano realtà cliniche importanti, quali le cure per la leucemia, le grandi lesioni ossee, le grandi ustioni, il trapianto di cornea, che si basano sull’utilizzo di cellule staminali adulte”. Allo stato attuale delle conoscenze e delle tecniche solo le cellule staminali estratte da tessuti adulti (sangue, midollo osseo) guariscono talune malattie, l’uso di cellule staminali prodotte attraverso la distruzione di embrioni si è rivelato invece cancerogeno, le cellule prelevate dagli embrioni non sono controllabili, perciò non ci sono attualmente terapie che le usano…ma anche se in un futuro diventasse possibile utilizzarle, sarebbe sempre aperta la domanda: è lecito guarire degli esseri umani sopprimendo altri esseri umani?

Il referendum numero 3, considerando semplicisticamente il concepito un grumo di cellule e quindi l’embrione materiale biologico in mano agli scienziati, approverebbe oltre alla libera sperimentazione sugli embrioni, anche il congelamento degli stessi e la clonazione umana.

 

QUESITO NUMERO 4

fecondazione eterologa

 

COSA PREVEDE LA LEGGE

 La legge prevede che si possa usare solo la fecondazione omologa (con gameti ovociti e spermatozoi prelevati ai due partner che vogliono avere il figlio) per tutelare il diritto del nascituro ad avere genitori certi.

 

 COSA ACCADREBBE SE VENISSE CAMBIATO

Il referendum propone di abolire il divieto della fecondazione eterologa, questo significherebbe dare ai bambini che nascono attraverso questa tecnica solo un genitore biologico, ma come spiegano gli psicopedagogisti Mariateresa Zattoni e Gilberto Gillini: (in un’intervista su Famiglia Cristiana del 6 febbraio 2005) “la fecondazione eterologa sbilancia gravemente la posizione dei genitori, uno è anche biologico e rischia, pure inconsciamente, di sentirsi un genitore di serie A, mentre l’altro, il padre che è stato d’accordo sull’usare il seme di un uomo diverso, o la madre che ha accolto l’ovulo di un’altra donna, anche se consenziente in principio, rischia di vivere il fantasma di una sorta di tradimento, una condizione ben diversa da quella dei genitori adottivi, che accolgono un bambino bisognoso di una famiglia con cui entrambi non hanno legami di sangue. Non sono temi di poco conto, il bambino che verrà chiede a tutti, ai possibili genitori e anche alla società, di fermarsi a pensare.”

 

 

CONCLUSIONE

 

Analizzando i quesiti referendari ho cercato di mettere in risalto come essi minino il cuore della legge e ciò che la legge cerca di difendere: il concepito. Se dovessero vincere i sì la legge perderebbe la sua essenza, la sua intima natura che come ho ripetuto più volte consiste nel riconoscere il concepito come titolare di diritti. È per questo che per difendere la legge è consigliato l’astensionismo, “strumento” criticabile, ma sicuramente il più forte per evitare il raggiungimento del quorum e il far west precedente alla legge in cui tutto era consentito.

È importante sottolineare che astensione non deve combaciare con deresponsabilizzazione. Non andare a votare non significa lavarsene le mani, ma usare il mezzo migliore che ora abbiamo per raggiungere un risultato, che in questo caso è tutelare la vita di esseri umani.

Questi sono temi che devono toccare ognuno di noi, ognuno infatti ha la responsabilità di formarsi un’idea stando ben attento alle contraddizioni e ai trabocchetti che spesso si insinuano nella strada verso la verità, non bisogna stancarsi di cercare, di domandarsi il perché delle cose.

Se bisogna far saltare un palazzo, ma si ha il dubbio che all’interno vi sia anche solo una persona…non lo si fa saltare.

Se anche non avessimo la certezza che nella pancia della mamma ci sia un essere vivente, nel dubbio non lo si uccide! La Vita è un dono nelle mani di ognuno, difendiamola.

 

 

Cristina Rosso, un post-embrione di 25 anni

Volontaria del Servizio Civile Nazionale a Belluno

Cristina Rosso

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