Questa rubrica sul benessere emotivo e mentale nasce per aiutarti a dare un nome a ciò che senti, a leggere con coraggio le tue fragilità e a scoprire che ogni emozione — anche la più difficile — può diventare un cammino di crescita.
Vlad Dribnokhod
Quando ti sembra che tutti si aspettino qualcosa da te
Ci sono momenti in cui ti senti sotto una pressione continua, come se attorno a te ci fossero occhi invisibili che aspettano sempre qualcosa: un voto alto, una performance impeccabile, una risposta pronta, un comportamento perfetto. A scuola, in famiglia, nello sport, in oratorio… ovunque. È come se fossi sempre in scena, con il timore che un passo falso possa deludere qualcuno. A volte basta una frase detta da un genitore, un commento di un insegnante, una battuta di un compagno per farti credere che devi dimostrare ogni giorno di valere. E così inizi a correre, a impegnarti oltre misura, a riempire ogni minuto pur di non sentire quella paura: la paura di deludere.
Quando ti sforzi di essere forte e impeccabile, anche se dentro sei stanco
L’ansia da prestazione non nasce perché sei ambizioso: nasce perché hai paura. Paura che, se non dai il massimo, qualcuno possa essere deluso da te. Paura che, se sbagli, quell’errore dica qualcosa di definitivo sul tuo valore. Paura che gli altri ti stimino solo se sei all’altezza delle loro aspettative. E così inizi a vivere come se dovessi essere sempre “al massimo”: sorridere anche quando sei stanco, studiare anche quando sei esausto, allenarti anche quando non ne hai voglia, mostrare sicurezza anche quando dentro tremi. È una lotta silenziosa che nessuno vede, ma che pesa come poche altre.
Quando la paura di deludere ti toglie il respiro
A volte l’ansia si fa sentire nel corpo prima ancora che nella mente. Respiri più in fretta, il cuore accelera, le spalle si rigidiscono. Ti sembra di non avere margine: tutto è urgente, tutto è importante, tutto dipende da te. E se sbagli, anche solo un po’, ti senti subito inadeguato. Diventa difficile capire cosa vuoi davvero tu e cosa fai solo per non deludere gli altri. È come se vivessi una vita che non ti appartiene completamente, una vita costruita più sui doveri che sui desideri. È una fatica enorme, e spesso non te ne accorgi nemmeno, finché non arrivi a un punto in cui senti che non ce la fai più.
Quando ti convinci che il tuo valore dipenda dai risultati
Il rischio più grande dell’ansia da prestazione è questo: inizi a credere che il tuo valore si misuri in base a ciò che fai. Se riesci, ti senti degno; se fallisci, ti senti sbagliato. Ma nessuno può vivere così. Nessuno può essere perfetto tutto il tempo. Nessuno può rispondere sempre alle aspettative degli altri. E soprattutto: il tuo valore non sta nei tuoi successi. Sta nella tua vita, nella tua storia, nella tua unicità. L’ansia nasce quando dimentichi questo, quando inizi a credere che devi meritarti l’affetto, la stima, la fiducia. In realtà, ciò che meriti non dipende dalle tue prestazioni.
Uno sguardo spirituale che libera dalla pressione
Don Bosco era profondamente realista: conosceva la fatica dei suoi ragazzi, riconosceva quanto il “dover essere bravi” potesse diventare un peso insopportabile. Per questo invitava a una serenità concreta, che non chiede perfezione ma verità. In una delle sue massime ricorda: “Datti, figlio mio, come Dio comanda, e non come ti comanda il mondo o la tua propria passione.” È un invito a trovare un orientamento solido, più forte delle aspettative degli altri e dei giudizi del momento. Non vivere per il mondo, ma per ciò che è vero.
E una frase luminosa di san Francesco di Sales aggiunge un tassello prezioso: “Fate tutto per amore, nulla per forza.” L’amore, quando è autentico, non nasce dalla pressione, ma dalla libertà. Se fai le cose solo per paura, la tua vita si stringe; se le fai per amore — per amore della verità, del bene, di te stesso — allora ritrovi respiro.
Quando impari a distinguere ciò che devi fare da ciò che ti è chiesto con amore
Uscire dall’ansia da prestazione non significa smettere di impegnarti. Significa imparare a riconoscere da dove nasce il tuo impegno. Puoi chiederti: “Sto facendo questo perché lo desidero o perché ho paura di deludere qualcuno?” Sono domande semplici, ma rivelatrici. Cominciare a dire qualche “no” quando serve, a riposare senza sentirti in colpa, a riconoscere i tuoi limiti come parte della tua umanità non è debolezza: è maturità. E forse puoi anche permetterti di dire a qualcuno, con sincerità: “In questo momento è troppo per me.” Non succede nulla di grave. Anzi: scopri che gli altri ti vogliono bene anche quando non dai il massimo.
Perché liberarti dal peso delle aspettative cambia il tuo modo di vivere
Perché ti restituisce la tua libertà interiore. Perché ti permette di respirare e di scegliere. Perché riscopri che la tua dignità non dipende dai tuoi voti, dai tuoi risultati, dalle tue prestazioni. Perché impari a fare ciò che puoi, non ciò che ti distrugge. E soprattutto perché scopri una cosa che può cambiarti la vita: gli errori non tolgono valore alla tua storia. E nessuna aspettativa, nemmeno quella più alta, vale quanto la tua pace.
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