Donboscoland

La santità è una malattia... contagiosa!

Ecco cosa significa avere a che fare con i santi...


La santità è una malattia... contagiosa!

da Spiritualità Salesiana

del 21 ottobre 2003

Don Bosco, la sua vita, le sue opere sono nel dominio della storia, la quale in belle e splendide pagine dirà all’avvenire che egli fu per mezzo secolo l’apostolo del bene… Quello che non potrà dire appieno, quello che essa non riuscirà a fare ben comprendere è la sua vita intima, il suo sacrificio continuo, calmo, dolce, invincibile e eroico; il suo studio ed il suo grande amore per noi suoi figli, la fiducia, la stima, la riverenza, l’affetto che egli a noi ispirava; la grande autorità, l’opinione di santo, di dotto, in cui da noi era tenuto, quasi tipo, ideale di moral perfezione. Oh, la storia difficilmente potrà ritrarre e far capire e credere le soavi dolcezze che una sua parola, un suo sguardo, un cenno diffondeva nei nostri cuori! Bisogna aver provato! La vita dei santi, nei libri anche meglio scritti, perde del fascino che esercitava sui contemporanei, sui familiari. Il profumo della loro conversazione e delle loro virtù si dissipa nello spazio dei tempi. Ma noi l’abbiamo veduto, noi l’abbiamo sentito don Bosco. Allora l’opera sua ancor ristretta a quest’oratorio faceva sentire più intensa la sua efficacia.

 

 

Una presenza che affascina

 

Ci sono due ragazzi che don Bosco lo hanno incontrato ormai nell’ultimissimo periodo della sua vita; è un don Bosco ormai malato, “un abito logoro”, mangiato da mille impegni, eppure…

 

 Don Bosco era attorniato da tantissimi giovani, ma io lottavo per avvicinarmi a lui il più possibile, per poterlo vedere; gli arrivai veramente molto vicino mentre egli saliva in carrozza: mi rivolse uno sguardo lungo, dolce, penetrante. Ho avuto così la certezza di aver conosciuto un santo e che questo santo aveva letto nel mio cuore qualcosa che solo Dio e lui potevano sapere: la mia vocazione!”

 

 

Luigi Variara era, all’epoca  di quell’incontro, appena arrivato a Valdocco; per la nostalgia della sua casa aveva deciso di ritornare dalla sua famiglia. Dopo quest’incontro la sua vita cambiò radicalmente; si fece salesiano, partì missionario in Colombia. Papa Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato il 07 aprile del 2002.

 

 

Luigi Versiglia vide molte volte don Bosco: fu tra quelle schiere di ragazzi che, quando don Bosco compariva sul ballatoio della sua camera, sospendevano il gioco per applaudirlo e godere del suo sorriso; lo vide attraversare il cortile, lo sentì molte volte in Chiesa alla buona notte. Un giorno si sentì dire all’orecchio: <<Vieni poi a trovarmi: ho qualche cosa da dirti>>. Non riuscì mai da ad andare da don Bosco, perché la salute di questi di lì a poco sarebbe peggiorata portandolo sul letto di morte, ma quelle parole segnarono tutta la sua vita.

 

Luigi Versiglia, poco dopo capì di essere chiamato ad essere salesiano; missionario in Cina, diventato vescovo, morì martire.

 

E’ stato proclamato santo da Giovanni Paolo II, il 01 ottobre del 2000.

 

Don Bosco vuole dire qualcosa anche a te!

 

 ... chi li conosce rimane affascinato da loro così tanto da aver voglia  di farsi santo. Oggi voglio parlarvi di don Bosco, non per fare quattro chiacchere da salotto… ma perché ci venga voglia di cambiare, perché prendiamo il coraggio di dare una svolta alla nostra vita…

Come? Lasciandoci incontrare dal Signore, per davvero…

In che modo? Senza tanti giri di parole: una bella confessione… Quando? Adesso… prendi la decisione adesso… chiedi al Signore: aiutami a farmi santo!! Domenico Savio si ripeteva “O santo o niente!” A te la scelta!

 

 

don Giovanni Battista Borel

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