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La Professoressa e i volontari

Il 20 novembre, dalle 15. 30 alle 17.00, presso l'Istituto Salesiano Sacro Cuore, in occasione delle giornate di formazione nazionale dei volontari organizzate dalla Federazione SCS, la sig.ra Prodi ha parlato di welfare, volontariato e impegno comunitario, offrendo la sua esperienza...


La Professoressa e i volontari

da Servizio Civile

del 24 novembre 2007

Parole pacate, pronunciate con un filo di accento romagnolo, e sorriso materno: così si è presentata la professoressa Flavia Prodi agli oltre 150 ragazzi che svolgono servizio civile negli ambienti salesiani.

Nella giornata di ieri, 20 novembre, dalle 15. 30 alle 17.00, presso l’Istituto Salesiano Sacro Cuore, in occasione delle giornate di formazione nazionale dei volontari organizzate dalla Federazione SCS, la sig.ra Prodi ha parlato di welfare, volontariato e impegno comunitario, offrendo la sua esperienza, ma anche la sua competenza di docente di Organizzazione dei servizi sociali presso l’Università di Bologna. Ha ribadito l’importanza della gratuità nella dimensione del volontariato. “Bisogna cercare di tenere separata la dimensione del volontariato da quella di chi lavora negli stessi ambiti del volontario ma come operatore. Quest’ultima è una scelta vocazionale importante di vita e di lavoro. Se trasformassimo però tutto in prestazione retribuita, si perderebbe la motivazione reale e sincera a lavorare in quei settori” – ha detto.

Ha parlato di welfare, precisando che il sistema pubblico di assistenza, e nello specifico i servizi di aiuto alle persone, per essere efficaci devono essere supportati da una comunità anch’essa capace di aiutare. Serve insomma il moltiplicarsi di legami tra individui, cioè una ritrovata capacità di vivere insieme. È l\'idea di una società capace di tutelare i valori del rispetto della persona. Ha usato nel suo intervento in particolare alcune parole chiave: appartenenza, come legame partecipato con il proprio territorio e la propria comunità, reciprocità come rete di relazioni della comunità che intervengono e vengono attivate quando e laddove lo Stato e il settore pubblico non riescono ad arrivare. Concetti fondamentali oggi per migliorare la qualità della vita di tutti e creare la società che sogniamo. Dopo il suo intervento si è aperto un vivace dibattito con le domande “forti” e a volte provocatorie, ma sempre pertinenti e acute, dei ragazzi, a cui lei non si è sottratta. Integrazione pubblico e pivato, welfare, scuola, dislivelli ingiustificati tra il settore del sociale e quello economico, questi i temi dei quesiti fatti dai volontari.

Subito dopo la prof.ssa Prodi ha voluto che fossero i ragazzi stessi a parlare della propria esperienza. Alcuni le hanno raccontato quali sono le attività che svolgono nel loro servizio quotidiano, il lavoro con i bambini, in oratorio, nelle scuole e nelle comunità, definendo questi primi mesi di servizio come l’esperienza più bella della vita. Alla fine, intervistata sulle impressioni suscitatele dall’incontro, ha detto: “questi ragazzi mi hanno trasmesso grande speranza. Hanno già una consapevolezza forte della loro responsabilità come cittadini. Hanno già capito l’importanza dell’impegno e del lavoro di ciascuno nel proprio ambito e ambiente”.

E sul Servizio Civile: “ho seguito tutto l’iter del servizio civile per il mio lavoro, ma è la prima volta che incontro tanti ragazzi che hanno operato questa scelta. Lo ritengo utilissimo: se per alcuni è anche un modo per scegliere una strada professionale da intraprendere, per tutti è comunque un importante momento di crescita. Ne ho avuto la conferma dalle loro stesse parole. In fondo sono la concretizzazione di quei legami sociali in cui credo tanto. Ragazzi che aiutano altri ragazzi”. Perfettamente a loro agio nonostante la presenza di un personaggio di rilievo, i ragazzi dal canto loro, sono stati autentici in tutto: chiacchieroni, spiritosi e provocatori in alcuni momenti, interessati e partecipi per tutta la durata dell’incontro.

 

 

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