Donboscoland

L'amicizia secondo Berlicche

Lettera del diavolo Berlicche al caro nipote, il diavolo custode Malacoda. «Non credo che ciò sia molto importante, purché tu riesca a convincerlo a posporre ogni esplicito riconoscimento di questo fatto; cosa molto facile a ottenersi, con l'aiuto della vergogna, dell'orgoglio, della modestia e della vanità...».


L’amicizia secondo Berlicche

da L'autore

del 10 settembre 2005

 

Mio caro Malacoda,

ho saputo con grande piacere da Scarmiglione che il tuo paziente ha fatto alcune conoscenze molto desiderabili e che pare che tu abbia adoperato codesto nuovo evento in maniera veramente promettente. Mi sembra di capire che quei coniugi di mezz’età che gli hanno fatto visita nel suo ufficio sono proprio quel genere di persone che noi desideriamo che egli conosca – ricche, eleganti, superficialmente intellettuali e brillantemente scettiche intorno a ogni cosa che v’è nel mondo. Mi par di capire che siano perfino vagamente pacifisti, non per motivi morali, ma per un’inveterata abitudine di minimizzare tutto ciò che interessa la gran massa dei loro simili e per uno spruzzo di comunismo puramente di moda e letterario. Egregiamente! E pare anche che tu abbia fatto buon uso di tutta la sua vanità sociale, sessuale e intellettuale. Fammi sapere qualcosa di più. Si è compromesso molto? Non voglio dire a parole. V’è un gioco sottile di sguardi, di toni, di riso, con il quale un mortale può far sottintendere che egli appartiene allo stesso partito di coloro con i quali sta parlando. Questo è il genere di tradimento che dovresti incoraggiare, perché il tuo giovanotto non lo comprende proprio bene neppure lui; e quando giungerà a comprenderlo tu gli avrai reso difficile il retrocedere.

Senza dubbio capirà molto presto che la sua fede è in diretta opposizione ai principi sui quali si basa tutta la conversazione coi suoi nuovi amici. Non credo che ciò sia molto importante, purché tu riesca a convincerlo a posporre ogni esplicito riconoscimento di questo fatto; cosa molto facile a ottenersi, con l’aiuto della vergogna, dell’orgoglio, della modestia e della vanità. Finché lo stato d’attesa dura egli si troverà in una posizione falsa. Starà in silenzio quando dovrebbe parlare e riderà quando dovrebbe stare in silenzio. Dimostrerà, dapprima solo con il modo di fare, ma presto anche a parole, ogni sorta di atteggiamenti cinici e scettici che in realtà non sono suoi. Ma se lo saprai giocar bene, potranno diventare suoi. Tutti i mortali tendono a diventare ciò che pretendono di essere. È una cosa elementare. Il problema veramente importante è come prepararsi al contrattacco del Nemico.

Clive Staples Lewis

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