Formazione ed Educazione

In Afghanistan dura solo poche ore il ritorno a scuola delle ragazze

Il ministero dell’Istruzione aveva annunciato la riapertura da ieri in tutto il Paese, ma all'ultimo momento un avviso ha obbligato le ragazze con più di 11 anni a lasciare le aule dopo poche ore


È durata poche ore la riapertura delle scuole per ragazze in Afghanistan. Ieri, i taleban hanno ordinato una marcia indietro sulle scuole femminili, contraddicendo quanto stabilito in precedenza. Il ministero dell’Istruzione aveva annunciato la scorsa settimana che le scuole avrebbero riaperto ieri in tutto il Paese dopo otto mesi di restrizioni, almeno in 28 province su 34. Martedì sera, un portavoce del ministero si era pure «congratulato» in un video per l’atteso ritorno in classe.

Poi la brutta sorpresa: ieri mattina, un avviso dello stesso ministero affermava che «tutte le scuole superiori femminili e quelle con ragazze sopra il sesto grado di scuola» (dagli 11 anni in poi, ndr) sarebbero rimaste chiuse «fino a nuovo ordine», ossia fino a quando non fosse preparato un piano conforme alla sharia, la legge islamica, e alla cultura afghana. La scuola è durata poche ore.

A verificare la nuova chiusura alcune fonti giornalistiche sul posto, poi confermate da Inamullah Samangani, il portavoce degli studenti coranici tornati al potere lo scorso agosto. Una troupe dell’agenzia France Presse (Afp) stava filmando il rientro a scuola delle ragazze alla Zarghona High School di Kabul, quando l’insegnante è entrata in aula e ha ordinato a tutte le allieve di tornare a casa. Molte di loro hanno reagito alla disposizione con le lacrime, dice la fonte.

La comunità internazionale ha fatto del diritto paritetico all’educazione per tutti uno dei punti dirimenti della trattativa con il regime dei taleban sugli aiuti e il riconoscimento politico. Immediata la reazione dell’Unama, la Missione Onu in Afghanistan, che ha «deplorato» in una nota l’estensione del divieto a tempo indeterminato.

Anche l’Alto Commissario Onu per i diritti umani e il segretario generale Antonio Guterres hanno espresso «profonda frustrazione e delusione» per la decisione. «Il fallimento delle autorità di fatto di rispettare gli impegni a riaprire le scuole – ha sottolineato Michelle Bachelet in una nota – è profondamente dannoso per l’Afghanistan».

Negare l’istruzione, ha aggiunto, «viola i diritti umani di donne e bambine» lasciandole «più esposte a violenza, povertà e sfruttamento». Secondo dati dell’Unicef, oltre 4 milioni di bambini non vanno a scuola, di cui il 60 per cento sono ragazze.


di Camille Eid

tratto da Avvenire.it

 

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