Il Vangelo commentato dai giovani e dai salesiani. Prenditi un tempo di meditazione sulla Parola di Dio.
Josh Applegate
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 3, 13-17
In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento».
Eccoci giunti alla festa del Battesimo del Signore che chiude il tempo natalizio, un tempo in cui siamo stati chiamati a rivivere più da vicino l’amore di Dio per noi che si manifesta attraverso la nascita di Suo Figlio in un'umile stalla. Ma è stato anche un tempo in cui verso la fine dell’anno ci ha visto soffermarci a ringraziare Dio con il nostro personale TE DEUM, per tutti i doni e le sfide avuti nel corso dell’anno passato. Un tempo poi che ci ha visto affidare a Maria l’inizio del nuovo anno, Lei luce di speranza. Infine l’Epifania del Signore, in cui siamo stati invitati a fermarci a contemplare sull’esempio dei re magi la divinità di Gesù bambino, luce che illumina le tenebre.
Mamma mia quanta ricchezza.. Eppure se ciò non bastasse, a conclusione di tutto questo “tran-tran” di feste, la Chiesa, prima di ritornare al tempo ordinario, ci invita a soffermarci sul Battesimo di Gesù.
Proviamo ad immaginare la scena: Giovanni si trova di fronte Gesù al Giordano che vuole farsi battezzare, non ne comprende molto il significato, ma si fida, lo lascia fare, e poco dopo vede lo Spirito scendere su di Lui e sente addirittura la Voce di Dio che gli dice che è Suo Figlio.
Tanta roba per Giovanni fare esperienza in un sol colpo della Trinità!
Ma sensazionalismi a parte, pare che il Vangelo ci inviti oggi a seguire Gesù proprio in questo suo umile gesto di figliolanza: fare la volontà del Padre, per poi cominciare la sua missione che lo condurrà al sacrificio di sé stesso.
Ad inizio dell’anno siamo cioè chiamati a ravvivare il nostro battesimo, la nostra chiamata a rinascere come figli di un Dio che ci ama così tanto così come siamo, con tutte le nostre fragilità e che ci vuole tutti felici con lui nell’eternità. Se ci riscopriamo figli amati allora potremo ri-cominciare la nostra missione: verso il Paradiso! Questo il nostro goal!
Sta a noi scegliere di seguire la via indicata da Gesù, che è la via dello svuotamento da sé, il lasciar fare di Giovanni, per fare la Sua volontà nel quotidiano delle relazioni, senza egoismi o auto-affermazioni. Non sarà forse che, mentre ci ri-apprestiamo a tornare al ritmo frenetico ordinario di tutti i giorni, il segreto di un figlio che desidera mettersi in ascolto sincero e concreto di Dio non sia altro che quello di permetterGli di prendere spazio nella nostra vita? E se provassimo a custodire ogni giorno alcuni spazi con Lui, magari a partire dal semplice ascolto della Parola di Dio? Certo è sfidante perché questo comporta rinunce in termini di tempo, spazio e abitudini.. Ma se ci fidassimo come Giovanni, scegliendo di lasciar fare a Gesù, potremmo diventare non passivi lettori del Vangelo ma veri protagonisti della nostra vita! Da leggere la Parola a farsi leggere dalla Parola, per poi incarnarla nella vita quotidiana!
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