Il senso di colpa

Quando ti senti responsabile di tutto

Questa rubrica sul benessere emotivo e mentale nasce per aiutarti a dare un nome a ciò che senti, a leggere con coraggio le tue fragilità e a scoprire che ogni emozione — anche la più difficile — può diventare un cammino di crescita.

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Quando ti sembra che, se qualcosa va male, la colpa ricade sempre su di te

Magari non lo dici a nessuno, ma ti succede. Basta che in famiglia ci sia un clima teso, che un amico sia triste, che tu dimentichi un impegno, e subito dentro senti una puntura, un pensiero rapido: “È colpa mia. Avrei dovuto fare di più.” A volte questa voce diventa così abituale che nemmeno la riconosci più: è lì, come un’ombra, pronta a ricordarti ogni tua mancanza, anche quando non esiste davvero. È una forma di sensibilità che si trasforma in peso: un costante sentirti responsabile del benessere degli altri, come se tutto dipendesse da te.

Quando la tua sensibilità si trasforma in un carico ingiusto

Essere sensibile è bellissimo: significa percepire, ascoltare, capire, intuire. Ma quando questa sensibilità non è custodita, diventa una trappola. Inizi a pensare di dover prevenire ogni problema, evitare ogni errore, sistemare tutto ciò che si rompe. Ti persuadi che, se gli altri stanno male, in qualche modo è anche a causa tua. La psicologia chiama questo atteggiamento “iper-responsabilità”: una tendenza a prendersi sulle spalle compiti che non ti spettano, a sentirti colpevole anche quando non hai fatto nulla di sbagliato. E questa convinzione, dentro, diventa una fatica enorme.

Quando sei più severo con te stesso che con chiunque altro

Forse hai notato che ti giudichi con più durezza di quanto faresti con un tuo amico. Un piccolo errore, una frase detta male, una dimenticanza, e subito ti senti “sbagliato”. Continui a rimuginarci sopra, come se quel dettaglio fosse un fallimento che ti definisce. E anche quando qualcuno ti rassicura, tu continui a sentirti in difetto. Vivere così è stancante: è come camminare con uno zaino pieno di pietre che nessuno ti ha obbligato a portare, ma da cui non riesci a separarti.

Quando la colpa nasce dal timore di deludere

Il senso di colpa, molte volte, nasce dal desiderio di essere amato. Hai paura che, se sbagli, qualcuno si allontani. Hai paura di fare male involontariamente, paura di non essere all’altezza, paura che gli altri ti giudichino male. Così inizi a scusarti troppo, a giustificarti senza motivo, ad assumerti responsabilità che non sono tue. Cerchi di mantenere tutto in equilibrio, ma alla fine sei tu che perdi equilibrio.

Uno sguardo spirituale che alleggerisce il cuore

La fede cristiana non nega la responsabilità, ma la rimette al suo posto. Non ti chiede di portare pesi che non ti appartengono: ti chiede di vivere nella verità. E qui don Bosco è chiarissimo. Tra le sue massime c’è una frase che sembra scritta proprio per chi si sente sotto giudizio continuo:
“Curate sempre quello che di voi potrà dire il Signore, non quello che di voi o in bene o in male, diranno gli uomini.”
È una frase che libera. Ti ricorda che non devi piacere a tutti, non devi essere perfetto per essere amato, non devi temere continuamente il giudizio degli altri. L’unico sguardo che conta davvero è uno sguardo che ama, che comprende, che perdona. È uno sguardo che non pesa, ma solleva.

Quando impari a distinguere ciò che dipende da te da ciò che non puoi controllare

Uscire dal senso di colpa non significa diventare superficiale. Significa imparare a distinguere. Ciò che dipende da te merita impegno, cura, responsabilità vera. Ciò che non dipende da te — l’umore degli altri, le loro reazioni, il loro passato, le loro scelte — devi lasciarlo andare.
Puoi cominciare con gesti semplici: non scusarti per ogni cosa, accettare i tuoi limiti senza drammatizzare, condividere il peso delle situazioni invece di portarle da solo, affidarti a chi ti vuole bene. E puoi anche pregare così: “Signore, insegnami a non caricarmi pesi che non mi chiedi di portare.” È una preghiera che apre una strada nuova.

Perché liberarti dal senso di colpa cambia il modo in cui vivi

Quando lasci andare il bisogno di essere impeccabile, inizi a respirare. Ti accorgi che puoi sbagliare senza perdere dignità. Che puoi essere fragile senza perdere valore. Che puoi dire “non ce la faccio” senza sentirti in difetto.
E scopri una cosa fondamentale: non devi conquistare la stima degli altri portando il mondo sulle spalle. La tua vita vale ben più dei tuoi errori, e ben più delle responsabilità che qualcuno — o tu stesso — ti ha messo addosso.
E quando questo inizia a diventare vero dentro di te, anche solo un poco, il cammino diventa più leggero. E tu ti scopri più libero.

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