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Il papa: i diritti dell'uomo si fondano sulla legge naturale scritta da Dio

“Da sempre la Chiesa ribadisce che i diritti fondamentali, al di là della differente formulazione e del diverso peso che possono rivestire nell'ambito delle varie culture, sono un dato universale, perchè insito nella stessa natura dell'uomo.” Così il papa questo pomeriggio ha ricordato il 60° anniversario della proclamazione dei Diritti dell' uomo al termine di un concerto in Aula Paolo VI.


Il papa: i diritti dell'uomo si fondano sulla legge naturale scritta da Dio

da Attualità

del 11 dicembre 2008

“La legge naturale,ha detto, scritta da Dio nella coscienza umana, è un denominatore comune a tutti gli uomini e a tutti i popoli; è una guida universale che tutti possono conoscere e sulla base della quale tutti possono intendersi. I diritti dell’uomo sono, pertanto, ultimamente fondati in Dio creatore, il quale ha dato ad ognuno l’intelligenza e la libertà. Se si prescinde da questa solida base etica, i diritti umani rimangono fragili perché privi di solido fondamento.”

 

Un cammino fatto e un cammino da fare, perché “centinaia di milioni di nostri fratelli e sorelle vedono tuttora minacciati i loro diritti alla vita, alla libertà, alla sicurezza; non sempre è rispettata l’uguaglianza tra tutti né la dignità di ciascuno, mentre nuove barriere sono innalzate per motivi legati alla razza, alla religione, alle opinioni politiche o ad altre convinzioni.” Prima del concerto promosso dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace con brani musicali di Mendelsshon, Mozart, Ponchielli e De Falla esguito dalla Brandenburgisches Staatsorchester di Frankfurt, diretta dal Maestro Inma Shara, si era svolto un atto celebrativo.“I diritti non possono essere dei contenitori che secondo i momenti storici, culturali e politici si riempiono di significati e di elementi diversi.” Ha detto il cardinale Tarcisio Bertone nel suo intervento ricordando il valore della legge naturale“.

 

E’ l’assenza di valori a cui legare i diritti la causa principale della loro inefficacia e della loro violazione. La legge naturale, invece, consente a tutti di trovare una radice comune, anche di fronte a posizioni che pur avendo un diverso fondamento etico non sono disposte a cedere di fronte all’abbandono di quella verità che è comune al genere umano.” Nella sua lunga relazione in una Aula Paolo VI quasi vuota ma in diretta tv, il cardinale ha ricordato che “Oggi, di fronte ad un preoccupante quadro globale che è anzitutto il riflesso di strutture economiche non rispondenti al valore dell’uomo, i diritti basilari sembrano dipendere da anonimi meccanismi senza controllo e da una visione che si rinchiude nel pragmatismo del momento”. Bertone ha sottolineato la “attenzione particolare” riservata dalla Chiesa ai diritti alla vita e alla libertà religiosa contemplati nella Dichiarazione. “Difendere i diritti fondamentali significa,ha detto Bertone, non confonderli con semplici e spesso limitati bisogni contingenti. Poter ricondurre all’originaria impostazione della Dichiarazione anche le nuove situazioni è possibile e può essere una strada da seguire per dare rinnovato vigore alla causa dell’uomo.”

 

La crisi attuale dei diritti dell'uomo e' frutto di un'eccessiva predominanza delle strutture economiche sul vero valore dell'uomo, ridotto a oggetto o al massimo considerato solo come consumatore.” E ancora ha aggiunto: ''Ci si chiede, allora, se siano le strutture economiche e i loro recenti mutamenti la causa del diniego dei diritti o se non si tratti piuttosto di un abbandono della visione della persona che da soggetto e' diventata sempre piu' un oggetto dell'agire economico, spesso ridotta a rivendicare i soli diritti legati alla sua funzione di consumatore e non di persona''La liberta' religiosa, che e' una delle importanti conquiste contenute nella Carta dei diritti dell'uomo firmata sessant'anni fa a Parigi, oggi e' messa in discussione ed e' a rischio a causa di una tendenza sempre piu' diffusa che vuole escludere la religione dalla costruzione dell'ordine sociale. ''Un'attenzione particolare la Chiesa sente di doverla rivolgere - ha spiegato il segretario di Stato Vaticano - alla liberta' religiosa che la Dichiarazione Universale nel suo articolo 18 ha reso esplicita in significati e limiti, prevedendo altresi' i diritti e le situazioni che a tale liberta' sono connessi''.

 

''E' un dato di tutta evidenza - ha aggiunto - che il fatto religioso abbia un'influenza diretta nello svolgersi della vita interna degli Stati e di quella della Comunita' internazionale. Questo nonostante si percepiscano sempre di piu' indicazioni e tendenze che sembrano voler escludere la religione e i diritti ad essa connessi dalla possibilita' di concorrere alla costruzione dell'ordine sociale, pur nel pieno rispetto del pluralismo che contraddistingue le societa' contemporanee''. Durante l’ evento sono stati anche assegnati i premi Cardinale Van Thuân 2008, conferiti dalla Fondazione Vaticana San Matteo in memoria del Cardinale François-Xavier Nguyên Van Thuân. Quest’ anno sono stati assegnati al Dott. Cornelio Sommaruga per il suo impegno nella promozione del diritto umanitario quando fu Presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa, e alle seguenti persone e istituzioni che, in un modo o in un altro, hanno dato concreta attuazione alle più nobili esigenze contenute nella Dichiarazione Universale: a padre Pedro Opeka, al Progetto GULUNAP, al Progetto Villaggio degli Ercolini, al padre Raul Matte.

 

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